"Altro che fatalità, ecco le prove dell'inerzia". L'agronomo Guerra apre l'archivio: perizie ignorate e articoli di giornale che annunciavano il taglio già nel 2021 e 2023

L'esperto, presente alle indagini sulla stabilità della palma caduta in Piazza Libertà del 2020, pubblica un lungo dossier su Facebook

lunedì 12 gennaio 2026 20.25
A cura di Tonino Lacalamita
L'esperto, presente alle indagini sulla stabilità della palma caduta in Piazza Libertà del 2020, pubblica un lungo dossier su Facebook. Non è solo uno sfogo, è un vero e proprio dossier probatorio quello che l'agronomo Giovanni Guerra ha affidato ad un lungo post sulla sua pagina Facebook. L'esperto, che premette di aver eseguito in carriera "circa 80.000 valutazioni di stabilità", interviene per smontare la narrazione della "fatalità" e lo fa con un'arma inoppugnabile: la memoria documentale. Guerra non parla dall'esterno, ma dall'interno della vicenda. Come lui stesso evidenzia citando testualmente la perizia dello Studio Verde di Torino del 23 ottobre 2020: "alle indagini hanno assistito i colleghi Dott. Agr. Vincenzo Betti e il Dott. Agr. Giovanni Guerra, delegato della ditta appaltatrice". Ero lì, dice in sostanza Guerra, quando cinque anni fa si scrisse nero su bianco che la palma aveva una "propensione al cedimento 4 su 4" (molto probabile) e conseguenze "severe".

Ma l'agronomo fa di più: ricostruisce la storia dell'inerzia amministrativa attraverso gli articoli della stampa locale, dimostrando come la politica sapesse tutto da anni. L'accusa finale: bambini e luminarie sotto il pericolo - La conclusione del post è un atto d'accusa durissimo verso la gestione della pubblica incolumità nelle ore precedenti il crollo. Guerra sottolinea come, nonostante l'ok definitivo all'abbattimento fosse arrivato a fine dicembre (come da comunicato del Comune), la piazza non sia stata chiusa. "Ci rendiamo conto di quello che si afferma?", scrive l'agronomo. "Sotto una palma pericolosa, a rischio di imminente schianto, si consentono eventi come il presepe e, ancora più grave, la manifestazione del 6 gennaio 2026 con bambini per la distribuzione delle calze... o si consente di attaccare fili delle luminarie, tra l'altro in favore di inclinazione". La chiosa di Guerra spazza via ogni giustificazione burocratica: "Altro che fatalità. Trattasi di non avere impedito un evento che si aveva l'obbligo e potere di impedire".