Trani, svolta turismo: approvata in Consiglio Comunale all'unanimità la tassa di soggiorno
Via libera dal Consiglio con 29 voti favorevoli. Passa l'emendamento sui rifiuti: il gettito finanzierà solo gli interventi straordinari legati ai flussi turistici
lunedì 26 gennaio 2026
19.14
Trani si allinea alle principali mete turistiche italiane e istituisce ufficialmente la tassa di soggiorno. Il via libera è arrivato oggi dal Consiglio Comunale con un voto unanime (29 favorevoli) che sancisce la volontà politica trasversale di dotare la città di nuove risorse per gestire un fenomeno in costante crescita. L'approvazione del regolamento, tuttavia, non è stata priva di confronto: a sbloccare l'aula è servito un emendamento "in corsa" del Sindaco Amedeo Bottaro per chiarire la destinazione dei fondi.
Il nodo dei rifiuti e l'emendamento Il punto critico del dibattito ha riguardato l'utilizzo del gettito fiscale. A sollevare la questione è stato il consigliere Vito Branà, puntando il dito contro l'articolo 2, comma 2, che prevedeva l'uso delle risorse anche per "i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti". «Non sono d'accordo – ha tuonato Branà – l'imposta deve rimanere vincolata al turismo, ai servizi e ai parcheggi». Una posizione condivisa da Saverio De Laurentis, preoccupato che i costi del turismo di massa potessero ricadere sulle spalle dei residenti.
A sciogliere il nodo è intervenuto direttamente il sindaco Bottaro, proponendo una modifica al testo: i fondi non copriranno la gestione ordinaria della spazzatura, ma esclusivamente «il potenziamento del servizio di raccolta e pulizia legato ai flussi turistici». Una precisazione formale che ha convinto l'aula, portando all'approvazione dell'emendamento con 26 voti a favore.
I numeri del boom: presenze triplicate Nel rispondere alle perplessità del consigliere Raimondo Lima sulla reale vocazione turistica di Trani, il Primo Cittadino ha snocciolato dati inequivocabili. «I numeri parlano chiaro: nel 2015 avevamo poco più di 62mila presenze, l'ultimo dato ufficiale del 2024 ne registra oltre 163mila. Abbiamo triplicato i flussi, un risultato che pochi settori in Italia possono vantare, nonostante i due anni di stop dovuti al Covid». Secondo l'amministrazione, la tassa – che sarà pagata anche dagli ospiti dei B&B – è ormai indispensabile per garantire servizi all'altezza di una città che ha cambiato pelle.
L'emergenza abitativa e il fenomeno B&B Il dibattito ha toccato anche un tasto dolente per la cittadinanza: l'impatto del turismo sul mercato immobiliare. Con le grandi strutture alberghiere in difficoltà o limitate dai vincoli paesaggistici, sono esplosi i Bed & Breakfast. «Molti proprietari preferiscono trasformare gli appartamenti in strutture ricettive piuttosto che affittarli – ha denunciato ancora Branà – creando una problematica abitativa seria. Famiglie con bambini non trovano casa e sono costrette a trasferirsi a Corato o Andria». Un fenomeno di gentrificazione che il Sindaco ha riconosciuto come "da gestire", pur sottolineando che Trani non è ancora ai livelli di saturazione di Venezia o Firenze. La risposta dell'amministrazione punta sul social housing e sull'utilizzo di fondi europei diretti per nuove abitazioni.
Un tesoretto per la città Soddisfazione è stata espressa dai consiglieri di maggioranza. Per Tommaso Laurora il regolamento era atteso da anni da cittadini e associazioni, mentre Michele Di Gregorio ha evidenziato il pragmatismo della misura: «Anche 50 o 100mila euro l'anno sono fondamentali per rendere Trani più accogliente». Chiariti infine dal segretario comunale Francesco Angelo Lazzaro gli aspetti tecnici: se l'istituzione del tributo spetta al Consiglio, la determinazione delle tariffe sarà ora competenza della Giunta, come previsto dalla specifica normativa di legge. tl@
Il nodo dei rifiuti e l'emendamento Il punto critico del dibattito ha riguardato l'utilizzo del gettito fiscale. A sollevare la questione è stato il consigliere Vito Branà, puntando il dito contro l'articolo 2, comma 2, che prevedeva l'uso delle risorse anche per "i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti". «Non sono d'accordo – ha tuonato Branà – l'imposta deve rimanere vincolata al turismo, ai servizi e ai parcheggi». Una posizione condivisa da Saverio De Laurentis, preoccupato che i costi del turismo di massa potessero ricadere sulle spalle dei residenti.
A sciogliere il nodo è intervenuto direttamente il sindaco Bottaro, proponendo una modifica al testo: i fondi non copriranno la gestione ordinaria della spazzatura, ma esclusivamente «il potenziamento del servizio di raccolta e pulizia legato ai flussi turistici». Una precisazione formale che ha convinto l'aula, portando all'approvazione dell'emendamento con 26 voti a favore.
I numeri del boom: presenze triplicate Nel rispondere alle perplessità del consigliere Raimondo Lima sulla reale vocazione turistica di Trani, il Primo Cittadino ha snocciolato dati inequivocabili. «I numeri parlano chiaro: nel 2015 avevamo poco più di 62mila presenze, l'ultimo dato ufficiale del 2024 ne registra oltre 163mila. Abbiamo triplicato i flussi, un risultato che pochi settori in Italia possono vantare, nonostante i due anni di stop dovuti al Covid». Secondo l'amministrazione, la tassa – che sarà pagata anche dagli ospiti dei B&B – è ormai indispensabile per garantire servizi all'altezza di una città che ha cambiato pelle.
L'emergenza abitativa e il fenomeno B&B Il dibattito ha toccato anche un tasto dolente per la cittadinanza: l'impatto del turismo sul mercato immobiliare. Con le grandi strutture alberghiere in difficoltà o limitate dai vincoli paesaggistici, sono esplosi i Bed & Breakfast. «Molti proprietari preferiscono trasformare gli appartamenti in strutture ricettive piuttosto che affittarli – ha denunciato ancora Branà – creando una problematica abitativa seria. Famiglie con bambini non trovano casa e sono costrette a trasferirsi a Corato o Andria». Un fenomeno di gentrificazione che il Sindaco ha riconosciuto come "da gestire", pur sottolineando che Trani non è ancora ai livelli di saturazione di Venezia o Firenze. La risposta dell'amministrazione punta sul social housing e sull'utilizzo di fondi europei diretti per nuove abitazioni.
Un tesoretto per la città Soddisfazione è stata espressa dai consiglieri di maggioranza. Per Tommaso Laurora il regolamento era atteso da anni da cittadini e associazioni, mentre Michele Di Gregorio ha evidenziato il pragmatismo della misura: «Anche 50 o 100mila euro l'anno sono fondamentali per rendere Trani più accogliente». Chiariti infine dal segretario comunale Francesco Angelo Lazzaro gli aspetti tecnici: se l'istituzione del tributo spetta al Consiglio, la determinazione delle tariffe sarà ora competenza della Giunta, come previsto dalla specifica normativa di legge. tl@