«Politica e costi, trasparenza per le spese elettorali dei candidati»

Di Lernia (Sinistra e Libertà) attiva una sezione sul suo sito web

lunedì 8 marzo 2010
«Ho letto su Traniweb che una campagna elettorale costa intorno ai 150.000 (centocinquantamila) euro per ciascun candidato. 150.000 euro per una campagna elettorale è una cifra enorme. Tradotto in soldoni, sono gli stipendi annui di dieci operatori sociali, o di 8 operai metalmeccanici. 150.000 euro da spendere in un mese per manifesti, santini, comizi, cene, benzina, comitati, bollette, telefonate. 150.000 euro da investire per accedere alla stanza dei bottoni, per governare.

La cifra apre a tante possibili discussioni, alcune delle quali potrebbero riguardare l'acquisto dei voti, ma che volutamente tralascio perchè certo dell'onestà dei nostri avversari. Su una discussione però, non posso per nulla soprassedere, perchè è quella che ha come argomento la democrazia. La democrazia, quella effettiva, è un precario equilibrio tra poteri, una camminata sulla corda sospesa sul baratro dell'autoritarismo e dell'oligarchia. La democrazia effettiva in campagna elettorale riguarda i mezzi usati per ottenere lo stesso risultato: farsi eleggere. E invece, un po' come in una gara di corsa in cui alcuni concorrenti corrono in moto e altri a piedi, in campagna elettorale chi può spendere 150.000 euro avrà più possibilità di chi invece dispone di meno di un ventesimo di quella cifra.

E' una idea fallica della politica, in base alla quale vince chi ce l'ha più lungo. Da parte nostra, siamo certi che il rapporto tra capitali investiti e voti ci premierà ma, nel frattempo, in nome della trasparenza, pubblichiamo e aggiorniamo sul mio sito (www.dilernia.it) il resoconto economico della nostra campagna elettorale. E ci aspettiamo che gli altri facciano lo stesso».

Felice Di Lernia