Trani, il boom del turismo e l'enigma della BIT: una "assenza" che fa discutere
L’Amministrazione: “Una scelta consapevole”
mercoledì 11 febbraio 2026
10.29
La stagione 2026 si preannuncia come quella dei record per la "Perla dell'Adriatico". I dati sulle proiezioni delle presenze indicano un trend in netta crescita rispetto al 2025, con una programmazione che se anche al momento non c'è, ma è facile intuirne i motivi visto che siamo a fine corsa amministrativa, può comunque puntare, al netto del suo straordinario patrimonio monumentale, su eventi "stabili" come quelli legati ai Dialoghi di Trani, all' International Trani Tango, alla stagione artistica di Palazzo Beltrani, che ogni anno cresce sia per la qualità delle proposte e sia per la quantità di presenze, c'è poi la sicurezza del Polo Museale (Fondazione SECA) che anche per quest'anno ha programmato eccellenti appuntamenti attrattivi di taglio culturale ed artistico. alcuni dei quali già in corso.
In questo scenario di crescita si inseriscono due elementi attinenti: la BIT (Borsa Internazionale del Turismo) in corso a Milano (10-11-12 febbraio) e la recente delibera che ha riguardato l'imposta di soggiorno con le polemiche circa la destinazione dei fondi, le stime parlano di un gettito annuo che si aggira intorno ai 400.000 euro, una cifra importante che l'Amministrazione intende reinvestire per elevare gli standard dei servizi turistici, rispondendo così alle istanze di commercianti e titolari di attività ricettive, con l'obiettivo chiaro di creare un indotto di cui possano beneficiare non solo i visitatori, ma la qualità della vita dei cittadini stessi attraverso migliori servizi di pulizia, mobilità e decoro urbano.
Per ciò che riguarda invece la Borsa Internazionale del Turismo di Milano c'è da registrare un paradosso: Trani è stranamente assente, un dato che in questo quadro di ottimismo appare in netta controtendenza, se da un lato la Regione Puglia si conferma protagonista della fiera con uno stand imponente, dall'altro la mancanza di uno dei suoi "gioielli" più visitati solleva interrogativi. Perchè una città che punta a diventare capitale dell'accoglienza rinuncia alla vetrina internazionale più prestigiosa del settore? Della mancanza di Trani a questo appuntamento abbiamo chiesto informazioni alle fonti comunali e agli osservatori politici: "L'assenza alla BIT non è una svista è una scelta che divide, ma è una scelta. Non è un'occasione persa per consolidare i flussi turistici, anche internazionali, ma la scelta - affermano dall'Amministrazione - che vuole puntare su canali di promozione alternativi e più diretti".
Della mancanza di Trani a questa vetrina abbiamo chiesto informazioni direttamente ai titolari di alcune attività ricettive locali, che non nascondono tuttavia il proprio disappunto: "Siamo basiti - dichiara il titolare di un noto B&B del centro storico - mentre noi ci prepariamo a riscuotere la tassa di soggiorno dai nostri ospiti, promettendo loro una città più internazionale, scopriamo che la nostra Amministrazione rinuncia al tavolo promozionale come quello della BIT di Milano." Dello stesso avviso è il gestore di una struttura alberghiera: "Ben venga l'imposta di soggiorno se serve a migliorare i servizi, ma la promozione non può passare in secondo piano. La Puglia è ben rappresentata, ma Trani ha un brand specifico che va venduto singolarmente. Vedere città limitrofe più piccole della nostra avere il proprio spazio a Milano e noi no, è un segnale di debolezza che non ci possiamo permettere proprio ora che i numeri sono dalla nostra parte".
Le sfide per il futuro
Il dibattito rimane aperto: la tassa di soggiorno sarà sufficiente a colmare il gap nei servizi se non accompagnata da una presenza costante nei tavoli della promozione globale? La sfida per il 2026 è appena iniziata e la categoria dei ricettivi chiede ora un confronto urgente: se i turisti pagano per stare a Trani, la città ha il dovere di essere ovunque si decida il futuro del turismo mondiale.
In questo scenario di crescita si inseriscono due elementi attinenti: la BIT (Borsa Internazionale del Turismo) in corso a Milano (10-11-12 febbraio) e la recente delibera che ha riguardato l'imposta di soggiorno con le polemiche circa la destinazione dei fondi, le stime parlano di un gettito annuo che si aggira intorno ai 400.000 euro, una cifra importante che l'Amministrazione intende reinvestire per elevare gli standard dei servizi turistici, rispondendo così alle istanze di commercianti e titolari di attività ricettive, con l'obiettivo chiaro di creare un indotto di cui possano beneficiare non solo i visitatori, ma la qualità della vita dei cittadini stessi attraverso migliori servizi di pulizia, mobilità e decoro urbano.
Per ciò che riguarda invece la Borsa Internazionale del Turismo di Milano c'è da registrare un paradosso: Trani è stranamente assente, un dato che in questo quadro di ottimismo appare in netta controtendenza, se da un lato la Regione Puglia si conferma protagonista della fiera con uno stand imponente, dall'altro la mancanza di uno dei suoi "gioielli" più visitati solleva interrogativi. Perchè una città che punta a diventare capitale dell'accoglienza rinuncia alla vetrina internazionale più prestigiosa del settore? Della mancanza di Trani a questo appuntamento abbiamo chiesto informazioni alle fonti comunali e agli osservatori politici: "L'assenza alla BIT non è una svista è una scelta che divide, ma è una scelta. Non è un'occasione persa per consolidare i flussi turistici, anche internazionali, ma la scelta - affermano dall'Amministrazione - che vuole puntare su canali di promozione alternativi e più diretti".
Della mancanza di Trani a questa vetrina abbiamo chiesto informazioni direttamente ai titolari di alcune attività ricettive locali, che non nascondono tuttavia il proprio disappunto: "Siamo basiti - dichiara il titolare di un noto B&B del centro storico - mentre noi ci prepariamo a riscuotere la tassa di soggiorno dai nostri ospiti, promettendo loro una città più internazionale, scopriamo che la nostra Amministrazione rinuncia al tavolo promozionale come quello della BIT di Milano." Dello stesso avviso è il gestore di una struttura alberghiera: "Ben venga l'imposta di soggiorno se serve a migliorare i servizi, ma la promozione non può passare in secondo piano. La Puglia è ben rappresentata, ma Trani ha un brand specifico che va venduto singolarmente. Vedere città limitrofe più piccole della nostra avere il proprio spazio a Milano e noi no, è un segnale di debolezza che non ci possiamo permettere proprio ora che i numeri sono dalla nostra parte".
Le sfide per il futuro
Il dibattito rimane aperto: la tassa di soggiorno sarà sufficiente a colmare il gap nei servizi se non accompagnata da una presenza costante nei tavoli della promozione globale? La sfida per il 2026 è appena iniziata e la categoria dei ricettivi chiede ora un confronto urgente: se i turisti pagano per stare a Trani, la città ha il dovere di essere ovunque si decida il futuro del turismo mondiale.