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Trofeo CONI e futuro dell’impiantistica a Trani : il punto con Antonio Rutigliano e Anselmo Mannatrizio
Dalla festa dei 4.800 piccoli atleti con la Puglia al sesto posto nazionale, all'attesa per la pista di atletica: «Senza strutture adeguate lo sport non può crescere»
Trani - domenica 11 ottobre 2026
07.15
Un bilancio carico di entusiasmo per i traguardi raggiunti dai giovani atleti e uno sguardo fermo e attento sulle sfide strutturali che attendono il territorio. È una riflessione a tutto tondo sul movimento sportivo locale quella tracciata da Antonio Rutigliano, delegato provinciale CONI BAT, e Anselmo Mannatrizio, fiduciario comunale CONI per la città di Trani, a pochi giorni dalla conclusione del Trofeo CONI 2026 ospitato in Puglia.
Un'energia travolgente che ha visto protagonista anche delegazioni straniere giunte da Australia, Senegal, Brasile e Venezuela. A testimoniare la portata emotiva della cerimonia è stato Anselmo Mannatrizio: «Non avevo mai visto nella mia vita 4.800 bambini sfilare tutti insieme: è stata una cosa più che emozionante. Vedere anche le rappresentanze internazionali ha reso tutto straordinario. Lo sport è bello proprio perché è contagioso ed educa alla vita».
Positivo anche il riscontro agonistico della compagine pugliese e dei giovani atleti tranesi e della BAT: «I nostri ragazzi si sono comportati molto bene — ha precisato Rutigliano — con ottimi piazzamenti nelle arti marziali, nel triathlon e nella scherma, dove è arrivato il quarto posto della Borraccino. La BAT e Trani hanno offerto un contributo significativo alla classifica generale che ha visto la Puglia chiudere al sesto posto su 21 regioni: un risultato di assoluto prestigio».
In questo scenario fatto di passione giovanile, sfide agonistiche e necessità strutturali, emerge con forza il valore insostituibile del CONI, vero e proprio punto di riferimento morale e organizzativo sul territorio. Più che una semplice istituzione sportiva, il Comitato Olimpico si conferma un presidio sociale ed educativo indispensabile, capace di custodire i valori più autentici del rispetto, dell'inclusione e della sana competizione. Attraverso la presenza costante dei suoi delegati provinciali e fiduciari comunali, il CONI continua a farsi interprete quotidiano delle istanze delle associazioni e delle famiglie, trasformando lo sport in una straordinaria scuola di vita e lavorando senza sosta affinché nessun giovane debba mai rinunciare al sogno di calcare un campo, una pedana o una pista da corsa.
L'onda contagiosa del Trofeo CONI: 4.800 ragazzi e il sesto posto della Puglia
Archiviata lo scorso 7 ottobre, l'edizione pugliese della più importante kermesse under 14 italiana ha regalato numeri e immagini indelebili: «È stato un grandissimo successo di partecipazione, di pubblico e soprattutto di ragazzi — ha esordito Antonio Rutigliano —. Tanti piccoli atleti sono rientrati nelle rispettive regioni con il cuore colmo di ricordi, nuove amicizie ed entusiasmo, portando con sé il calore dell'accoglienza che hanno ricevuto nella nostra terra».Un'energia travolgente che ha visto protagonista anche delegazioni straniere giunte da Australia, Senegal, Brasile e Venezuela. A testimoniare la portata emotiva della cerimonia è stato Anselmo Mannatrizio: «Non avevo mai visto nella mia vita 4.800 bambini sfilare tutti insieme: è stata una cosa più che emozionante. Vedere anche le rappresentanze internazionali ha reso tutto straordinario. Lo sport è bello proprio perché è contagioso ed educa alla vita».
Positivo anche il riscontro agonistico della compagine pugliese e dei giovani atleti tranesi e della BAT: «I nostri ragazzi si sono comportati molto bene — ha precisato Rutigliano — con ottimi piazzamenti nelle arti marziali, nel triathlon e nella scherma, dove è arrivato il quarto posto della Borraccino. La BAT e Trani hanno offerto un contributo significativo alla classifica generale che ha visto la Puglia chiudere al sesto posto su 21 regioni: un risultato di assoluto prestigio».
La pista di atletica a Trani: «Progetto partito nel 2019, diventi contenitore di socialità»
Accanto alle celebrazioni per i successi in pedana e in campo, resta centrale il nodo delle infrastrutture sportive cittadine. Con i lavori della pista di atletica leggera ormai avviati verso la conclusione, Mannatrizio non nasconde l'attesa mista a rammarico per i tempi di realizzazione: «Ci passo ogni giorno davanti al cantiere e ripenso a quando tutto è partito, nel 2019. È un progetto che si trascina da troppo tempo. Il mio unico rammarico è che quell'impianto avrebbe già dovuto essere aperto e popolato quotidianamente da bambini e atleti di ogni età intenti ad allenarsi e a divertirsi. Quando sarà terminata, la pista rappresenterà uno dei contenitori culturali e sportivi più strategici della città».La sfida provinciale: «I tesserati aumentano, ora servono strutture sicure»
A chiudere l'analisi è la prospettiva provinciale delineata da Antonio Rutigliano, che evidenzia i cantieri aperti nella BAT, dalla ristrutturazione del palazzetto dello sport di Trani fino al recente taglio del nastro del rinnovato PalaDolmen a Bisceglie: «Si stanno completando opere fondamentali per lo sviluppo dello sport di base e agonistico. Il nostro movimento sta crescendo costantemente nei numeri dei praticanti, ma per sostenere questa crescita servono impianti moderni, funzionali e sicuri. Il lavoro di federazioni e società può trovare pieno compimento soltanto quando la comunità ha a disposizione strutture adeguate».In questo scenario fatto di passione giovanile, sfide agonistiche e necessità strutturali, emerge con forza il valore insostituibile del CONI, vero e proprio punto di riferimento morale e organizzativo sul territorio. Più che una semplice istituzione sportiva, il Comitato Olimpico si conferma un presidio sociale ed educativo indispensabile, capace di custodire i valori più autentici del rispetto, dell'inclusione e della sana competizione. Attraverso la presenza costante dei suoi delegati provinciali e fiduciari comunali, il CONI continua a farsi interprete quotidiano delle istanze delle associazioni e delle famiglie, trasformando lo sport in una straordinaria scuola di vita e lavorando senza sosta affinché nessun giovane debba mai rinunciare al sogno di calcare un campo, una pedana o una pista da corsa.

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