Amet, attacco frontale di De Toma a Corrado e Nugnes
Al consigliere: «Situazione disastrosa ereditata dal vecchio amministratore». Dura critica all'attuale presidente: «Sta assumendo un atteggiamento di ostruzionismo»
martedì 10 settembre 2013
12.59
Botta e risposta nel Pdl sul caso Amet. Alle criticità manifestate da Beppe Corrado, risponde Pasquale De Toma che invita il suo collega di partito a incontrare nuovamente l'attuale amministratore delegato ed a confrontarsi con lui sulle problematiche ereditate e sull'attività svolta in questi mesi dall'attuale management.
«Leggo e mi compiaccio – scrive De Toma - dell'interessamento del collega consigliere comunale del PdL Giuseppe Corrado sulle vicende che riguardano l'Amet alla luce dello stato di agitazione proclamato dalle rappresentanze sindacali aziendali, come si è spesso verificato durante il management di Savino De Toma che ha preceduto l'attuale amministratore delegato. Mi risulta, fra l'altro, che gli stessi siano stati già convocati dal nuovo amministratore delegato, Maurizio di Pantaleo, per chiarire e risolvere le problematiche evidenziate».
Ciò che De Toma non condivide sono le critiche mosse da Corrado all'attuale Consiglio d'amministrazione («Azienda ferma, cinque mesi trascorsi inutilmente»). «All'indomani dell'approvazione del bilancio consuntivo di Amet per il 2012 – dice De Toma - Di Pantaleo evidenziò la situazione disastrosa nella quale aveva ereditato l'azienda alla luce di una perdita di circa due milioni e mezzo di euro, elencando quali potevano essere le strade per un risanamento ed un rilancio di Amet. Ciò avvenne in un incontro politico al quale partecipò lo stesso consigliere Corrado. Non ricordo di aver mai incontrato il precedente amministratore delegato, Savino De Toma, né di aver avuto mai contezza della sua attività all'interno di Amet, ad eccezione di una consulenza per l'espletamento delle gare di poco sotto i 50.000 euro che avrebbe affidato ad un consulente esterno. Come mai il collega Corrado solo ora evidenzia una serie di criticità? Come mai solo ora si preoccupa di una situazione esplosiva di Amet, dei problemi legati ai parcheggi, ai traporti, alla darsena? Perché non ha posto gli stessi quesiti al vecchio amministratore delegato?».
Da qui l'invito ad un nuovo incontro fra Corrado e Di Pantaleo: «Così facendo – spiega De Toma – il consigliere Corrado verrà a sapere dello stato di apnea in cui ha trovato l'azienda, quasi completamente ferma nel recupero dei crediti aziendali nei confronti non solo degli utenti privati ma anche nei confronti dei traider che sfruttano la rete di distribuzione della quale Amet è titolare. Corrado inoltre verrà a saper della conseguente azione di sprone nei confronti dell'ufficio commerciale e dell'ufficio legale che hanno finalmente attivato una seria, continua e concreta azione di recupero crediti, primo passo verso una successiva azione d'investimenti specialmente sulle linee elettriche le cui criticità vanamente erano state sottoposte al precedente management di Amet e che sono state la causa dei black out estivi. Corrado verrà a sapere che, dopo immemorabile tempo, è stata avviata e portata a termine l'importante fase di riconciliazione con il socio, il Comune di Trani, delle partite creditorie e debitorie per i servizi forniti (trasporti, energia, darsena) con un saldo attivo per l'Amet, a quanto mi è dato sapere, di circa 2 milioni di euro. Inoltre verrà a sapere degli innumerevoli finanziamenti persi ed ancor più di quelli ai quali Amet aveva avuto accesso e che forse per volontà di qualcuno non sono stati poi utilizzati, verrà sicuramente a sapere degli innumerevoli sforzi compiuti nei confronti del personale per poter rilanciare i settori parcheggi, darsena ed elettrico arrivando in ultimo alla decisione di avocare a se il settore delle gare per poter far partire immediatamente le consequenziali procedure. Ci sono urgenze come quella dei parcometri al fine di far produrre in maniera importante il settore dei parcheggi e prima fra tutte, appena sarà pronto il progetto definitivo, quella per lo spostamento dei sotto servizi della statale Trani-Andria, sulla quale, vorrei ricordare a qualcuno, continuano a verificarsi incidenti purtroppo a volte mortali e a proposito della quale mi piacerebbe sapere dal precedente management, perché l'Amet, a detta della Provincia, fosse in forte ritardo per quello che le competeva».
Infine, De Toma critica l'operatore dell'attuale presidente, Renato Nugnes (Puglia prima di tutto): «Concordo con il collega – dice - quando parla del ruolo del presidente, che, non solo ci riferiscono essere spesso assente, sicuramente per impegni lavorativi, ma a quanto mi è dato sapere, svolge un ruolo diverso da quello che a mio parere dovrebbe essere e cioè di collaborazione attiva per il rilancio dell'azienda, bensì avrebbe intrapreso un atteggiamento di ostruzionismo continuo nei confronti dell'amministratore delegato, interrompendo e quindi sospendendo in più di un'occasione i Cda, con i tre dipendenti comunali in varie occasioni disorientati di fronte a simili atteggiamenti ed ai quali va tutta la mia solidarietà soprattutto perché, voglio ricordarlo e rimarcarlo, svolgono il loro ruolo a costo zero. Sono certo che l'amministratore delegato, Maurizio di Pantaleo, stia lavorando in scienza e coscienza per il bene della azienda, sono sicuro che continuerà a farlo nel pieno rispetto della fiducia che il sindaco ha riposto in lui ed infine mi auguro che tutto il Cda di Amet intraprenda una azione sinergica mirata unicamente al rilancio della azienda ex municipalizzata che appartiene a tutti noi cittadini di Trani».
«Leggo e mi compiaccio – scrive De Toma - dell'interessamento del collega consigliere comunale del PdL Giuseppe Corrado sulle vicende che riguardano l'Amet alla luce dello stato di agitazione proclamato dalle rappresentanze sindacali aziendali, come si è spesso verificato durante il management di Savino De Toma che ha preceduto l'attuale amministratore delegato. Mi risulta, fra l'altro, che gli stessi siano stati già convocati dal nuovo amministratore delegato, Maurizio di Pantaleo, per chiarire e risolvere le problematiche evidenziate».
Ciò che De Toma non condivide sono le critiche mosse da Corrado all'attuale Consiglio d'amministrazione («Azienda ferma, cinque mesi trascorsi inutilmente»). «All'indomani dell'approvazione del bilancio consuntivo di Amet per il 2012 – dice De Toma - Di Pantaleo evidenziò la situazione disastrosa nella quale aveva ereditato l'azienda alla luce di una perdita di circa due milioni e mezzo di euro, elencando quali potevano essere le strade per un risanamento ed un rilancio di Amet. Ciò avvenne in un incontro politico al quale partecipò lo stesso consigliere Corrado. Non ricordo di aver mai incontrato il precedente amministratore delegato, Savino De Toma, né di aver avuto mai contezza della sua attività all'interno di Amet, ad eccezione di una consulenza per l'espletamento delle gare di poco sotto i 50.000 euro che avrebbe affidato ad un consulente esterno. Come mai il collega Corrado solo ora evidenzia una serie di criticità? Come mai solo ora si preoccupa di una situazione esplosiva di Amet, dei problemi legati ai parcheggi, ai traporti, alla darsena? Perché non ha posto gli stessi quesiti al vecchio amministratore delegato?».
Da qui l'invito ad un nuovo incontro fra Corrado e Di Pantaleo: «Così facendo – spiega De Toma – il consigliere Corrado verrà a sapere dello stato di apnea in cui ha trovato l'azienda, quasi completamente ferma nel recupero dei crediti aziendali nei confronti non solo degli utenti privati ma anche nei confronti dei traider che sfruttano la rete di distribuzione della quale Amet è titolare. Corrado inoltre verrà a saper della conseguente azione di sprone nei confronti dell'ufficio commerciale e dell'ufficio legale che hanno finalmente attivato una seria, continua e concreta azione di recupero crediti, primo passo verso una successiva azione d'investimenti specialmente sulle linee elettriche le cui criticità vanamente erano state sottoposte al precedente management di Amet e che sono state la causa dei black out estivi. Corrado verrà a sapere che, dopo immemorabile tempo, è stata avviata e portata a termine l'importante fase di riconciliazione con il socio, il Comune di Trani, delle partite creditorie e debitorie per i servizi forniti (trasporti, energia, darsena) con un saldo attivo per l'Amet, a quanto mi è dato sapere, di circa 2 milioni di euro. Inoltre verrà a sapere degli innumerevoli finanziamenti persi ed ancor più di quelli ai quali Amet aveva avuto accesso e che forse per volontà di qualcuno non sono stati poi utilizzati, verrà sicuramente a sapere degli innumerevoli sforzi compiuti nei confronti del personale per poter rilanciare i settori parcheggi, darsena ed elettrico arrivando in ultimo alla decisione di avocare a se il settore delle gare per poter far partire immediatamente le consequenziali procedure. Ci sono urgenze come quella dei parcometri al fine di far produrre in maniera importante il settore dei parcheggi e prima fra tutte, appena sarà pronto il progetto definitivo, quella per lo spostamento dei sotto servizi della statale Trani-Andria, sulla quale, vorrei ricordare a qualcuno, continuano a verificarsi incidenti purtroppo a volte mortali e a proposito della quale mi piacerebbe sapere dal precedente management, perché l'Amet, a detta della Provincia, fosse in forte ritardo per quello che le competeva».
Infine, De Toma critica l'operatore dell'attuale presidente, Renato Nugnes (Puglia prima di tutto): «Concordo con il collega – dice - quando parla del ruolo del presidente, che, non solo ci riferiscono essere spesso assente, sicuramente per impegni lavorativi, ma a quanto mi è dato sapere, svolge un ruolo diverso da quello che a mio parere dovrebbe essere e cioè di collaborazione attiva per il rilancio dell'azienda, bensì avrebbe intrapreso un atteggiamento di ostruzionismo continuo nei confronti dell'amministratore delegato, interrompendo e quindi sospendendo in più di un'occasione i Cda, con i tre dipendenti comunali in varie occasioni disorientati di fronte a simili atteggiamenti ed ai quali va tutta la mia solidarietà soprattutto perché, voglio ricordarlo e rimarcarlo, svolgono il loro ruolo a costo zero. Sono certo che l'amministratore delegato, Maurizio di Pantaleo, stia lavorando in scienza e coscienza per il bene della azienda, sono sicuro che continuerà a farlo nel pieno rispetto della fiducia che il sindaco ha riposto in lui ed infine mi auguro che tutto il Cda di Amet intraprenda una azione sinergica mirata unicamente al rilancio della azienda ex municipalizzata che appartiene a tutti noi cittadini di Trani».