Amet, Corrado replica a De Toma: «Io c’ero in passato e tu con me»

E Tortosa (Udc) suggerisce di vendere a privati il 49% delle quote. Intanto il clima in maggioranza inizia a diventare pesante

martedì 10 settembre 2013 17.57
«Evidentemente nell'ultimo periodo sono diventato colui il quale alimenta le polemiche. Ringrazio di vero cuore l'amico e consigliere di lungo corso Pasquale De Toma per l'invito che mi ha rivolto ma lo ritengo inutile. Leggo con piacere che lui è molto ben informato e conosce meglio di me lo stato attuale e passato dell'Amet. Secondo lui è tutta colpa di chi c'era prima. Bene, nel recente passato ero in amministrazione come lo era lui e come quasi il 90% degli attuali consiglieri e assessori». Beppe Corrado, attraverso Facebook, risponde immediatamente a Pasquale De Toma in una guerra di parole tutta interna al Pdl.

«Mi sono sempre assunto le responsabilità politiche – scrive Corrado - e ho messo sempre la mia faccia senza mai nascondermi a differenza di tanta altra gente. Ormai un leit motiv di questo ultimo anno e mezzo è sempre quello di scaricare le responsabilità sul passato, dando la colpa a tizio e caio e dimenticando che tizio e caio facevano parte della stessa amministrazione. Sono stufo di queste polemiche sterili, sono stufo di attacchi personali che non producono nulla. Ad oggi non ho ancora ascoltato un'idea sulle aziende, una idea sulla città. Solo polemiche».

A dire il vero una proposta sul futuro di Amet arriva dall'Udc e da Giuseppe Tortosa: «La situazione attuale della nostra ex municipalizzata Amet non fa altro che avvalorare la mia tesi: la vendita del 49% dell'azienda ai privati risolverebbe molti problemi sia interni che di tipo monetario. L'azienda fino a qualche anno fa possedeva svariati milioni di euro di attivo, adesso passa un periodo poco felice e questo la dice lunga sul trend aziendale. Mi chiedo quindi se per la cittadinanza abbia più importanza la diatriba politica o vedere l'azienda al pieno della sua efficienza. Allora sarebbe il caso, visto che l'azione politica non ha prodotto altro che risultati come quelli che stiamo leggendo, di vendere l'azienda ai privati. Non solo porterebbe nuova linfa ad Amet, ma svecchierebbe parte dell'azienda con nuovi prodotti all'avanguardia come è giusto che sia».