Carabinieri sequestrano datteri
Carabinieri sequestrano datteri
Cronaca

Sorpresi con 14 chili di datteri sulla costa tranese, denunciati cinque molfettesi

I malfattori dovranno rispondere d'illecita attività di pesca

I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Trani e della Capitaneria di Porto di Trani, hanno deferito in stato di libertà 5 persone, tutte originarie della vicina Molfetta (BA), responsabili di cattura e detenzione ai fini della commercializzazione di datteri di mare. Le attività di controllo, svolte a largo del litorale tranese ed estese sul terreno di partenza dei natanti, si sono focalizzate su di un gruppetto di pescatori che, muniti di attrezzature da immersione e mute, erano intente ad effettuare attività di pesca in area sensibile al particolare fenomeno fraudolento. All'arrivo del personale della Capitaneria hanno tentato di eludere le verifiche, inizialmente dimostrandosi ostili al controllo; tuttavia con l'arrivo dei rinforzi dell'Arma e l'esecuzione di perquisizioni personali sul posto è stato rinvenuto il macabro bottino di ben 14 chilogrammi di molluschi della famiglia dei Lithophaga,caratterizzati dalla capacità di svilupparsi e crescere all'interno di rocce calcaree mediante l'insinuazione corrosiva di secrezioni acide appositamente prodotte da alcune ghiandole dell'animale.

I datteri di mare, noti tanto per l'elevato costo sul mercato nero (quelli sequestrati avrebbero fruttato non meno di 1.000,00 euro), quanto per l'illiceità connessa con il consumo, la detenzione ed il commercio che, si ricorda, sono vietati in Italia quanto nel resto dell'Unione Europea, rappresentano peraltro un patrimonio della fauna marina di non indifferente valore se si considera la lentezza della crescita di ogni singolo esemplare che, a titolo esemplificativo, raggiuge in media i 5 cm di lunghezza in un lasso temporale oscillante tra i 15 ed i 35 anni. Non da ultimo, proprio in ragione della peculiare tipologia di insediamento e di ciclo vitale del mollusco, la pesca "di frodo" appare dannosa per l'intero ecosistema atteso che la cattura comporta l'irrimediabile danneggiamento delle formazioni rocciose entro le quali il frutto si sviluppa. Condotti presso la Compagnia Carabinieri di Trani per gli atti conseguenti alle condotte contestate, i malfattori dovranno rispondere non solo dell'illecita attività di pesca ma anche di danneggiamento, distruzione e deturpamento di bellezze naturali.
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