Presidenza del Consiglio, clima elettrico nel Pdl
Fra due giorni si vota per l'elezione ma non c'è intesa. Sarebbe corsa a 3. Nel Pdl restano in piedi 7 candidature
lunedì 12 novembre 2012
16.13
A due giorni dalla convocazione del Consiglio comunale, non c'è ancora convergenza sull'elezione del presidente del Consiglio comunale, questione tutta interna al Popolo della Libertà dove restano in piedi tutte e 7 le candidature.
Il sindaco, Gigi Riserbato, ed il capogruppo del partito di maggioranza relativa, Maurizio Musci, sono stati chiari: «Mercoledì in aula si voterà». L'esito però è tutt'altro che scontato. Rumors interni al partito darebbero 2 candidature più forti delle altre, quelle di Emanuele Cozzoli e di Pasquale De Toma. Nell'ombra c'è però chi starebbe lavorando per l'elezione di Fabrizio Ferrante, determinante al ballottaggio per la vittoria di Riserbato. I numeri per l'elezione, ad oggi, non li avrebbe nessuno. Il partito ne parlerà domani in una riunione che starebbe per essere convocata.
«Al momento nessuno ci ha comunicato nulla» attacca Beppe Corrado. «La convocazione della riunione giungerebbe comunque in modo tardivo, a sole 24 ore da un Consiglio comunale così importante e non certo per l'elezione del presidente ma per i provvedimenti di natura finanziaria su cui non ci siamo ancora confrontati. Sulla quadratura del cerchio per l'elezione del presidente credo che il pallino del gioco lo abbia in mano il commissario, l'unico che dovrebbe essere preposto a fare una sintesi che oggi non riscontro».
Stefano Di Modugno è fra quelli che preme per votare. «L'elezione del presidente – dice – non è più procrastinabile. Una sintesi sarà difficile perché le candidature sono tutte valide. Una cosa però è certa: la presidenza deve restare al Pdl». Anche Raimondo Lima la pensa così: «Aspettiamo la riunione per esaminare la situazione, poi c'è sempre un commissario a cui spetta la decisione. La presidenza deve essere appannaggio del partito di maggioranza relativa».
Il sindaco, Gigi Riserbato, ed il capogruppo del partito di maggioranza relativa, Maurizio Musci, sono stati chiari: «Mercoledì in aula si voterà». L'esito però è tutt'altro che scontato. Rumors interni al partito darebbero 2 candidature più forti delle altre, quelle di Emanuele Cozzoli e di Pasquale De Toma. Nell'ombra c'è però chi starebbe lavorando per l'elezione di Fabrizio Ferrante, determinante al ballottaggio per la vittoria di Riserbato. I numeri per l'elezione, ad oggi, non li avrebbe nessuno. Il partito ne parlerà domani in una riunione che starebbe per essere convocata.
«Al momento nessuno ci ha comunicato nulla» attacca Beppe Corrado. «La convocazione della riunione giungerebbe comunque in modo tardivo, a sole 24 ore da un Consiglio comunale così importante e non certo per l'elezione del presidente ma per i provvedimenti di natura finanziaria su cui non ci siamo ancora confrontati. Sulla quadratura del cerchio per l'elezione del presidente credo che il pallino del gioco lo abbia in mano il commissario, l'unico che dovrebbe essere preposto a fare una sintesi che oggi non riscontro».
Stefano Di Modugno è fra quelli che preme per votare. «L'elezione del presidente – dice – non è più procrastinabile. Una sintesi sarà difficile perché le candidature sono tutte valide. Una cosa però è certa: la presidenza deve restare al Pdl». Anche Raimondo Lima la pensa così: «Aspettiamo la riunione per esaminare la situazione, poi c'è sempre un commissario a cui spetta la decisione. La presidenza deve essere appannaggio del partito di maggioranza relativa».