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Comuni virtuosi, Trani è al diciottesimo posto (su 88)

Risparmiato il 30% rispetto al "fabbisogno standard". La classifica stilata dal Copaff e pubblicata sul "Sole 24 Ore"

Uno studio della Copaff (la Commissione per l'attuazione del Federalismo Fiscale) ha decretato Trani come la diciottesima città d'Italia nella speciale classifica immaginata per la lotta agli sprechi ma soprattutto per l'individuazione delle città più virtuose alle quali applicare in modo proporzionale i tagli dei trasferimenti statali. Lo studio della commissione del governo, pubblicata due giorni fa sul "Sole 24 Ore", ha passato in rassegna le uscite di tutti i comuni italiani mettendole in relazione sia alle caratteristiche del territorio sia ai servizi effettivamente offerti per individuare i livelli ottimali di spesa per ciascun ente.

A fronte di un fabbisogno standard valutato dalla Copaff in 7.3 milioni di euro, il Comune di Trani ne spende il 30% in meno: 5.1 milioni di euro. In sostanza viene garantita l'attività amministrativa e il funzionamento della macchina comunale risparmiando 2.2 milioni di euro rispetto alla cifra complessiva teoricamente necessaria.

La geografia degli sprechi comunali ha permesso di individuare i "fabbisogni standard" delle amministrazioni che teoricamente sarebbero dovuti servire per applicare in modo proporzionale i tagli di oltre 2 miliardi di euro di trasferimenti per l'anno 2013. I numeri arrivano proprio dal dossier di fine dicembre sui "servizi generali", rappresentati dall'ampio ventaglio di uffici e servizi cittadini che si occupano di entrate, servizi tecnici, anagrafe, stato civile, servizi elettorali, leva, statistica e del resto della burocrazia. Una fotografia della burocrazia cittadina che lascia un quadro a dir poco disarmante: nelle prime venti posizioni le uniche città meridionali sono Bari (al secondo posto dopo Torino), Andria (al settimo posto) e Barletta (al quindicesimo posto).

La città più spendacciona d'Italia risulta essere Napoli seguita a ruota da Roma e Firenze: nel capoluogo campano, rispetto al fabbisogno standard, si spende il 52% in più, in pratica dai 226 milioni necessari si arriva ad impegnare 344 milioni di euro. La città di Trani ne risparmia oltre due milioni, Andria supera i sei milioni di risparmio, Barletta oltre tre mentre Bari arriva sino ad un risparmio di 28 milioni di euro. La classifica, come pubblicata dal Sole 24 Ore, parte dai più spreconi per arrivare ai più virtuosi in modo da metter in evidenza la "mappa dell'inefficienza".

Fin qui le note positive, subito stoppate da quelle negative: infatti, la realtà dice che non essendoci stato l'accordo tra Governo e Comuni entro il 31 gennaio scorso sulla ripartizione dei tagli, tutto il lavoro della Copaff non servirà assolutamente a nulla. Nel decreto dei tagli, infatti, vi era già presente un meccanismo di ripartizione dei tagli misurati in base ai «consumi intermedi» registrati in ogni Comune nel 2011. La complessità della valutazione dei consumi intermedi, tuttavia, è stata acclarata dallo stesso Governo proprio con l'istituzione del Copaff che doveva superare qualche difetto di troppo nell'ideazione della misura.
Lo studio Copaff sui comuni virtuosiPubblicato sul Sole 24 Ore
  • Comune di Trani
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