Università a Trani, esposto in procura di Forza Trani

I motivi: «Pubblica incolumità ed irregolarità amministrative». A preoccupare Visibelli la questione legata alla sicurezza stradale

martedì 17 gennaio 2012 15.34
«La nascita del polo universitario a Trani è macchiato da irregolarità amministrative e da preoccupanti motivi che mettono in dubbio la pubblica incolumità dei frutiori». Per questi motivi, Forza Trani ha provveduto a depositare un esposto alla procura di Trani, interessando anche il prefetto della Bat e la procura regionale della Corte dei Conti.

A fine dicembre, Forza Trani, attraverso il suo leader, Roberto Visibelli, aveva indirizzato al Comune ad alla Provincia Bat una lettera aperta con cui si chiedevano dei chiarimenti sul progetto che porterà a Trani la sede della Lum. A fronte del silenzio delle Istituzioni, Forza Trani ha deciso di rivolgersi alla magistratura penale e contabile ed al prefetto. Nella denuncia, firmata da Roberto Visibelli, oltre che sul corposo finanziamento pubblico sancito nell'accordo tra l'università Lum, la Provincia Bat (che pagherà 1.800.000 euro) e i Comuni della Provincia Bat (che pagheranno 200mila euro) per l'apertura della sede universitaria per due facoltà in un immobile sulla provinciale Trani-Andria, si chiede di far chiarezza sui passaggi amministrativi che hanno permesso l'intesa.

«Al fine di permettere l'insediamento del polo universitario – scrive Visibelli - la proprietà dell'immobile preindicato ha recentemente ottenuto dal Comune di Trani il permesso di costruire con il quale è stato autorizzato il cambio di destinazione d'uso (con opere edili consistenti in interventi distribuitivi interni di adeguamento) del capannone da artigianale a carattere produttivo a sede universitaria di tutoraggio o secondaria. L'articolo 3.04.2 delle norme tecniche di attuazione del vigente piano urbanistico generale del Comune di Trani stabilisce una superficie minima a parcheggi pari al 20% dell'area, nonché una superficie minima per verde e strade di servizio pari al 30% dell'area mentre per le aree a carattere produttivo viene invece genericamente richiesta una superficie per urbanizzazioni secondarie pari ad almeno il 10% dell'area. Per questo motivo denunciamo il pericoloso, ingiustificabile mancato rispetto delle norme del vigente piano urbanistico generale del Comune di Trani, atteso che il proprietario del suolo aveva ceduto, a suo tempo, le superfici per standard connesse all'attività artigianale a carattere produttivo, peraltro mai avviata, e non quelle ben più ampie richieste (giustamente) per una sede universitaria».

A preoccupare Visibelli è soprattutto la questione legata alla sicurezza stradale. «La strada provinciale prospiciente l'edificio destinato a sede universitaria è priva di marciapiede per una lunghezza di circa 850 metri (dall'incrocio con via Superga fino alla strada a fondo cieco all'angolo con l'edificio). La strada inoltre è priva di pubblica illuminazione per una lunghezza di circa 550 metri (tratto compreso tra lo svincolo della statale 16, direzione Nord e strada a fondo cieco all'angolo con l'edificio). L'edificio inoltre è ubicato di fronte ad un distributore di carburanti e gas metano per autotrazione (circa 40 metri di distanza) e di fronte allo svincolo della statale 16, direzione sud e non è servito da mezzi pubblici urbani, mentre per usufruire di quelli extraurbani occorre attraversare la strada provinciale, priva in quel tratto di incrocio semaforizzato. Eventuali soggetti (docenti, personale vario, studenti) che volessero raggiungere l'edificio dovrebbero effettuare, in entrata o in uscita, una svolta a sinistra o, peggio ancora, attraversare completamente la strada provinciale, spesso teatro di incidenti stradali anche mortali. Per provvedere alla pubblica incolumità della zona occorrerebbero costosi interventi alla viabilità, ai quali (ma non si quando e come) dovranno provvedere per competenza Anas, Provincia Bat e Comune di Trani. Per questo motivo denunciamo il reale pericolo cui sarebbero soggetti tutti coloro che avessero a frequentare l'edificio, qualora non vengano preventivamente realizzate tutte le opportune modifiche alla viabilità per eliminare le situazioni di pericolo sopra esposte. In più, denunciamo i rilevanti costi, a carico della collettività, per la sistemazione viaria, finalizzata a consentire a due soggetti privati (l'Università Lum ed il proprietario dell'edificio) di esercitare le rispettive attività e coltivare i propri interessi nonché i rilevanti costi per Amet Spa qualora si volesse che l'istituenda sede universitaria privata venga servita dal trasporto pubblico».

La notevole sproporzione tra costi da sostenere dai soggetti pubblici in relazione ai presunti benefici che ne deriverebbero per la collettività ha spinto Forza Trani ad andare in procura.