«Tribunale civile, trasferimento pieno di dubbi»
I Verdi: «Il Comune finora ha speso 6 milioni di euro. Non bastano?»
giovedì 25 febbraio 2010
Il trasferimento degli uffici giudiziari del tribunale civile in un immobile da affittare, per ora, non ci sarà. Ma la decisione del Comune, che il 24 agosto scorso aveva pubblicato un avviso pubblico finalizzato a individuare l'immobile, fa comunque riflettere. Fa riflettere i Verdi che parlano di «evidente inutilità» della decisione assunta dall'amministrazione e puntano il dito su alcune stranezze evidenziate dal bando. Innanzitutto: chi e come ha stabilito che per il trasferimento è necessario un immobile di circa 4.200 metri quadrati? «E' incredibile – dice il capogruppo consiliare Michele di Gregorio - che pur non esistendo, a nostra conoscenza, uno studio di fattibilità, l'avviso pubblico abbia indicato con estrema precisione la grandezza dell'immobile necessario».
L'altra stranezza riguarda il fatto che sono tuttora in corso i lavori di restauro di Palazzo Carcano, destinato sin dal 2002 a ospitare proprio uffici giudiziari. «Per questo immobile – continua di Gregorio - il Comune di Trani ha ottenuto un finanziamento di oltre quattro milioni di euro dal ministero della Giustizia e per il quale Palazzo di città ha previsto un finanziamento di 361mila euro, a cui si aggiungono gli oltre 600mila euro di danni in favore della impresa esecutrice per la sospensione illegittima dei lavori». A tutto questo va poi aggiunto che il ministero e il Comune hanno già speso altri soldi pubblici per l'adeguamento alle norme di sicurezza del Palazzo di Giustizia di piazza Duomo (circa 800mila euro), altri 700mila euro per gli impianti elettrici, 100mila per l'eliminazione delle barriere architettoniche, 700mila euro poi sono stati spesi per l'adeguamento alle norme di sicurezza di Palazzo Gadaleta (ex suore Angeliche) in piazza Trieste.
«In sostanza – rimarca l'esponente dei Verdi in Consiglio comunale - sono stati spesi, per difetto, sino ad ora oltre sei milioni di euro per rammodernare i palazzi di proprietà comunale esistenti e qualcuno, chissà per quale oscuro motivo, aveva pensato di trasferire gli uffici in un capannone privato. E dei palazzi del centro storico cosa ce ne faremmo dopo aver speso tanti soldi pubblici? Inoltre che senso ha aver avviato le necessarie procedure amministrative per ottenere altri finanziamenti, per circa altri sette milioni di euro, dal ministero per lavori da eseguire a Palazzo Candido, Palazzo Gadaleta e Palazzo Carcano?».
I Verdi sfoderano anche una serie di proposte che darebbero una soluzione definitiva al problema dell'edilizia giudiziaria tranese. «Piuttosto che pagare soldi per un immobile privato, da affittare, - dice di Gregorio – perché non si prevede di risistemare l'immobile di proprietà comunale di piazza Gradenico (l'ex ospedale)? O perché non programmare con gli stessi soldi la costruzione di un nuovo immobile che rimarrà di proprietà comunale presso la struttura del supercarcere? Riteniamo che sia più razionale utilizzare i soldi pubblici per sistemare gli immobili di proprietà comunale piuttosto che continuare a pagare soldi ai privati. In ogni caso – conclude - chiediamo ancora una volta che l'amministrazione, prima di impegnare risorse pubbliche e di prendere ogni decisione, convochi un Consiglio comunale per discutere della vicenda assumendo esso stesso una decisione».
L'altra stranezza riguarda il fatto che sono tuttora in corso i lavori di restauro di Palazzo Carcano, destinato sin dal 2002 a ospitare proprio uffici giudiziari. «Per questo immobile – continua di Gregorio - il Comune di Trani ha ottenuto un finanziamento di oltre quattro milioni di euro dal ministero della Giustizia e per il quale Palazzo di città ha previsto un finanziamento di 361mila euro, a cui si aggiungono gli oltre 600mila euro di danni in favore della impresa esecutrice per la sospensione illegittima dei lavori». A tutto questo va poi aggiunto che il ministero e il Comune hanno già speso altri soldi pubblici per l'adeguamento alle norme di sicurezza del Palazzo di Giustizia di piazza Duomo (circa 800mila euro), altri 700mila euro per gli impianti elettrici, 100mila per l'eliminazione delle barriere architettoniche, 700mila euro poi sono stati spesi per l'adeguamento alle norme di sicurezza di Palazzo Gadaleta (ex suore Angeliche) in piazza Trieste.
«In sostanza – rimarca l'esponente dei Verdi in Consiglio comunale - sono stati spesi, per difetto, sino ad ora oltre sei milioni di euro per rammodernare i palazzi di proprietà comunale esistenti e qualcuno, chissà per quale oscuro motivo, aveva pensato di trasferire gli uffici in un capannone privato. E dei palazzi del centro storico cosa ce ne faremmo dopo aver speso tanti soldi pubblici? Inoltre che senso ha aver avviato le necessarie procedure amministrative per ottenere altri finanziamenti, per circa altri sette milioni di euro, dal ministero per lavori da eseguire a Palazzo Candido, Palazzo Gadaleta e Palazzo Carcano?».
I Verdi sfoderano anche una serie di proposte che darebbero una soluzione definitiva al problema dell'edilizia giudiziaria tranese. «Piuttosto che pagare soldi per un immobile privato, da affittare, - dice di Gregorio – perché non si prevede di risistemare l'immobile di proprietà comunale di piazza Gradenico (l'ex ospedale)? O perché non programmare con gli stessi soldi la costruzione di un nuovo immobile che rimarrà di proprietà comunale presso la struttura del supercarcere? Riteniamo che sia più razionale utilizzare i soldi pubblici per sistemare gli immobili di proprietà comunale piuttosto che continuare a pagare soldi ai privati. In ogni caso – conclude - chiediamo ancora una volta che l'amministrazione, prima di impegnare risorse pubbliche e di prendere ogni decisione, convochi un Consiglio comunale per discutere della vicenda assumendo esso stesso una decisione».