«Amet, il Comune ha perso 2,5 milioni di euro»

Il Pd analizza il bilancio della ex municipalizzata

lunedì 16 settembre 2013 16.25
Il Partito Democratico analizza il bilancio di Amet e grida allo scandalo per circa 2,5 milioni di euro, soldi di cui il Comune era creditore e adesso ritenuti prescritti dall'azienda.

«Qualche settimana fa – scrivono il capogruppo Mimmo De Laurentis e il segretario Maurizio Di Palma - ci eravamo posti tante domande sul risultato di bilancio di Amet. Oggi, leggendolo, abbiamo appreso che l'Amet ha ritenuto di considerare ormai prescritti 2 milioni e 380 mila euro mai reclamati dal Comune di Trani. Il Comune di Trani era creditore di circa 2,5 milioni di euro per dividendi maturati alcuni anni fa, quando Amet chiudeva ancora in attivo, ma, poiché non li ha reclamati per tempo, ora, secondo l'Amet, non può più richiederli. Una curiosità è che il precedente del CdA di Amet ha adottato questa decisione nella seduta del 23 maggio 2012, proprio nel mentre il sindaco Tarantini terminava il mandato e Riserbato lo cominciava. Altra curiosità rilevata è che al 31 dicembre del 2012, nel bilancio del Comune, i dividendi risultano invece ancora da incassare. È possibile che nessuno sapesse che erano stati dichiarati prescritti?».

«Gli amministratori della società pubblica – proseguono i due esponenti del Partito Democratico - sicuramente rivendicheranno pubblicamente di aver alleggerito il carico dei debiti sociali mentre gli amministratori comunali, dal canto loro, attribuiranno la responsabilità di questa mancata riscossione all'amministrazione precedente. La verità, tuttavia, è che il Comune, stando a quanto sostiene l'Amet, ha perso circa 2,5 milioni che avrebbe potuto destinare per scopi di pubblica utilità o, magari, per evitare di appesantire il carico fiscale con il recente inasprimento dell'Imu e della Tarsu. Allora, c'è da chiedersi chi abbia scelto di non incassare quei soldi e quindi di destinarli all'Amet, senza dare conto alla città di questa determinazione e quando pensavano di informare il Consiglio comunale. E c'è da chiedersi perché debbano essere sempre i cittadini a dover ripianare i debiti rinvenienti dalle gestioni societarie dei suoi amministratori. A noi non resta che prendere atto di un ulteriore esempio di pessima gestione del denaro pubblico in questa città. Il Comune ha perso quasi 2 milioni e mezzo di euro, ricordiamocelo alla prossima stretta fiscale».