Ai "Cappuccini" i sei candidati sindaco a confronto
Il dibattito su città e quartiere "Sant'Angelo", tutte le foto dell'incontro
venerdì 15 maggio 2015
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Ieri sera, la comunità parrocchiale di "Santa Maria delle Grazie" ha ospitato il confronto pubblico fra i sei candidati sindaco di Trani per le prossime elezioni comunali. L'accento è stato subito posto sui problemi della città, in particolar modo quelli che interessano il quartiere "Sant'Angelo". Qui di seguito un estratto del dibattito.
In prima battuta è stato chiesto ai candidati di menzionare i principali punti del loro programma amministrativo. Il primo a prendere la parola, Tonino Florio: «Il primo punto è la riorganizzazione amministrativa da un punto di vista burocratico, così da rendere più efficiente la macchina comunale; secondo, una task force per reperire risorse e fondi europei; terzo, il rilancio del turismo tematico». Così, invece, Carlo Laurora: «Il nostro progetto prevede la realizzazione di un palacongressi, della pianta urbana del traffico, più un piano parcheggi, un piano coste e un piano regolatore del porto». A seguire Antonio Procacci: «Il nostro programma è strutturato in tre fasi: gestione emergenze (bilancio, personale comunale e ambiente), gestione dell'ordinario e cambio di passo». Segue Papagni, candidata del "Movimento 5 stelle": «Democrazia diretta e trasparenza. Poi bilancio, ambiente e discarica. Il nostro obiettivo è "Rifiuti zero"». Emanuele Tomasicchio: «Il mio è provocatoriamente un 'non-programma'. Noi cerchiamo linee di fattibilità immediata, ossia ordine pubblico e decoro urbano». Infine, Amedeo Bottaro: «Noi partiremo dalla crisi economica della città e dal suo degrado. Bisogna conoscere i problemi per risolverli».
Viene proiettato un video su quartiere "Sant Angelo" e si chiede ai candidati quali siano i loro progetti per le periferie. Questa volta comincia Laurora: «Mi limito a dire che serve una serie di servizi e parcheggi. Comunque – precisa Laurora, dimostrando di conoscere già la scaletta del dibattito – lo spiegherò meglio con la domanda successiva». Parola a Procacci: «Io non faccio promesse. È importante coinvolgere i residenti del quartiere nelle scelte e stabilire insieme il crono-programma». Poi la Papagni: «Abbiamo tre obiettivi: contratto di quartiere, eliminazione delle barriere architettoniche e piccoli progetti di riqualificazione urbana». Per Tomasicchio «è importante completare il contratto di quartiere e non prendere in giro i cittadini». Dello stesso parere Bottaro, il quale parla anche di «realizzazione di una piazza e di un'area verde». Tonino Florio, invece, ironizza sulle promesse fatte e mai mantenute negli anni: «Valutate chi c'era prima per quello che non ha fatto e considerate chi viene ora per la sua credibilità».
Contratto di quartiere. Procacci: «Il commissario prefettizio mi ha riferito che le opere sono bloccate, perché alcune imprese non hanno versato i soldi». Gli fa eco Papagni: «Dobbiamo vedere chi deve ancora pagare gli oneri di urbanizzazione». Per Tomasicchio «la colpa di tutto ciò è in buona parte dell'ufficio tecnico». Di diversa opinione Bottaro: «Ci sono responsabilità anche politiche. Siamo partiti dai palazzi e non dai servizi». Secondo Florio «l'unica soluzione potrebbe essere quella di far realizzare le opere a quelle stesse imprese che non hanno pagato. Inoltre – sottolinea – va riorganizzato l'ufficio di ragioneria». Così Carlo Laurora: «Sono problemi ascrivibili alla macchina amministrativa».
Ordine pubblico e barriere architettoniche. Papagni: «L'ho già detto, proponiamo una piccola riqualificazione urbana». Per Tomasicchio «si può immaginare un piano di risoluzione urbano». Bottaro, invece, ritiene necessario «curare le aree dei quartieri periferici, ad esempio creandovi presidi dei vigili urbani e migliorando l'illuminazione». Tonino Florio, preferendo non fare promesse, chiede a gran voce un cambio di mentalità: «Periferia per me non è una nota localistica, ma concettuale. Questi incontri, comunque ci vorrebbero dopo le elezioni e non prima. Ora è troppo facile parlare, tutti noi – prosegue ironizzando – abbiamo progetti e programmi bellissimi». Per Laurora basterebbe «armarsi di un sano realismo. E, comunque – sottolinea – il quartiere rispetto a qualche anno fa è migliorato». Chiude Procacci: «Prima penserò a risolvere le emergenze della città».
Infine, l'attuale situazione della casa di riposo "Vittorio Emanuele II". Per Tomasicchio «sulla pelle degli anziani si è giocata una partita che non si sarebbe mai dovuta giocare». Parola a Bottaro: «Bisogna sedersi intorno a un tavolo e far mettere d'accordo casa di riposo e Comune di Trani». Tonino Florio ha replicato dicendo: «Il Comune ha partecipato a un bando regionale per la realizzazione di un centro socio-educativo polivalente. L'autorità giudiziaria amministrativa ha poi detto che la struttura è di proprietà del comune e questo deve essere il punto fermo. Noi ora dobbiamo creare le condizioni affinché gli anziani stiano bene in questa struttura». Carlo Laurora sostiene che «un buon modo per trovare le risorse può essere il piano di zona Trani-Bisceglie». Procacci, invece, ritiene «indispensabile per Trani una casa di riposo pubblica». Chiude Papagni: «Questa era la casa degli anziani. In questo caso sarei a favore della privatizzazione».
In prima battuta è stato chiesto ai candidati di menzionare i principali punti del loro programma amministrativo. Il primo a prendere la parola, Tonino Florio: «Il primo punto è la riorganizzazione amministrativa da un punto di vista burocratico, così da rendere più efficiente la macchina comunale; secondo, una task force per reperire risorse e fondi europei; terzo, il rilancio del turismo tematico». Così, invece, Carlo Laurora: «Il nostro progetto prevede la realizzazione di un palacongressi, della pianta urbana del traffico, più un piano parcheggi, un piano coste e un piano regolatore del porto». A seguire Antonio Procacci: «Il nostro programma è strutturato in tre fasi: gestione emergenze (bilancio, personale comunale e ambiente), gestione dell'ordinario e cambio di passo». Segue Papagni, candidata del "Movimento 5 stelle": «Democrazia diretta e trasparenza. Poi bilancio, ambiente e discarica. Il nostro obiettivo è "Rifiuti zero"». Emanuele Tomasicchio: «Il mio è provocatoriamente un 'non-programma'. Noi cerchiamo linee di fattibilità immediata, ossia ordine pubblico e decoro urbano». Infine, Amedeo Bottaro: «Noi partiremo dalla crisi economica della città e dal suo degrado. Bisogna conoscere i problemi per risolverli».
Viene proiettato un video su quartiere "Sant Angelo" e si chiede ai candidati quali siano i loro progetti per le periferie. Questa volta comincia Laurora: «Mi limito a dire che serve una serie di servizi e parcheggi. Comunque – precisa Laurora, dimostrando di conoscere già la scaletta del dibattito – lo spiegherò meglio con la domanda successiva». Parola a Procacci: «Io non faccio promesse. È importante coinvolgere i residenti del quartiere nelle scelte e stabilire insieme il crono-programma». Poi la Papagni: «Abbiamo tre obiettivi: contratto di quartiere, eliminazione delle barriere architettoniche e piccoli progetti di riqualificazione urbana». Per Tomasicchio «è importante completare il contratto di quartiere e non prendere in giro i cittadini». Dello stesso parere Bottaro, il quale parla anche di «realizzazione di una piazza e di un'area verde». Tonino Florio, invece, ironizza sulle promesse fatte e mai mantenute negli anni: «Valutate chi c'era prima per quello che non ha fatto e considerate chi viene ora per la sua credibilità».
Contratto di quartiere. Procacci: «Il commissario prefettizio mi ha riferito che le opere sono bloccate, perché alcune imprese non hanno versato i soldi». Gli fa eco Papagni: «Dobbiamo vedere chi deve ancora pagare gli oneri di urbanizzazione». Per Tomasicchio «la colpa di tutto ciò è in buona parte dell'ufficio tecnico». Di diversa opinione Bottaro: «Ci sono responsabilità anche politiche. Siamo partiti dai palazzi e non dai servizi». Secondo Florio «l'unica soluzione potrebbe essere quella di far realizzare le opere a quelle stesse imprese che non hanno pagato. Inoltre – sottolinea – va riorganizzato l'ufficio di ragioneria». Così Carlo Laurora: «Sono problemi ascrivibili alla macchina amministrativa».
Ordine pubblico e barriere architettoniche. Papagni: «L'ho già detto, proponiamo una piccola riqualificazione urbana». Per Tomasicchio «si può immaginare un piano di risoluzione urbano». Bottaro, invece, ritiene necessario «curare le aree dei quartieri periferici, ad esempio creandovi presidi dei vigili urbani e migliorando l'illuminazione». Tonino Florio, preferendo non fare promesse, chiede a gran voce un cambio di mentalità: «Periferia per me non è una nota localistica, ma concettuale. Questi incontri, comunque ci vorrebbero dopo le elezioni e non prima. Ora è troppo facile parlare, tutti noi – prosegue ironizzando – abbiamo progetti e programmi bellissimi». Per Laurora basterebbe «armarsi di un sano realismo. E, comunque – sottolinea – il quartiere rispetto a qualche anno fa è migliorato». Chiude Procacci: «Prima penserò a risolvere le emergenze della città».
Infine, l'attuale situazione della casa di riposo "Vittorio Emanuele II". Per Tomasicchio «sulla pelle degli anziani si è giocata una partita che non si sarebbe mai dovuta giocare». Parola a Bottaro: «Bisogna sedersi intorno a un tavolo e far mettere d'accordo casa di riposo e Comune di Trani». Tonino Florio ha replicato dicendo: «Il Comune ha partecipato a un bando regionale per la realizzazione di un centro socio-educativo polivalente. L'autorità giudiziaria amministrativa ha poi detto che la struttura è di proprietà del comune e questo deve essere il punto fermo. Noi ora dobbiamo creare le condizioni affinché gli anziani stiano bene in questa struttura». Carlo Laurora sostiene che «un buon modo per trovare le risorse può essere il piano di zona Trani-Bisceglie». Procacci, invece, ritiene «indispensabile per Trani una casa di riposo pubblica». Chiude Papagni: «Questa era la casa degli anziani. In questo caso sarei a favore della privatizzazione».