Ospedale, Briguglio: «Dimettiamoci in massa»
Proposta una plateale forma di protesta contro i tagli ai posti letto. Il candidato sindaco attacca tutta la classe dirigente locale
lunedì 2 gennaio 2012
9.47
La proposta di riordino ospedaliero del direttore generale della Asl Bat non è condivisa anche da Domenico Briguglio. Il candidato sindaco attacca tutta la classe dirigente locale: «Sindaco, giunta, maggioranza, presidente del Consiglio provinciale, assessori e consiglieri provinciali, gli esponenti della nostra amministrazione comunale sono rimasti inermi dinnanzi ad una proposta che indiscutibilmente si tradurrà in un inevitabile indebolimento dell'ospedale, rendendo poco appetibili quei servizi che hanno fatto del nostro presidio ospedaliero una vera eccellenza nel panorama sanitario regionale».
Briguglio, lo scorso ottobre, aveva chiesto formalmente una presa di posizione politica forte, invocando (insieme a tutta l'opposizione) un Consiglio monotematico di cui si aspetta ancora la convocazione. Secondo il candidato sindaco «si sta attivando una pericolosa spirale. Da una parte si dice che l'ospedale non verrà chiuso, dall'altra si stanno adottando provvedimenti che decretano l'indebolimento dell'offerta sanitaria con una conseguente riduzione dell'utenza. In tal modo, chi ha orchestrato tutto ciò, potrà proporre la chiusura dell'ospedale, che così indebolito non avrà più alcuna ragione di esistere. Stanno tentando di cancellarci definitivamente ed è per questo che dobbiamo mobilitarci tutti per poter fronteggiare una vera e propria battaglia intrapresa contro Trani. Dobbiamo essere pesantemente presenti e mobilitarci per dire no allo smantellamento del nostro ospedale. Facciamo qualcosa, ma non restiamo impotenti».
Ai cittadini Briguglio chiede di far sentire la propria voce. Ai colleghi consiglieri comunali ed all'amministrazione Briguglio suggerisce una proposta eclatante: «Rimettiamo nelle mani del prefetto il nostro mandato amministrativo. Dimettiamoci in massa, se può servire a spronare chi deve decidere il nostro futuro. L'ospedale va difeso e salvato. Richiamo tutti i cittadini alla mobilitazione e ad intraprendere azioni di dimostrazione collettive per fermare questo disegno diabolico. Gli sprechi sono altrove, i tagli si facciano lì, dove alberga lo spreco. Nell'opera di razionalizzazione della sanità portata avanti dall'assessore regionale Fiore, della quale non condivido tempi e modi, vi è solo la volontà di porre rimedio a una cattiva gestione di quasi quarant'anni della sanità pugliese».
Briguglio, lo scorso ottobre, aveva chiesto formalmente una presa di posizione politica forte, invocando (insieme a tutta l'opposizione) un Consiglio monotematico di cui si aspetta ancora la convocazione. Secondo il candidato sindaco «si sta attivando una pericolosa spirale. Da una parte si dice che l'ospedale non verrà chiuso, dall'altra si stanno adottando provvedimenti che decretano l'indebolimento dell'offerta sanitaria con una conseguente riduzione dell'utenza. In tal modo, chi ha orchestrato tutto ciò, potrà proporre la chiusura dell'ospedale, che così indebolito non avrà più alcuna ragione di esistere. Stanno tentando di cancellarci definitivamente ed è per questo che dobbiamo mobilitarci tutti per poter fronteggiare una vera e propria battaglia intrapresa contro Trani. Dobbiamo essere pesantemente presenti e mobilitarci per dire no allo smantellamento del nostro ospedale. Facciamo qualcosa, ma non restiamo impotenti».
Ai cittadini Briguglio chiede di far sentire la propria voce. Ai colleghi consiglieri comunali ed all'amministrazione Briguglio suggerisce una proposta eclatante: «Rimettiamo nelle mani del prefetto il nostro mandato amministrativo. Dimettiamoci in massa, se può servire a spronare chi deve decidere il nostro futuro. L'ospedale va difeso e salvato. Richiamo tutti i cittadini alla mobilitazione e ad intraprendere azioni di dimostrazione collettive per fermare questo disegno diabolico. Gli sprechi sono altrove, i tagli si facciano lì, dove alberga lo spreco. Nell'opera di razionalizzazione della sanità portata avanti dall'assessore regionale Fiore, della quale non condivido tempi e modi, vi è solo la volontà di porre rimedio a una cattiva gestione di quasi quarant'anni della sanità pugliese».