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Cronaca
Atto vandalico contro la statua della Vergine Maria: «Una ferita al cuore. In che mondo stiamo vivendo?»
Don Dino Cimadomo: «Sento il dovere di esprimere tutta la mia tristezza e il mio scoraggiamento davanti a quanto accaduto»
Trani - giovedì 7 maggio 2026
12.13
Un gesto che ha lasciato profonda amarezza non solo nella comunità parrocchiale, ma nell'intera cittadinanza, si è verificato nel condominio di via Sant'Annibale Maria di Francia n. 80, dove era in corso la Peregrinatio Mariae.
L'effigie della Vergine Maria, che da sedici anni entra nelle case e nei condomini della parrocchia come segno di preghiera, pace e benedizione, è stata brutalmente danneggiata. Ignoti hanno spezzato la mano della Vergine, sradicato l'immagine dalla base, infranto la corona del Santo Rosario e, con tale violenza, rotto persino il vetro del quadro posto dietro la statua.
Un episodio che, secondo la comunità parrocchiale, non rappresenta soltanto un atto vandalico contro un oggetto religioso, ma una ferita profonda al sentimento di fede condiviso da tante famiglie e fedeli
«È un atto che ferisce profondamente il cuore di tanti fedeli, di tante famiglie, di persone semplici che accolgono la Madonna nelle proprie case con devozione e speranza. È una ferita inferta al sentimento religioso di un'intera comunità», ha commentato la Parrocchia San Magno.
Sull'accaduto è intervenuto anche il parroco, Don Dino Cimadomo, che ha espresso dolore e preoccupazione per quanto avvenuto.
«Come parroco, sento il dovere di esprimere tutta la mia tristezza e il mio scoraggiamento davanti a quanto accaduto. In sedici anni di Peregrinatio Mariae, la Vergine Maria ha attraversato decine di condomini, entrando silenziosamente nelle case, portando conforto agli ammalati, speranza agli anziani, preghiera alle famiglie, raccogliendo lacrime, affidamenti, richieste di aiuto e di pace. Mai si era arrivati a un gesto così grave - aggiunge Don Dino Cimadomo, che prosegue con una riflessione sull'attualità - Quanto accaduto ci obbliga a interrogarci seriamente sul clima culturale e spirituale del nostro tempo. Assistiamo sempre più a un processo di scristianizzazione e di desacralizzazione che avanza in maniera inquietante. Si perde il rispetto non solo per la fede, ma anche per i simboli religiosi, per ciò che rappresenta la storia, la tradizione e l'anima spirituale del nostro popolo. Ci chiediamo con amarezza: in che mondo stiamo vivendo? Come si può arrivare a colpire con tanta rabbia un'immagine della Madre di Dio, simbolo universale di tenerezza, pace e misericordia? Questo episodio non spegnerà però la nostra fede. Anzi, ci invita ancora di più a pregare, a testimoniare il Vangelo e a riscoprire il valore del sacro in una società che sembra voler cancellare Dio e ogni segno della Sua presenza. La Vergine Maria continuerà il suo cammino nelle famiglie della parrocchia. Continuerà a visitare i condomini, a entrare nelle case, a portare conforto e speranza. Perché l'odio e il vandalismo non avranno mai l'ultima parola sull'amore, sulla fede e sulla preghiera».
L'effigie della Vergine Maria, che da sedici anni entra nelle case e nei condomini della parrocchia come segno di preghiera, pace e benedizione, è stata brutalmente danneggiata. Ignoti hanno spezzato la mano della Vergine, sradicato l'immagine dalla base, infranto la corona del Santo Rosario e, con tale violenza, rotto persino il vetro del quadro posto dietro la statua.
Un episodio che, secondo la comunità parrocchiale, non rappresenta soltanto un atto vandalico contro un oggetto religioso, ma una ferita profonda al sentimento di fede condiviso da tante famiglie e fedeli
«È un atto che ferisce profondamente il cuore di tanti fedeli, di tante famiglie, di persone semplici che accolgono la Madonna nelle proprie case con devozione e speranza. È una ferita inferta al sentimento religioso di un'intera comunità», ha commentato la Parrocchia San Magno.
Sull'accaduto è intervenuto anche il parroco, Don Dino Cimadomo, che ha espresso dolore e preoccupazione per quanto avvenuto.
«Come parroco, sento il dovere di esprimere tutta la mia tristezza e il mio scoraggiamento davanti a quanto accaduto. In sedici anni di Peregrinatio Mariae, la Vergine Maria ha attraversato decine di condomini, entrando silenziosamente nelle case, portando conforto agli ammalati, speranza agli anziani, preghiera alle famiglie, raccogliendo lacrime, affidamenti, richieste di aiuto e di pace. Mai si era arrivati a un gesto così grave - aggiunge Don Dino Cimadomo, che prosegue con una riflessione sull'attualità - Quanto accaduto ci obbliga a interrogarci seriamente sul clima culturale e spirituale del nostro tempo. Assistiamo sempre più a un processo di scristianizzazione e di desacralizzazione che avanza in maniera inquietante. Si perde il rispetto non solo per la fede, ma anche per i simboli religiosi, per ciò che rappresenta la storia, la tradizione e l'anima spirituale del nostro popolo. Ci chiediamo con amarezza: in che mondo stiamo vivendo? Come si può arrivare a colpire con tanta rabbia un'immagine della Madre di Dio, simbolo universale di tenerezza, pace e misericordia? Questo episodio non spegnerà però la nostra fede. Anzi, ci invita ancora di più a pregare, a testimoniare il Vangelo e a riscoprire il valore del sacro in una società che sembra voler cancellare Dio e ogni segno della Sua presenza. La Vergine Maria continuerà il suo cammino nelle famiglie della parrocchia. Continuerà a visitare i condomini, a entrare nelle case, a portare conforto e speranza. Perché l'odio e il vandalismo non avranno mai l'ultima parola sull'amore, sulla fede e sulla preghiera».
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