Ospedale di Trani, la Asl ha acquistato la tac
I Socialisti: «La struttura non è più solo un dormitorio»
sabato 20 febbraio 2010
La direzione della Asl Bat (con delibera 154 del 29 gennaio) ha acquistato una tac a 16 strati (estendibili a 32) per l'ospedale di Trani. L'annuncio viene dato dalla segreteria del partito Socialista di Trani (Nicola Cuccovillo, Giuseppe Di Cugno e Tommaso Filiberto).
«Non possiamo che compiacerci per questa nuova dotazione – dicono i tre componenti della segreteria socialista - in quanto lo strumento diagnostico permette ai cittadini di usufruire di analisi all'avanguardia rispetto all'esistente, tecnologicamente, superato. Questo passo in avanti non ci fa abbassare la guardia: continueremo a batterci affinché Trani abbia un ospedale consono al fabbisogno di una città di 60mila abitanti».
Ma qual è la situazione odierna rispetto al passato? «Da quando il piano sanitario fatto dall'ex Governatore Fitto aveva trasformato l'ospedale di Trani in una semplice dependance di altri ospedali – dicono i Socialisti - molte cose sono cambiate. Oggi il San Nicola Pellegrino ha superato il pericolo di essere un accampamento o un dormitorio. Di problemi, però, ce ne sono ancora: il pronto soccorso, ad esempio, è ancora bloccato a causa di contenzioso con la ditta aggiudicatrice e l'apertura del reparto ginecologia non consentirà ancora di poter tornare a nascere a Trani, anche se vi è la precisa volontà di completare il reparto. Il vero salto di qualità lo si avrà soltanto con la redazione del progetto di un ospedale unico Trani-Bisceglie, in zona equidistante fra le due città. In quanto nuova struttura, l'ospedale unico non potrà che essere all'avanguardia, con parametri medici moderni. Considerato che la Regione ha ribadito questa volontà, facciamo appello al sindaco di Trani di attivarsi affinché siano approntati i necessari atti amministrativi propedeutici alla realizzazione di questo grande obiettivo, ponendo in essere le procedure per giungere ad un progetto urbanistico partecipato, d'intesa con l'amministrazione di Bisceglie».
«Non possiamo che compiacerci per questa nuova dotazione – dicono i tre componenti della segreteria socialista - in quanto lo strumento diagnostico permette ai cittadini di usufruire di analisi all'avanguardia rispetto all'esistente, tecnologicamente, superato. Questo passo in avanti non ci fa abbassare la guardia: continueremo a batterci affinché Trani abbia un ospedale consono al fabbisogno di una città di 60mila abitanti».
Ma qual è la situazione odierna rispetto al passato? «Da quando il piano sanitario fatto dall'ex Governatore Fitto aveva trasformato l'ospedale di Trani in una semplice dependance di altri ospedali – dicono i Socialisti - molte cose sono cambiate. Oggi il San Nicola Pellegrino ha superato il pericolo di essere un accampamento o un dormitorio. Di problemi, però, ce ne sono ancora: il pronto soccorso, ad esempio, è ancora bloccato a causa di contenzioso con la ditta aggiudicatrice e l'apertura del reparto ginecologia non consentirà ancora di poter tornare a nascere a Trani, anche se vi è la precisa volontà di completare il reparto. Il vero salto di qualità lo si avrà soltanto con la redazione del progetto di un ospedale unico Trani-Bisceglie, in zona equidistante fra le due città. In quanto nuova struttura, l'ospedale unico non potrà che essere all'avanguardia, con parametri medici moderni. Considerato che la Regione ha ribadito questa volontà, facciamo appello al sindaco di Trani di attivarsi affinché siano approntati i necessari atti amministrativi propedeutici alla realizzazione di questo grande obiettivo, ponendo in essere le procedure per giungere ad un progetto urbanistico partecipato, d'intesa con l'amministrazione di Bisceglie».