
Politica
Tommaso Laurora rompe il silenzio dopo il ritiro delle dimissioni di Galiano: «Un atto da uomini coraggiosi: risolto con i fatti non con i like»
Alle 13:22 il protocollo ufficiale nelle mani del Segretario Generale chiude la crisi. Il vicesindaco commenta a caldo: «Un momento difficile da comprendere dall'esterno, ma Marco ha messo Trani davanti a tutto. Ora un'amministrazione davvero targata Galiano»
Trani - giovedì 15 ottobre 2026
17.56
L'epilogo tanto atteso si è materializzato nel primo pomeriggio: alle ore 13:22, nelle mani del Segretario Generale dott. Francesco Lazzaro, Marco Galiano ha protocollato formalmente il ritiro delle dimissioni presentate lo scorso 25 settembre. La parola "fine" sull'incubo commissariamento è stata messa nero su bianco a poche ore dalla scadenza del termine perentorio. A rompere immediatamente gli indugi, facendosi portavoce del sollievo e della linea politica dell'esecutivo, è il vicesindaco Tommaso Laurora. Raggiunto a caldo all'interno del Municipio subito dopo la formalizzazione dell'atto, Laurora affida a una video-dichiarazione la prima lettura istituzionale della svolta.
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Il passaggio politico più denso dell'intervento di Laurora risiede nella netta contrapposizione tra il metodo del confronto diretto e la piazza virtuale, il V.Sindaco rivendica che la soluzione della crisi non è passata attraverso la corsa ai like o ai post di scontro, bensì attraverso la capacità della coalizione e del sindaco di guardarsi negli occhi attorno a un tavolo. Il passo indietro di Galiano non viene archiviato come debolezza o contraddizione rispetto al duro post del 13 ottobre, ma viene elevato a scelta di coraggio civico: accettare il rischio di critiche personali pur di non consegnare la città alla paralisi del commissario prefettizio. Nelle parole del vicesindaco si delinea già la seconda fase: dopo aver chiarito le divergenze e recepito lo "scossone", la maggioranza si dichiara pronta a costruire un'azione amministrativa che rifletta pienamente l'impronta e la guida del primo cittadino. «Non possiamo che essere felici - ha dichiarato infine - più che per noi, ovviamente per la città. Lo abbiamo detto in tanti momenti: era un momento difficile, probabilmente un momento difficile da comprendere dall'esterno. Invece abbiamo dimostrato, probabilmente con i fatti e non con i post, con i like, con le manifestazioni, che quando ci si mette intorno a un tavolo si trovano le soluzioni.»L'analisi: la rivincita della politica di tavolo sui social
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