Piano Famiglie, un centinaio di persone protestano in Comune
Problemi alla partenza per il sostegno alimentare
mercoledì 13 novembre 2013
11.42
Non sembra essere partito nel migliore dei modi il Piano Emergenza Famiglie presentato lo scorso mercoledì dall'Amministrazione Comunale. Nonostante le buone intenzioni e le più che valide premesse, questa mattina al Comune sembra essere scoppiata una vera e propria rivolta da parte delle famiglie che rientrano nel progetto di "sostegno alimentare". Alle associazioni Orizzonti, Azzurro Italia, Albero della Vita e associazione Vincenziane di Trani, infatti, toccava fornire spesa una volta a settimana a ben 75 famiglie con nuclei di almeno 4/5 persone con un particolare supporto a famiglie con infanti. E così è stato.
Ma secondo le circa 100 persone che questa mattina si sono recate a protestare davanti alla porta dell'ufficio dei Servizi Sociali (al piano terra di Palazzo di Città) quanto fornito non è sufficiente per mangiare neanche un paio di giorni. «Una spesa troppo esigua – lamentano - con questi alimenti non si sfama nessuna famiglia». Il colmo però sembra essere un altro, nonostante non sia stata ancora accertata questa notizia, qualcuno lamentava addirittura la presenza di merendine scadute fornite all'interno della spesa.
Una situazione ancora tutta da chiarire, una vicenda sulla quale l'assessore Rosa Uva farà luce nelle prossime ore. Intanto però le richieste delle famiglie bisognose al Comune sono altre: fornire un buono spesa da poter consumare secondo le proprie esigenze o in alternativa una card da poter utilizzare nei supermercati, oppure sostituire questo aiuto con un contributo per il pagamento delle bollette, ipotesi questa che però sembrerebbe da scartare a priori visto che gli aiuti alle famiglie sono stati scelti in base a criteri stabiliti in precedenza dall'Amministrazione e vagliati attentamente caso per caso.
Ma secondo le circa 100 persone che questa mattina si sono recate a protestare davanti alla porta dell'ufficio dei Servizi Sociali (al piano terra di Palazzo di Città) quanto fornito non è sufficiente per mangiare neanche un paio di giorni. «Una spesa troppo esigua – lamentano - con questi alimenti non si sfama nessuna famiglia». Il colmo però sembra essere un altro, nonostante non sia stata ancora accertata questa notizia, qualcuno lamentava addirittura la presenza di merendine scadute fornite all'interno della spesa.
Una situazione ancora tutta da chiarire, una vicenda sulla quale l'assessore Rosa Uva farà luce nelle prossime ore. Intanto però le richieste delle famiglie bisognose al Comune sono altre: fornire un buono spesa da poter consumare secondo le proprie esigenze o in alternativa una card da poter utilizzare nei supermercati, oppure sostituire questo aiuto con un contributo per il pagamento delle bollette, ipotesi questa che però sembrerebbe da scartare a priori visto che gli aiuti alle famiglie sono stati scelti in base a criteri stabiliti in precedenza dall'Amministrazione e vagliati attentamente caso per caso.