Sinistra e Libertà, riflessioni dal congresso nazionale
La nota stampa del coordinamento cittadino del partito
domenica 9 febbraio 2014
23.14
Il 24 - 25 e 26 gennaio si è tenuto a Riccione il Congresso Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà al quale ha partecipato una delegazione di iscritti al circolo tranese di SEL.
«Il congresso - scrivono dal coordinamento cittadino - ha prodotto molti emendamenti e infinite riflessioni. Tematiche principali sono state: la situazione politica nazionale con tema caldissimo quello della legge elettorale e la scelta non banale di chi appoggiare alle europee. Quanto al tema della legge elettorale si è discusso del premio di maggioranza al 37% e lo sbarramento al 4,5% e di quanto questa legge rappresenterebbe la deriva della democrazia, la vergogna di una finta sinistra e l'indifferenza nei confronti di milioni di italiani che pur scegliendo partiti minori vedono negati il loro diritto di espressione politica.
Quanto alla scelta europea Sinistra Ecologia e Libertà con orgoglio si pone a sinistra di qualsiasi partito che si spacci per sinistra e sarà l'unico partito a sostenere la candidatura di Tsipras alle europee. Compie dunque una scelta per un progetto di AltraEuropa che fornisca risposte chiare e praticabili per affrontare con determinazione le diseguaglianze e la povertà, che pratichi attraverso il contrasto alle politiche macroeconomiche del Fiscal Compact, in Italia come a livello europeo, una possibile alternativa. Alternativa fondata su un patto di stabilità sociale ed un social compact, per il rilancio dell'occupazione ed un reddito minimo europeo; per un Green New Deal e la conversione ecologica dell'economia e dei processi produttivi, la tutela dell'ambiente ed i beni comuni, la giustizia ambientale e climatica; per i diritti umani, civili, diritti dei migranti e di cittadinanza; per la riforma della Banca Centrale Europea da sottoporre al controllo democratico e del Parlamento Europeo; per la giustizia fiscale, attraverso una tassa sulle transazioni finanziarie e politiche di contrasto ai paradisi fiscali e di fughe di capitali; per un'unione bancaria che preveda la separazione tra banche di risparmio e banche di investimento; per un'Europa che guardi al Mediterraneo come luogo di relazioni giuste tra i popoli, e non un muro impenetrabile, un cimitero nel quale scompaiono migliaia e migliaia di migranti.
Sono passati solo 3 anni dall'ottobre 2010 quando a Firenze nasce Sinistra Ecologia e Libertà, da allora sono cambiate molte cose, si assiste ad una vera delegittimazione della politica, una politica che smette di interrogarsi sul dolore vero della società, una politica che appare cieca dinanzi ad un bilancio frutto delle larghe ed oblique intese. Viene a mancare la capacità di analisi necessaria a comprendere le cause della crisi finanziaria che oggi ci divora, negli anni abbiamo dovuto fare i conti non con la potenza di una forza dirigente, ma con la prepotenza di una classe dominante, abbiamo dovuto subire una destra che fa la destra, un centro che fa la destra, una sinistra che fa il centro e poi una sorta di destra globale sotto forma di emergenza che ci impone il suo controllo ma si sottrae a qualunque controllo perché "tecnica", ovvero neutrale pur essendo tutt'altro che neutrale. Sinistra Ecologia e Libertà urla il motto di Adorno "Amare è scorgere il simile nel dissimile", cogliere l'elemento di eguaglianza in chi è radicalmente opposto a noi, si allontana da una sinistra che della triade della rivoluzione francese si è tenuta la "libertè" non contestando però il monopolio commerciale della parola libertà, da quella sinistra che si è dimenticata per strada la parola "ègalitè", dimenticandosi quindi che non c'è libertà se non in una condizione di eguaglianza. Siamo oggi dianzi ad una sinistra che non ha mai praticato la parola fraternità, noi ci opponiamo alla non pratica di ciò che è a fondamento della nostra politica e della nostra appartenenza. Sinistra Ecologia e Libertà non è disposta a piegarsi a padroni, dal congresso ritorna la passione e l'orgoglio di essere minoranza di sinistra, di essere artefici del proprio destino, combattente per restituire alla parola sinistra corpo e sangue della speranza, per questo si affaccia all'Europa pensando ai bambini d'Europa affinché possiamo dirci capaci non solo di raccontare, ma soprattutto di organizzare la speranza».
«Il congresso - scrivono dal coordinamento cittadino - ha prodotto molti emendamenti e infinite riflessioni. Tematiche principali sono state: la situazione politica nazionale con tema caldissimo quello della legge elettorale e la scelta non banale di chi appoggiare alle europee. Quanto al tema della legge elettorale si è discusso del premio di maggioranza al 37% e lo sbarramento al 4,5% e di quanto questa legge rappresenterebbe la deriva della democrazia, la vergogna di una finta sinistra e l'indifferenza nei confronti di milioni di italiani che pur scegliendo partiti minori vedono negati il loro diritto di espressione politica.
Quanto alla scelta europea Sinistra Ecologia e Libertà con orgoglio si pone a sinistra di qualsiasi partito che si spacci per sinistra e sarà l'unico partito a sostenere la candidatura di Tsipras alle europee. Compie dunque una scelta per un progetto di AltraEuropa che fornisca risposte chiare e praticabili per affrontare con determinazione le diseguaglianze e la povertà, che pratichi attraverso il contrasto alle politiche macroeconomiche del Fiscal Compact, in Italia come a livello europeo, una possibile alternativa. Alternativa fondata su un patto di stabilità sociale ed un social compact, per il rilancio dell'occupazione ed un reddito minimo europeo; per un Green New Deal e la conversione ecologica dell'economia e dei processi produttivi, la tutela dell'ambiente ed i beni comuni, la giustizia ambientale e climatica; per i diritti umani, civili, diritti dei migranti e di cittadinanza; per la riforma della Banca Centrale Europea da sottoporre al controllo democratico e del Parlamento Europeo; per la giustizia fiscale, attraverso una tassa sulle transazioni finanziarie e politiche di contrasto ai paradisi fiscali e di fughe di capitali; per un'unione bancaria che preveda la separazione tra banche di risparmio e banche di investimento; per un'Europa che guardi al Mediterraneo come luogo di relazioni giuste tra i popoli, e non un muro impenetrabile, un cimitero nel quale scompaiono migliaia e migliaia di migranti.
Sono passati solo 3 anni dall'ottobre 2010 quando a Firenze nasce Sinistra Ecologia e Libertà, da allora sono cambiate molte cose, si assiste ad una vera delegittimazione della politica, una politica che smette di interrogarsi sul dolore vero della società, una politica che appare cieca dinanzi ad un bilancio frutto delle larghe ed oblique intese. Viene a mancare la capacità di analisi necessaria a comprendere le cause della crisi finanziaria che oggi ci divora, negli anni abbiamo dovuto fare i conti non con la potenza di una forza dirigente, ma con la prepotenza di una classe dominante, abbiamo dovuto subire una destra che fa la destra, un centro che fa la destra, una sinistra che fa il centro e poi una sorta di destra globale sotto forma di emergenza che ci impone il suo controllo ma si sottrae a qualunque controllo perché "tecnica", ovvero neutrale pur essendo tutt'altro che neutrale. Sinistra Ecologia e Libertà urla il motto di Adorno "Amare è scorgere il simile nel dissimile", cogliere l'elemento di eguaglianza in chi è radicalmente opposto a noi, si allontana da una sinistra che della triade della rivoluzione francese si è tenuta la "libertè" non contestando però il monopolio commerciale della parola libertà, da quella sinistra che si è dimenticata per strada la parola "ègalitè", dimenticandosi quindi che non c'è libertà se non in una condizione di eguaglianza. Siamo oggi dianzi ad una sinistra che non ha mai praticato la parola fraternità, noi ci opponiamo alla non pratica di ciò che è a fondamento della nostra politica e della nostra appartenenza. Sinistra Ecologia e Libertà non è disposta a piegarsi a padroni, dal congresso ritorna la passione e l'orgoglio di essere minoranza di sinistra, di essere artefici del proprio destino, combattente per restituire alla parola sinistra corpo e sangue della speranza, per questo si affaccia all'Europa pensando ai bambini d'Europa affinché possiamo dirci capaci non solo di raccontare, ma soprattutto di organizzare la speranza».