Svetlana Broz
Svetlana Broz
Eventi e cultura

Balcani, ai Dialoghi di Trani la testimonianza di Svetlana Broz

«Immaturi per dire no alla guerra ed ai politici». Una delle protagoniste più attese di questa decima edizione

Era una delle protagoniste più attese di questa decima edizione de I Dialoghi di Trani. La sua presenza, alla vigilia della manifestazione, era stata anche contestata: «Non vogliamo a Trani la nipote del maresciallo Tito» aveva scritto qualcuno. Svetlana Broz, da sempre, porta il peso del suo cognome. Suo nonno è stato il fondatore della cosiddetta seconda Jugoslavia, che le guerre degli anni '90 hanno frantumato in mille pezzi. La storia letteraria di Svetlana Broz parte da quel dramma, da quando decise di portare soccorso alle popolazioni martoriate dalla guerra seguita al disfacimento della federazione jugoslava. In Bosnia era una cardiologa, i racconti dei suoi pazienti l'hanno indotta a scrivere, a raccontare.

Di mezzo c'è sempre l'ascolto ed il cuore: dallo stetoscopio passò ad un registratore, per raccogliere testimonianze, dolori e memorie. Il suo libro (I giusti nel tempo del male) assembla sei anni di disperazione e di umana solidarietà nel clima di violenza che ha devastato la ex Jugoslavia. «La guerra è sinonimo di male. Da noi tutto è iniziato con l'ascesa al potere in Serbia di Milosevic, affiancato da Franjo Tudjman e Alija Izetbegovic. Propugnavano una politica fortemente nazionalista, alimentata in continuazione dai media. Sognavano di creare grandi Paesi da un piccolo Paese. Noi eravamo troppo immaturi per dire di no alla guerra, ai politici. La paura non ha fatto altro che alimentare divisioni e rigurgiti nazionalistici e nel causare tutto ciò che è accaduto». Dopo la guerra serbo-bosniaca, Svetlana Broz si è trasferita definitivamente da Belgrado a Sarajevo, dove ha continuato a occuparsi del dialogo interetnico.

Dicevamo del peso del nome. Nel corso della conversazione con Luciana Castellina ed Antonio Massari il riferimento a suo nonno è quasi ricorrente. Svetlana Broz svia sempre il discorso. Alla fine, però, non può esimersi dal parlarne: «Non voglio in alcun modo che si colleghi mio nonno alla guerra in Jugoslavia. Quando c'era lui al potere esistevano leggi contro il nazionalismo, era impossibile esprimere una posizione contro chi era diverso da te. Sono stati i leader nazionalisti degli anni'70 a scatenare l'inferno colpendo una popolazione spaventata e vittima di 20 anni di lavaggio del cervello da parte degli organi di informazione. Ho soccorso diverse donne durante il massacro di Srebrenica. Molte mi hanno sussurrato che se ci fosse stato mio nonno tutto quell'orrore non si sarebbe verificato».

L'artefice di quel genocidio, il generale Ratko Mladic è stato catturato poche settimane fa. Nonostante i crimini commessi c'è chi ha avuto il coraggio di scendere in piazza per protestare contro il suo arresto. Anche da noi c'è stato chi (Mario Borghezio) ha avuto il barbaro coraggio di definire Mladic «un patriota». Svetlana Broz, due settimane fa, ha commentato così il suo arresto: «In Serbia e altre parti della Bosnia Erzegovina Mladic era considerato un eroe di guerra. Per i politici serbi era più facile nascondere Mladic che avviare il processo di denazificazione delle coscienze. Il processo di Mladic alla corte penale internazionale dovrebbe permettere finalmente a milioni di serbi di confrontarsi con le atrocità commesse in nome del loro gruppo etnico. Nuove generazioni di studenti nei Balcani dovrebbero formarsi riguardo alla recente guerra in Bosnia su documenti della corte internazionale piuttosto che da libri di storia distorti, scritti da esperti docili ai politici che spesso sono ex criminali di guerra o pescecani. Dopo essersi liberati dei criminali di guerra alla macchia nei Balcani, le istituzioni europee avranno un nuovo compito, il più importante di tutti, nei Balcani occidentali: aiutare e sostenere quegli individui coraggiosi che sono pronti a combattere il crimine organizzato nei loro Paesi. Se l'Unione europea non riconosce questo come fine ultimo il problema attuale di questa zona diventerà un vero cancro nel corpo dell'Europa». Una profezia?
  • Dialoghi di Trani
Altri contenuti a tema
Dai 17mila della “Complessità” al “Rispetto” del 2027: trionfo d’argento per i Dialoghi di Trani Dai 17mila della “Complessità” al “Rispetto” del 2027: trionfo d’argento per i Dialoghi di Trani La XXV edizione chiude con un successo da record (98 eventi e 155 ospiti). Annunciato il tema del prossimo anno e la data: appuntamento dal 17 al 26 settembre 2027.
Marco Travaglio e la sua lezione “Si vis bellum, spara balle” ai Dialoghi di Trani Marco Travaglio e la sua lezione “Si vis bellum, spara balle” ai Dialoghi di Trani L’Europa della difesa e il tradimento dell’Articolo 11: l’analisi del direttore de Il Fatto Quotidiano
Il gran finale dei Dialoghi di Trani: la romanza da salotto chiude la kermesse a Palazzo Beltrani Il gran finale dei Dialoghi di Trani: la romanza da salotto chiude la kermesse a Palazzo Beltrani Il concerto di chiusura dei Dialoghi affidato alle voci di Myriam Marcone, Giiulia Diomede, Marco Podda e al piano di Elisabetta Diomede a cura dell'associazione "L'Opificio delle Muse"
Il “clan Trump” ai Dialoghi di Trani: il confronto con Luca Ciarrocca, Ferdinando Natali e Vito Giannulo Il “clan Trump” ai Dialoghi di Trani: il confronto con Luca Ciarrocca, Ferdinando Natali e Vito Giannulo L'incontro, avvenuto ieri sera nella Biblioteca Comunale "Giovanni Bovio", ha messo al centro i legami familiari, economici e finanziari del tycoon
Ilaria Capua, Non mollate. Manuale di resistenza per l’affermazione del talento femminile, ai Dialoghi di Trani Ilaria Capua, Non mollate. Manuale di resistenza per l’affermazione del talento femminile, ai Dialoghi di Trani La studiosa è in prima linea nella divulgazione e nella battaglia per l'empowerment femminile nei percorsi accademici e professionali
Lia Piano, Anita Guarnieri e Piero Dorfles, “L’arte di perdersi. Storia dei miei traslochi” ai Dialoghi di Trani Lia Piano, Anita Guarnieri e Piero Dorfles, “L’arte di perdersi. Storia dei miei traslochi” ai Dialoghi di Trani Piazza Quercia ha fatto da sfondo a uno degli appuntamenti più intimi e stimolanti di questa XXV edizione
Matteo Saudino ai Dialoghi di Trani: «La Costituzione siamo noi» Matteo Saudino ai Dialoghi di Trani: «La Costituzione siamo noi» A Palazzo San Giorgio la lezione sui diritti rivolta ai più giovani dal professore conosciuto sui social come BarbaSophia
Nando dalla Chiesa presenta “La ragazza di Vicolo Pandolfini” ai Dialoghi di Trani Nando dalla Chiesa presenta “La ragazza di Vicolo Pandolfini” ai Dialoghi di Trani Il ricordo di Emilia Cestelli tra amore, memoria e resistenza civile
© 2001-2026 TraniViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica telematica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
TraniViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.