Sicurezza degli edifici scolastici, Tommaso Laurora interviene sul tema della vulnerabilità sismica

«Verifico ancora una volta l'assenza di ogni iniziativa e di corretta informazione alla cittadinanza»

venerdì 7 giugno 2019
Vi sono argomenti sui quali devo insistere perchè, pur avendo concesso il tempo necessario al sindaco, verifico ancora una volta l'assenza di ogni iniziativa e di corretta informazione alla cittadinanza. Ritengo pertanto opportuno fornire indicazioni in merito al tema della sicurezza degli edifici scolastici.

La vulnerabilità sismica, di cui tanto si parla, è la predisposizione di una costruzione a subire danneggiamenti o crolli. Affinché gli edifici abbiano una bassa vulnerabilità la normativa attuale impone il rispetto dei criteri antisismici.

In termini tecnici la vulnerabilità sismica rappresenta la capacità di resistenza della struttura a specifiche sollecitazioni del sisma.

La verifica si sviluppa attraverso alcune fasi prestabilite:
- indagine conoscitiva ( rilievi e verifica danni)
- analisi storico/critica ( modifiche strutturali nel tempo)
- caratterizzazione meccanica dei materiali
- analisi strutturale
- valutazione degli interventi di adeguamento possibili correlato al rapporto costi/benefici ottimale (ad esempio quando l'adeguamento strutturale è più costoso della demolizione e ricostruzione)

Il sindaco avrebbe dovuto riferire alla città che la verifica di vulnerabilità sismica è obbligatoria per legge per gli edifici scolastici, che sono ritenute "strutture strategiche" del territorio comunale.
Quando ci riferiamo alla mancanza di programmazione, intendiamo che non c'è stata alcuna previsione di verifica dello stato di salute delle scuole cittadine, attraverso studi affidati a professionisti abilitati e competenti nel settore, se non nel caso della scuola Papa Giovanni XXIII, per evidenti riscontrate anomalie nello stato di consistenza del calcestruzzo delle strutture.

Tale programmazione relativa al controllo sismico della edilizia scolastica è quindi necessaria è doverosa, ma è anche opportuna, in quanto oltre a condurre alla conoscenza globale degli edifici, risulta essere condizione essenziale per accedere ai finanziamenti appositamente previsti.

In sintesi si forniscono alcuni dati. Il 29/11/2017 il Governo ha firmato il Decreto Interministeriale, concernente l'attuazione dell'art.1, comma 160, della Legge n.107/2015, con cui si obbligano gli enti pubblici a conoscere l'indice di sicurezza sismica degli edifici scolastici, al fine di richiedere ed ottenere finanziamenti statali per l'esecuzione di interventi di miglioramento sismico e/o energetico.

Con la legge di Bilancio 2017 è stato istituito il Fondo Infrastrutture presso il MEF, destinato al finanziamento di investimenti e sviluppo infrastrutturale, inserendo fra le finalità dello stesso gli interventi in materia di edilizia scolastica e prevenzione rischio sismico.

In data 17/1/2018 sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale del 20/2/2018, le nuove Norme Tcniche che forniscono i criteri generali tecnico-costruttivi per il consolidamento degli edifici. Con la Legge n.130/2018 si sono stanziate le somme da destinare alla progettazione di interventi di messa in sicurezza da parte degli enti locali.

Riassumendo:
- se il Comune di Trani non programma il controllo degli edifici scolastici e non ne valuta la vulnerabilità sismica, oltre a non conoscere il proprio patrimonio, non può accedere ai fondi per la progettazione degli interventi di adeguamento, di consolidamento, e ove necessario di demolizione e ricostruzione, ai fini del rischio sismico;
- se il Comune di Trani non possiede le progettazioni di adeguamento, di consolidamento, sino alla eventualità della progettazione di demolizione e ricostruzione, non può accedere ai fondi statali e regionali per finanziare ed attuare tali interventi.

Tommaso Laurora, Vice Presidente Regionale Italia in Comune