
Vita di città
Porto di Trani, Confcommercio lancia l’allarme: “Serve subito un tavolo istituzionale”
L’associazione denuncia incertezze normative e controlli disomogenei su dehors e occupazioni di suolo pubblico
Trani - giovedì 7 maggio 2026
12.40
Confcommercio sollecita con la massima urgenza l'attivazione di un tavolo istituzionale permanente tra amministrazioni competenti, enti di controllo e rappresentanze di categoria, finalizzato a ristabilire uniformità interpretativa, certezza delle regole e tempi di adeguamento sostenibili per le imprese operanti nell'area del porto di Trani. La richiesta interviene alla luce della crescente criticità determinata dai recenti provvedimenti di sequestro e dalle contestazioni relative ai dehors e alle occupazioni di suolo pubblico, che stanno interessando numerose attività commerciali e di ristorazione.
L'attuale fase applicativa della normativa sta producendo effetti immediati e fortemente penalizzanti sulla continuità operativa delle imprese, già esposte a un contesto economico fragile e a una prolungata instabilità del settore. In particolare, si rileva come le modalità di attuazione delle disposizioni vigenti stiano generando un quadro di marcata incertezza operativa, che rende difficoltosa per gli esercenti una corretta e tempestiva conformazione alle regole.
Pur prendendo atto dell'adozione di un nuovo regolamento in materia di occupazione di suolo pubblico e utilizzo degli spazi esterni, Confcommercio evidenzia come la sua applicazione risulti, allo stato attuale, disomogenea e priva di un adeguato coordinamento tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti nelle attività di controllo e gestione. Questa disomogeneità sul piano interpretativo e comunicativo sta generando un quadro di forte criticità, nel quale le imprese – elemento centrale per la tenuta economica, occupazionale e turistica del territorio – si trovano di fatto a sostenere integralmente gli impatti più onerosi.
Confcommercio ribadisce il pieno rispetto del principio di legalità e dell'operato degli organi preposti ai controlli, ma ritiene non più procrastinabile una riflessione strutturata sulle modalità di coordinamento e di comunicazione delle attività ispettive nei confronti degli operatori economici. Non appare accettabile che interventi di tale impatto sull'operatività delle imprese si realizzino in assenza di un quadro applicativo chiaro e condiviso e senza un preventivo percorso di confronto e accompagnamento al rispetto delle disposizioni.
Il rischio concreto è quello di compromettere in modo significativo e potenzialmente irreversibile la sostenibilità economica di numerose attività del porto, con ripercussioni dirette sull'occupazione e sull'attrattività turistica dell'intera area. La fase in atto impone responsabilità istituzionale, coordinamento effettivo e una visione strategica condivisa: in mancanza di tali presupposti, il pericolo è quello di determinare un progressivo indebolimento di uno degli ambiti più rilevanti per l'economia cittadina.
L'attuale fase applicativa della normativa sta producendo effetti immediati e fortemente penalizzanti sulla continuità operativa delle imprese, già esposte a un contesto economico fragile e a una prolungata instabilità del settore. In particolare, si rileva come le modalità di attuazione delle disposizioni vigenti stiano generando un quadro di marcata incertezza operativa, che rende difficoltosa per gli esercenti una corretta e tempestiva conformazione alle regole.
Pur prendendo atto dell'adozione di un nuovo regolamento in materia di occupazione di suolo pubblico e utilizzo degli spazi esterni, Confcommercio evidenzia come la sua applicazione risulti, allo stato attuale, disomogenea e priva di un adeguato coordinamento tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti nelle attività di controllo e gestione. Questa disomogeneità sul piano interpretativo e comunicativo sta generando un quadro di forte criticità, nel quale le imprese – elemento centrale per la tenuta economica, occupazionale e turistica del territorio – si trovano di fatto a sostenere integralmente gli impatti più onerosi.
Confcommercio ribadisce il pieno rispetto del principio di legalità e dell'operato degli organi preposti ai controlli, ma ritiene non più procrastinabile una riflessione strutturata sulle modalità di coordinamento e di comunicazione delle attività ispettive nei confronti degli operatori economici. Non appare accettabile che interventi di tale impatto sull'operatività delle imprese si realizzino in assenza di un quadro applicativo chiaro e condiviso e senza un preventivo percorso di confronto e accompagnamento al rispetto delle disposizioni.
Il rischio concreto è quello di compromettere in modo significativo e potenzialmente irreversibile la sostenibilità economica di numerose attività del porto, con ripercussioni dirette sull'occupazione e sull'attrattività turistica dell'intera area. La fase in atto impone responsabilità istituzionale, coordinamento effettivo e una visione strategica condivisa: in mancanza di tali presupposti, il pericolo è quello di determinare un progressivo indebolimento di uno degli ambiti più rilevanti per l'economia cittadina.
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