Sorpresi a sversare rifiuti irregolarmente: due tranesi condannati a pagare 50mila euro
Furono sorpresi nel 2013 dalle Guardie per l'Ambiente
venerdì 18 aprile 2014
10.07
Condannati a pagare 50mila euro di multa per essersi liberati irregolarmente dei rifiuti prodotti all'interno della propria autofficina. È la condanna esemplare che il Tribunale di Trani ha inferto a due cittadini tranesi che nell'agosto del 2013 furono sorpresi dalle Guardie per l'Ambiente mentre si stavano disfacendo dei rifiuti prodotti dal loro lavoro senza seguire le norme stabilite dalla legge.
A renderlo noto è un comunicato diramato proprio dal corpo delle Guardie per l'Ambiente: «Il Tribunale di Trani, nella persona del Giudice per le Indagini Preliminari dott. Francesco Messina, ha spiccato un pesantissimo Decreto penale di condanna per oltre 50mila euro a carico dei due sporcaccioni sorpresi dalle Guardie per l'Ambiente nell'agosto 2013 mentre si disfacevano dei rifiuti provenienti dalla propria autofficina. Una storia molto più disgustosa di quello che si possa già pensare. E non perché di fronte all'episodio è maturato l'ennesimo (e fisiologico) scontro tra guardie e controllati, ma perché è diventato talmente saccente avere la presunzione di ribaltare i ruoli (di chi ha effettivamente violato la legge) insinuando il verme del sentito dire come prova a discarico ma, soprattutto, perché in questo caso specifico uno dei condannati è anche una guardia volontaria da cui, ovviamente, bisogna prendere tutte le distanze dal comportamento così tenuto! Chiaramente la sentenza non si è prestata al vecchio e patetico giochetto del sentito dire, ma si è basata su fatti e prove che hanno permesso di richiedere al sost. Procuratore della Repubblica, la dott.ssa Silvia Curione, ed ottenere la esemplare condanna che il Tribunale giudicante ha così determinato».
«Noi volontari - spiega Pasquale Laterza, presidente delle Guardie per l'Ambiente -, garantiamo con i fatti e unicamente con le nostre sole forze, sempre di più maggiori controlli su un fronte strategico per le nostre comunità sia per quel che riguarda la tutela del paesaggio, della flora, della fauna, ma anche la salvaguardia della salute pubblica e di importanti voci dell'economia locale, ad iniziare dal turismo».
A renderlo noto è un comunicato diramato proprio dal corpo delle Guardie per l'Ambiente: «Il Tribunale di Trani, nella persona del Giudice per le Indagini Preliminari dott. Francesco Messina, ha spiccato un pesantissimo Decreto penale di condanna per oltre 50mila euro a carico dei due sporcaccioni sorpresi dalle Guardie per l'Ambiente nell'agosto 2013 mentre si disfacevano dei rifiuti provenienti dalla propria autofficina. Una storia molto più disgustosa di quello che si possa già pensare. E non perché di fronte all'episodio è maturato l'ennesimo (e fisiologico) scontro tra guardie e controllati, ma perché è diventato talmente saccente avere la presunzione di ribaltare i ruoli (di chi ha effettivamente violato la legge) insinuando il verme del sentito dire come prova a discarico ma, soprattutto, perché in questo caso specifico uno dei condannati è anche una guardia volontaria da cui, ovviamente, bisogna prendere tutte le distanze dal comportamento così tenuto! Chiaramente la sentenza non si è prestata al vecchio e patetico giochetto del sentito dire, ma si è basata su fatti e prove che hanno permesso di richiedere al sost. Procuratore della Repubblica, la dott.ssa Silvia Curione, ed ottenere la esemplare condanna che il Tribunale giudicante ha così determinato».
«Noi volontari - spiega Pasquale Laterza, presidente delle Guardie per l'Ambiente -, garantiamo con i fatti e unicamente con le nostre sole forze, sempre di più maggiori controlli su un fronte strategico per le nostre comunità sia per quel che riguarda la tutela del paesaggio, della flora, della fauna, ma anche la salvaguardia della salute pubblica e di importanti voci dell'economia locale, ad iniziare dal turismo».