Al via il cantiere di Palazzo Carcano, i dubbi dell'ex sindaco di Trani Luigi Riserbato

Partiti i lavori da 16,8 milioni di euro attesi da 25 anni. Ma Riserbato avverte: «Senza una valutazione aggiornata sui fabbisogni, rischia di non risolvere l'emergenza spazi»

martedì 20 gennaio 2026 16.04
A cura di Tonino Lacalamita
Dopo venticinque anni di attesa, rinvii e passaggi burocratici, si sblocca uno dei nodi cruciali dell'urbanistica e della giustizia tranese. Sono partiti ufficialmente oggi i lavori di completamento e riqualificazione di Palazzo Carcano, l'edificio adiacente al Tribunale destinato a diventare il nuovo polmone degli uffici giudiziari. Il cantiere, affidato all'impresa Cobar S.p.A. (Costruzioni Barozzi) di Altamura, avrà una durata prevista di 912 giorni. Un intervento imponente dal valore complessivo di 16,8 milioni di euro, reso possibile dal passaggio di proprietà avvenuto nel 2018 dal Comune all'Agenzia del Demanio (Stato).

Il Progetto: un "Tribunale-Museo"
L'obiettivo è ambizioso: recuperare un bene storico trasformandolo in una struttura moderna e funzionale. Con i suoi 4.500 metri quadrati su tre livelli, il progetto prevede l'adeguamento sismico, l'efficientamento energetico e, vera novità, la valorizzazione dell'area archeologica interna che sarà resa visitabile. L'idea è quella di un «tribunale-museo» che coniughi la solennità della funzione giudiziaria con la fruizione culturale.

L'intervento di Luigi Riserbato: "Basterà?"
A smorzare i toni trionfalistici, invitando a una riflessione più profonda sulla reale utilità strategica dell'opera, interviene Luigi Riserbato. Il già sindaco di Trani, pur riconoscendo la destinazione storica dell'immobile («prevista sin da quando venne acquistato dal Comune all'inizio degli anni 2000»), solleva un interrogativo tecnico e politico fondamentale: le nuove volumetrie saranno sufficienti a coprire il reale fabbisogno della giustizia tranese nel 2026? «Personalmente – dichiara Riserbato – non so se le superfici dell'ampliamento risolveranno tutti i problemi dell'attività giudiziaria, perché non esiste agli atti alcuna valutazione aggiornata della Conferenza Permanente presso il Tribunale». Secondo l'ex primo cittadino, mancherebbe un passaggio fondamentale: un'analisi recente che metta in relazione i nuovi spazi di Palazzo Carcano con le criticità attuali. Riserbato punta il dito su due aspetti specifici: l'uso attuale di immobili «forse non adeguati» e, soprattutto, la dispersione degli archivi distaccati in zona industriale, fattori che incidono pesantemente sulla logistica quotidiana.

La sfida per la prossima amministrazione
La questione, dunque, non è solo edilizia ma organizzativa. L'intervento di Riserbato si chiude con uno sguardo al futuro amministrativo della città e una stoccata sull'attuale mancanza di concertazione. «Sarà senz'altro uno dei temi da affrontare seriamente dalla prossima amministrazione – conclude Riserbato – in stretta collaborazione con l'Autorità Giudiziaria e con l'Ordine degli Avvocati. Passaggi che sembrano non avvenuti, a meno che non siano stati secretati». Mentre le gru si mettono in moto in piazza Re Manfredi, resta aperta la domanda: Palazzo Carcano sarà la soluzione definitiva o solo una bellissima, costosa, parziale risposta a un problema molto più grande?