Ospedale e catena umana, Santorsola scettico

L'esponente di Sel annuncia la presentazione di un piano alternativo. «Come consigliere comunale parteciperò alla manifestazione»

venerdì 9 novembre 2012 16.15
«Come consigliere comunale parteciperò alla manifestazione di protesta per essere al fianco dei miei concittadini. Come garante del circolo di Sinistra e Libertà di Trani lascio ad ogni iscritto o simpatizzante la più ampia discrezionalità di scelta. Come medico però non posso esimermi dall'esprimere la convinzione che questa iniziativa, in assenza di una visione comune, al di là dal diventare una plateale comunione cittadina che darà lustro e visibilità a chi saprà approfittarne, non potrà cambiare di una virgola il destino del San Nicola Pellegrino». Mimmo Santorsola dice la sua in vista della manifestazione di domattina al San Nicola Pellegrino.

«Quella della catena umana per salvare l'ospedale – spiega il consigliere comunale - è sicuramente una proposta emotivamente allettante e non nego che la cosa più facile in questo momento sarebbe quella di fingere un'adesione totale ed incondizionata alla difesa del luogo in cui lavoro da moltissimi anni. La mia vita professionale è così radicata in quella struttura che ho rinunciato a trasferirmi nell'ospedale di Barletta ed alle comodità di spazi e tecnologie che vi avrei trovato ed ho accettato di rimanere a Trani assumendomi per il futuro anche altri compiti, come se non ne avessi già abbastanza di miei. Diventare un anello di quella catena potrebbe anche essere una mossa politicamente utile ma, come spesso ripeto ai miei amici, tra persone serie ha valore solo la verità dei fatti: per Trani la chiusura dell'ospedale non è un fatto amministrativo calato dall'alto sic e simpliciter ma una morte annunciata, l'epilogo di una lenta agonia che è iniziata con l'amministrazione regionale Fitto e che si è protratta negli anni tra la disattenzione di molti medici ed il silenzio di tanti amministratori».

Non solo critiche al passato, ma anche uno sguardo al futuro. «Se gridiamo che vogliamo l'ospedale – dice Santorsola - dovremmo anche essere capaci di dire quale ospedale vogliamo. Per fare questo ci vuole un progetto valido, condiviso, economicamente sostenibile, inserito nel panorama della Asl senza ledere i diritti di città vicine che, ovviamente, griderebbero in successione, con effetto domino, lo stesso allarme. Consci di questa realtà per mesi, raccogliendo anche l'invito del sindaco, abbiamo proposto di non stare alla finestra, di rimboccarci le maniche e di collaborare tutti alla formazione di una commissione mista capace di elaborare una proposta da sottoporre all'amministrazione regionale. Alla fine, ma solo alla fine, stanchi della indifferenza delle forze politiche noi di Sinistra e Libertà abbiamo elaborato un progetto, lo abbiamo sottoposto all'esame di tecnici qualificati ma non coinvolti ed infine lo abbiamo inviato all'attenzione dell'assessore alla sanità. Questo progetto che avrebbe potuto essere di tutti ed avrebbe potuto anche essere diverso prevede la permanenza nella struttura di Trani dei reparti di medicina, lungodegenza, gastroenterologia, un day hospital di onco-ematologia, un pronto soccorso h24 allocato in una struttura riabilitata, una unità operativa di diagnostica radiologica, un day service per attività chirurgiche ed urologiche ed una serie di ambulatori specialistici orientati che potrebbero soddisfare la richiesta di salute da parte dei tranesi. Per evitare una pericolosa fase di transizione abbiamo inoltre proposto che le strutture alienande fossero dislocate solo dopo aver esaudito pienamente le nostre aspettative. La nostra proposta ha trovato il favore della controparte politica che ha espresso tra l'altro l'intenzione di dare a Trani l'eccellenza della medicina territoriale ma il persistente vuoto propositivo delle forze politiche tranesi rischia di vanificare gli sforzi compiuti sino ad ora».