Trani, Consiglio ad alta tensione: Bottaro cerca il "sì" al Bilancio prima del rimpasto finale
A Palazzo Palmieri seduta importante dopo un gennaio difficile tra crolli e malumori. All’orizzonte cambi in Giunta a pochi mesi dal voto: manovra elettorale o necessità politica?
lunedì 26 gennaio 2026
19.22
Si preannuncia una seduta tutt'altro che ordinaria quella che andrà in scena oggi a Palazzo Palmieri. Il Consiglio Comunale si riunisce in un clima reso elettrico non solo dalle consuete dialettiche d'aula, ma da un contesto politico e amministrativo gravato da settimane difficili. Si arriva all'appuntamento odierno con gli strascichi dei "mal di pancia" interni alla maggioranza emersi a dicembre e, soprattutto, con il peso degli eventi di cronaca di un gennaio nero: il doppio crollo del 10 gennaio – la palma in Piazza della Libertà e il muro dell'ex Angelini – ha inevitabilmente contribuito a rendere l'atmosfera politica ancora più complicata.
I punti all'ordine del giorno - Al centro del dibattito ci sono due atti fondamentali per la vita amministrativa della città. Il primo è il "Programma triennale dei lavori pubblici 2026-2028 ed elenco annuale 2026". Ma il vero banco di prova, quello su cui si gioca la partita politica più delicata, è il secondo punto: l'"Approvazione del bilancio di previsione finanziario 2026-2028".
Su questo documento il Sindaco Amedeo Bottaro ha investito, nell'ultimo mese, un capitale politico ingente, tessendo trame e cercando equilibri per garantire un passaggio in aula senza incidenti.
Il "valzer" delle poltrone: un rimpasto a tempo scaduto? - L'approvazione del Bilancio sembra essere, stando ai rumors di Palazzo, la chiave di volta per sbloccare una manovra successiva: una rimodulazione "chirurgica" della Giunta. Si parla di un cambio della guardia per tre, forse quattro assessorati. I nuovi innesti dovrebbero essere "espressioni politiche" del nuovo assetto di maggioranza che accompagnerà il Sindaco fino alle elezioni amministrative di maggio. Una mossa che, tuttavia, lascia perplessi molti osservatori. A pochi mesi dalla chiusura dell'undicesimo anno dell'era Bottaro, questo mini-turnover appare a molti incomprensibile data la brevità del mandato residuo. "Cui prodest?", verrebbe da chiedersi. È una vetrina per dare visibilità a nuovi volti in vista delle urne? È una prova di forza per dimostrare che si vuole cambiare tutto per non cambiare niente? O sono, più pragmaticamente, le prove tecniche per le future coalizioni di maggio? Tutto fa brodo, direbbe qualcuno, ma il dubbio sulla reale utilità amministrativa resta.
La "Real Politik" e l'eredità di Bottaro - Tuttavia, chi conosce Amedeo Bottaro sa che nulla è lasciato al caso. In undici anni di sindacatura, il Primo Cittadino ha abituato la città a una spregiudicata ma efficace "real politik". Ha visto passare di tutto nel suo ufficio, affrontando crisi e "personaggi in cerca d'autore" con un pragmatismo che talvolta è costato caro alla sua squadra. Gli avversari, con una punta di sarcasmo, sottolineano come in questi anni abbia cambiato "più assessori che mutande". Al di là delle battute colorite, è un dato di fatto che Bottaro abbia spesso sacrificato assessori capaci, anche stavolta sarà così, sull'altare di una "ragion di stato" volta al mantenimento degli equilibri amministrativi, con un cinismo che avrebbe fatto impallidire Machiavelli.
Verso il "Bottaro 2.0"? - Probabilmente, guardandosi indietro, alcune scelte non le rifarebbe. Ma oggi la domanda non è sul passato, bensì sul futuro. Cosa immagina Amedeo Bottaro per sé dopo maggio? La sua esperienza e competenza amministrativa sono doti che, per onestà intellettuale, gli vengono riconosciute anche dai nemici più acerrimi. Resta da capire quale forma avrà il "Bottaro 2.0" e come si posizionerà nello scacchiere delle prossime amministrative. Lo scopriremo presto, osservando le coalizioni nascenti e i nomi dei candidati Sindaco.
In conclusione, mentre attendiamo di scoprire il volto del 'Bottaro 2.0', non possiamo che esprimere preventiva solidarietà ai futuri nuovi assessori. Incaricati a pochi mesi dal voto, avranno l'arduo compito di lasciare il segno nel tempo record di uno starnuto. Si spera riescano almeno a memorizzare dove si trova la macchinetta del caffè a Palazzo di Città prima di dover rifare gli scatoloni. Perché se è vero che "mala tempora currunt, (e) sed peiora parantur " a Trani c'è una certezza granitica: i muri crollano, le palme cadono, ma Bottaro – in un modo o nell'altro – resta sempre in piedi. Popcorn alla mano, lo spettacolo cine-amministrativo continua: buona visione.
I punti all'ordine del giorno - Al centro del dibattito ci sono due atti fondamentali per la vita amministrativa della città. Il primo è il "Programma triennale dei lavori pubblici 2026-2028 ed elenco annuale 2026". Ma il vero banco di prova, quello su cui si gioca la partita politica più delicata, è il secondo punto: l'"Approvazione del bilancio di previsione finanziario 2026-2028".
Su questo documento il Sindaco Amedeo Bottaro ha investito, nell'ultimo mese, un capitale politico ingente, tessendo trame e cercando equilibri per garantire un passaggio in aula senza incidenti.
Il "valzer" delle poltrone: un rimpasto a tempo scaduto? - L'approvazione del Bilancio sembra essere, stando ai rumors di Palazzo, la chiave di volta per sbloccare una manovra successiva: una rimodulazione "chirurgica" della Giunta. Si parla di un cambio della guardia per tre, forse quattro assessorati. I nuovi innesti dovrebbero essere "espressioni politiche" del nuovo assetto di maggioranza che accompagnerà il Sindaco fino alle elezioni amministrative di maggio. Una mossa che, tuttavia, lascia perplessi molti osservatori. A pochi mesi dalla chiusura dell'undicesimo anno dell'era Bottaro, questo mini-turnover appare a molti incomprensibile data la brevità del mandato residuo. "Cui prodest?", verrebbe da chiedersi. È una vetrina per dare visibilità a nuovi volti in vista delle urne? È una prova di forza per dimostrare che si vuole cambiare tutto per non cambiare niente? O sono, più pragmaticamente, le prove tecniche per le future coalizioni di maggio? Tutto fa brodo, direbbe qualcuno, ma il dubbio sulla reale utilità amministrativa resta.
La "Real Politik" e l'eredità di Bottaro - Tuttavia, chi conosce Amedeo Bottaro sa che nulla è lasciato al caso. In undici anni di sindacatura, il Primo Cittadino ha abituato la città a una spregiudicata ma efficace "real politik". Ha visto passare di tutto nel suo ufficio, affrontando crisi e "personaggi in cerca d'autore" con un pragmatismo che talvolta è costato caro alla sua squadra. Gli avversari, con una punta di sarcasmo, sottolineano come in questi anni abbia cambiato "più assessori che mutande". Al di là delle battute colorite, è un dato di fatto che Bottaro abbia spesso sacrificato assessori capaci, anche stavolta sarà così, sull'altare di una "ragion di stato" volta al mantenimento degli equilibri amministrativi, con un cinismo che avrebbe fatto impallidire Machiavelli.
Verso il "Bottaro 2.0"? - Probabilmente, guardandosi indietro, alcune scelte non le rifarebbe. Ma oggi la domanda non è sul passato, bensì sul futuro. Cosa immagina Amedeo Bottaro per sé dopo maggio? La sua esperienza e competenza amministrativa sono doti che, per onestà intellettuale, gli vengono riconosciute anche dai nemici più acerrimi. Resta da capire quale forma avrà il "Bottaro 2.0" e come si posizionerà nello scacchiere delle prossime amministrative. Lo scopriremo presto, osservando le coalizioni nascenti e i nomi dei candidati Sindaco.
In conclusione, mentre attendiamo di scoprire il volto del 'Bottaro 2.0', non possiamo che esprimere preventiva solidarietà ai futuri nuovi assessori. Incaricati a pochi mesi dal voto, avranno l'arduo compito di lasciare il segno nel tempo record di uno starnuto. Si spera riescano almeno a memorizzare dove si trova la macchinetta del caffè a Palazzo di Città prima di dover rifare gli scatoloni. Perché se è vero che "mala tempora currunt, (e) sed peiora parantur " a Trani c'è una certezza granitica: i muri crollano, le palme cadono, ma Bottaro – in un modo o nell'altro – resta sempre in piedi. Popcorn alla mano, lo spettacolo cine-amministrativo continua: buona visione.