Scrutatori, la Prefettura apre al sorteggio: ora decida la Commissione del Comune di Trani

Dopo la proposta del vice sindaco Ferrante, via libera alla possibilità del sorteggio per garantire trasparenza nelle elezioni 2026

giovedì 9 aprile 2026 15.29
A cura di Tonino Lacalamita
Si riaccende a Trani il dibattito sulle modalità di nomina degli scrutatori in vista delle elezioni comunali del maggio 2026. Al centro della questione la proposta avanzata dal vice sindaco Fabrizio Ferrante, che con una nota ufficiale del 13 marzo aveva chiesto il superamento del sistema discrezionale in favore del sorteggio pubblico integrale tra gli iscritti all'albo. Una richiesta motivata dall'esigenza di rafforzare la trasparenza e prevenire possibili conflitti di interesse, soprattutto alla luce della possibile candidatura di alcuni componenti della Commissione elettorale comunale, organo deputato proprio alla nomina degli scrutatori.

Alla sollecitazione di Ferrante è ora giunta la risposta della Prefettura della BAT, che ha chiarito il quadro normativo di riferimento. In base all'articolo 6 della legge n. 95 del 1989, la competenza nella nomina degli scrutatori spetta esclusivamente alla Commissione elettorale comunale, che deve procedere tra il 25° e il 20° giorno antecedente il voto, scegliendo tra gli iscritti all'albo e predisponendo anche una graduatoria di supplenti. Tuttavia, la Prefettura ha precisato un passaggio significativo: pur non essendo previsto come obbligatorio, il sorteggio pubblico è pienamente compatibile con la normativa vigente. Si tratta dunque di una facoltà che la Commissione può esercitare, qualora ritenga che tale modalità possa garantire maggiore trasparenza e imparzialità.

Nel riscontro firmato dal dirigente Piazzolla, viene inoltre rivolto un invito esplicito alla Commissione affinché adotti procedure che assicurino "la massima trasparenza e l'assenza di potenziali conflitti di interesse", nel rispetto dei principi costituzionali di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione.

La decisione passa ora proprio alla Commissione elettorale comunale, chiamata a scegliere se mantenere il sistema misto attualmente in uso — che prevede tre quarti degli scrutatori nominati e un terzo sorteggiato — oppure accogliere integralmente la proposta del vice sindaco. Una scelta tutt'altro che tecnica, ma dal forte valore politico e istituzionale, perché incide direttamente sulla fiducia dei cittadini nel corretto svolgimento delle operazioni elettorali e sulla percezione di equità delle regole del voto.