Truffa all’Inps, revocati i domiciliari a Gilberto Botta
Con lui in libertà altri due avvocati coinvolti nell'inchiesta. Aggravamento della misura, invece, per l'avvocato di Terlizzi
venerdì 28 settembre 2012
19.22
Questa mattina, dopo aver ascoltato i puntuali chiarimenti forniti dall'avvocato tranese Gilberto Botta, il gip del tribunale di Trani ha revocato la misura degli arresti domiciliari nei suoi confronti. Analogo provvedimento è stato assunto per gli avvocati baresi Sergio Mannerucci e Oscar Lojodice. Botta era stato travolto nell'inchiesta che alcuni giorni fa aveva portato all'arresto di altri tre legali, nell'ambito di un secondo filone d'inchiesta del magistrato della procura di Trani Michele Ruggiero che a marzo scorso aveva fatto scattare le manette ai polsi dell'avvocato barese Oscar Lojodice, 57 anni, accusato di truffare l'Inps e il ministero della Giustizia.
Secondo gli inquirenti, gli avvocati, sfruttando la posizione di numerosi braccianti agricoli (per la maggior parte dei Comuni di Andria, Bisceglie, Corato e Terlizzi) avevano presentato, nell'interesse solo apparente degli inconsapevoli agricoltori, una serie di ricorsi davanti al tribunale del lavoro di Trani per presunti crediti nei confronti dell'Inps per il mancato pagamento della rideterminazione dell'indennità di disoccupazione agricola. Firme false, apposte in calce ai mandati a margine degli atti, nonché attestazioni false circa l'autenticità delle stesse sottoscrizioni. Il tutto con la complicità dei responsabili di alcuni patronati del circondario, la cui posizione è al vaglio della magistratura.
Aggravamento della misura, invece, per l'ultimo avvocato coinvolto nella vicenda, Maria Luisa Tatoli, di Terlizzi, che da alcuni giorni è detenuta nel carcere femminile di Trani per aver reagito violentemente alla notifica dell'ordinanza da parte dei Carabinieri.
Secondo gli inquirenti, gli avvocati, sfruttando la posizione di numerosi braccianti agricoli (per la maggior parte dei Comuni di Andria, Bisceglie, Corato e Terlizzi) avevano presentato, nell'interesse solo apparente degli inconsapevoli agricoltori, una serie di ricorsi davanti al tribunale del lavoro di Trani per presunti crediti nei confronti dell'Inps per il mancato pagamento della rideterminazione dell'indennità di disoccupazione agricola. Firme false, apposte in calce ai mandati a margine degli atti, nonché attestazioni false circa l'autenticità delle stesse sottoscrizioni. Il tutto con la complicità dei responsabili di alcuni patronati del circondario, la cui posizione è al vaglio della magistratura.
Aggravamento della misura, invece, per l'ultimo avvocato coinvolto nella vicenda, Maria Luisa Tatoli, di Terlizzi, che da alcuni giorni è detenuta nel carcere femminile di Trani per aver reagito violentemente alla notifica dell'ordinanza da parte dei Carabinieri.