Santorsola (Sel) sull'ospedale: «Tanti proclami e pochi fatti»
Il consigliere: «Sono sicuro che se ne tornerà a parlare viste le imminenti elezioni»
giovedì 1 maggio 2014
Sulla situazione dell'ospedale di Trani e sul "monopolio" sanitario detenuto dall'ospedale di Bisceglie ritorna a parlare il consigliere comunale di Sel, Mimmo Santorsola affermando come tutto taccia ancora nonostante le innumerevoli richieste agli organi di competenza.
«La chiamata: se non sbaglio si chiama così - afferma Santorsola - fra gli appassionati il colpo di petardo che chiama a raccolta quanti vogliano assistere allo spettacolo pirotecnico. Per quanto riguarda l'ospedale la chiamata c'è stata con l'articolo riguardante l'incontro fra il nostro Sindaco ed il Direttore generale della ASL e con il ricordo in Consiglio comunale del fantomatico comitato L328. Da allora, con la testa incassata fra le spalle e gli occhi socchiusi, aspetto che si apra il fuoco di fila sulle condizioni e sulle aspettative in tema di sanità nella nostra città. Condivido appieno le considerazioni provenienti da più parti in merito al trasferimento temporaneo quanto parziale e continuamente rinviato dei reparti chirurgici presso l'ospedale di Trani: anche in questo caso la colpa o il merito, a seconda del punto di vista tranese o biscegliese, è la supremazia politica di Bisceglie e l'abitudine inveterata dei nostri politici a trattare l'ospedale come merce di scambio».
Santorsola continua dicendo che nonostante gli avvisi e le proposte dei comitati poco è stato fatto ancora e la situazione resta in uno stato di stallo: «L'analisi però è stata fatta tante volte, sono stati attivati tanti comitati di difesa cittadina, sono stati redatti programmi e progetti condivisi e sottoscritti dalle forze politiche, sono state realizzate tavole rotonde nelle quali quei programmi venivano spiegati alla popolazione e poi……E poi ci siamo ritrovati sempre con un pugno di mosche pronti a ricominciare daccapo, nel senso che ognuno si riappropriava della sua idea di ospedale chirurgico, di ospedale di medicina, di ospedale dei servizi, di pronto soccorso attivo, di casa del parto e quant'altro dimenticando il progetto sottoscritto e diminuendo la pressione sui propri referenti politici o, peggio ancora, spingendo nel senso che riteneva più consono alle proprie esigenze così che oggi ci ritroviamo con un ospedale senza reparti, con un pronto soccorso insufficiente a soddisfare i bisogni minimi della popolazione nonostante la buona volontà degli operatori, con servizi che tuttora non sono stati realizzati se non in maniera minimale».
«Sull'ospedale è calato un silenzio interrotto da saltuari lamenti - conclude Santorsola - ma sono sicuro che tra breve, in occasione delle prossime tornate elettorali, come l'agnello a pasqua il nostro ospedale tornerà alla ribalta come argomento sacrificale di questo o quel politico per dare torto a questa o quella parte salvo poi a disinteressarsene completamente non appena passata la festa. L'unica consolazione che ci rimane è quella di parlare male dei biscegliesi i quali hanno un unico torto: difendere le proprie strutture sanitarie e picchettare gli obiettivi raggiunti, cosa che avremmo dovuto fare noi se, davvero, avessimo avuto a cuore le sorti dei nostri reparti. Il circolo SEL di Trani, oltre un anno fa, ha suggerito una riorganizzazione del San Nicola che ha trovato il consenso dei gruppi di centro-sinistra e che resta ancora una valida ipotesi da riesaminare, da rielaborare ed eventualmente condividere al fine di evitare l'ennesimo ed inutile pianto del coccodrillo».
«La chiamata: se non sbaglio si chiama così - afferma Santorsola - fra gli appassionati il colpo di petardo che chiama a raccolta quanti vogliano assistere allo spettacolo pirotecnico. Per quanto riguarda l'ospedale la chiamata c'è stata con l'articolo riguardante l'incontro fra il nostro Sindaco ed il Direttore generale della ASL e con il ricordo in Consiglio comunale del fantomatico comitato L328. Da allora, con la testa incassata fra le spalle e gli occhi socchiusi, aspetto che si apra il fuoco di fila sulle condizioni e sulle aspettative in tema di sanità nella nostra città. Condivido appieno le considerazioni provenienti da più parti in merito al trasferimento temporaneo quanto parziale e continuamente rinviato dei reparti chirurgici presso l'ospedale di Trani: anche in questo caso la colpa o il merito, a seconda del punto di vista tranese o biscegliese, è la supremazia politica di Bisceglie e l'abitudine inveterata dei nostri politici a trattare l'ospedale come merce di scambio».
Santorsola continua dicendo che nonostante gli avvisi e le proposte dei comitati poco è stato fatto ancora e la situazione resta in uno stato di stallo: «L'analisi però è stata fatta tante volte, sono stati attivati tanti comitati di difesa cittadina, sono stati redatti programmi e progetti condivisi e sottoscritti dalle forze politiche, sono state realizzate tavole rotonde nelle quali quei programmi venivano spiegati alla popolazione e poi……E poi ci siamo ritrovati sempre con un pugno di mosche pronti a ricominciare daccapo, nel senso che ognuno si riappropriava della sua idea di ospedale chirurgico, di ospedale di medicina, di ospedale dei servizi, di pronto soccorso attivo, di casa del parto e quant'altro dimenticando il progetto sottoscritto e diminuendo la pressione sui propri referenti politici o, peggio ancora, spingendo nel senso che riteneva più consono alle proprie esigenze così che oggi ci ritroviamo con un ospedale senza reparti, con un pronto soccorso insufficiente a soddisfare i bisogni minimi della popolazione nonostante la buona volontà degli operatori, con servizi che tuttora non sono stati realizzati se non in maniera minimale».
«Sull'ospedale è calato un silenzio interrotto da saltuari lamenti - conclude Santorsola - ma sono sicuro che tra breve, in occasione delle prossime tornate elettorali, come l'agnello a pasqua il nostro ospedale tornerà alla ribalta come argomento sacrificale di questo o quel politico per dare torto a questa o quella parte salvo poi a disinteressarsene completamente non appena passata la festa. L'unica consolazione che ci rimane è quella di parlare male dei biscegliesi i quali hanno un unico torto: difendere le proprie strutture sanitarie e picchettare gli obiettivi raggiunti, cosa che avremmo dovuto fare noi se, davvero, avessimo avuto a cuore le sorti dei nostri reparti. Il circolo SEL di Trani, oltre un anno fa, ha suggerito una riorganizzazione del San Nicola che ha trovato il consenso dei gruppi di centro-sinistra e che resta ancora una valida ipotesi da riesaminare, da rielaborare ed eventualmente condividere al fine di evitare l'ennesimo ed inutile pianto del coccodrillo».