AMET Trani, l’ultimo atto di Bottaro: «Nessun disastro, solo sciacallaggio elettorale. Non sarò il capro espiatorio di nessuno»

Bottaro attacca il comunicato della Presidente Caputo e mette alle strette la sua maggioranza: fiducia sul bilancio o dimissioni per gli assessori che guardano altrove

giovedì 12 marzo 2026 20.25
A cura di Tonino Lacalamita
In un clima di tensione elettrica, con il Palazzo di Città stretto tra le scadenze del PNRR e l'imminente apertura dei comizi elettorali, il Sindaco Amedeo Bottaro ha tenuto nel pomeriggio di oggi una conferenza stampa per una "operazione verità". Non è stata solo una conferenza tecnica su AMET, la storica partecipata tranese che eroga servizi energetici, ma un vero e proprio atto politico di difesa del proprio operato e di accusa verso i "centri di potere" che, a suo dire, ostacolano da anni la crescita dell'azienda. Bottaro si presenta non come un sindaco al tramonto, ma come un "garante" che rifiuta di svendere il futuro della città per calcoli elettorali dell'ultimo minuto.

Il Sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, quindi rompe il silenzio e lo fa con la forza di chi, a 60 giorni dal voto, sente di non aver più nulla da perdere se non la propria onestà intellettuale. La conferenza stampa in Sala Giunta è un fiume in piena: dalla difesa del Collegio Sindacale di AMET all'attacco frontale contro chi paventa la perdita dei fondi PNRR, fino alla gestione di una maggioranza che definisce "delegittimata" se non manterrà il patto di fine mandato.

Il "caso" AMET: «Nessun complotto, solo professionisti che scelgono la carriera»
Bottaro esordisce smontando la narrazione del "complotto" dietro le dimissioni a catena nel CdA di AMET. Per il Primo Cittadino, non c'è nessuna strategia occulta, ma la semplice difficoltà di conciliare ruoli tecnici gravosi con le professioni private degli ormai ex amministratori: "Si tratta in entrambi i casi assolutamente di dimissioni che non hanno dietro chissà quale piano strategico da parte del Sindaco... l'Avvocato Di Pace voleva lasciare da mesi, gliel'ho pregato di andare avanti perché avrei voluto evitare questa conferenza stampa."

Il rifiuto delle nomine: «Rispetto la città, non lascerò poltrone in eredità»
Il passaggio più critico riguarda la richiesta della Presidente Caputo di ricomporre il plenum dell'organo amministrativo. Bottaro è categorico: a due mesi dal voto, nominare un nuovo Amministratore Delegato sarebbe un atto di arroganza politica: "A due mesi dal mandato non faccio nomine... la città tra 60 giorni potrebbe eleggere il nuovo Sindaco che ha tutti i poteri di nominare il nuovo CDA. Non posso nominare un amministratore delegato che per legge deve durare un anno e quindi per un anno se lo dovrà 'propinare' il prossimo Sindaco." Per il Sindaco, chi urla allo "stallo" dice il falso. La tesi è chiara: l'azienda può e deve essere gestita temporaneamente dal Collegio Sindacale, come già accaduto per sei mesi tra il 2023 e il 2024: "L'Amet è andata avanti anche con ottimi risultati per ben sei mesi con un collegio sindacale... il primo organo che ha approvato il PNRR è stato il collegio sindacale, non è stato un CDA."

Il PNRR e il "Capro Espiatorio"
Sulla possibile perdita dei milioni di euro legati ai finanziamenti europei, Bottaro non accetta lezioni e rispedisce le accuse al mittente, sottolineando che la gestione tecnica dei bandi è in mano ai dirigenti e ai RUP, non alla politica: "Se i finanziamenti l'Amet li perde, li perderà perché qualcuno in Amet non ha fatto quello che avrebbe dovuto fare, non è colpa del Sindaco... non faccio il capo espiatorio di nessuno."

L'attacco ai "poteri forti" dell'azienda
In uno dei momenti più tesi, Bottaro affronta il tema del clima "pesante" all'interno di AMET. Invitato a chiarire le sue parole sui dipendenti, il Sindaco corregge il tiro ma punta il dito contro la tecnostruttura storica: "L'unica variabile che non varia sono le figure apicali di Amet... ho invitato a domandare se per caso non ci fosse anche una responsabilità di chi non fa lavorare serenamente i vari CDA che si sono susseguiti nel tempo." Il Sindaco definisce AMET il suo "tallone d'Achille", ammettendo di non essere riuscito a scardinare certi centri di potere consolidati in trent'anni.

La sfida alla Giunta: «Votate il bilancio o andate via»
Infine, lo sguardo si sposta sulla politica pura. Con alcuni assessori della sua giunta già "avvistati" a sostegno di altri candidati sindaci, Bottaro pone una questione di fiducia sul bilancio consultivo: "Se non lo voti... ha una valenza politica. Se è una valenza politica, quegli assessori si dovranno alzare dalla giunta. Sto ponendo la fiducia sul bilancio consultivo: assolutamente sì."

Amedeo Bottaro chiude la conferenza stampa con la postura di un capitano che intende portare la nave in porto, nonostante l'equipaggio stia già cercando scialuppe di salvataggio. La sua difesa di AMET è una scommessa sulla legalità e sul "bon ton" istituzionale: lasciare al suo successore una tavola rasa su cui costruire, evitando di blindare poltrone per i propri fedelissimi. Tuttavia, resta l'ombra di un'azienda che lui stesso definisce "ostile", un cuore pulsante della città che sembra aver battuto, per undici anni, a un ritmo diverso da quello del suo Sindaco. La palla passa ora alla città, la domanda è lì in attesa di risposta: sarà la gestione ordinaria del Collegio Sindacale a traghettare Trani verso il nuovo corso oppure lo stallo paventato dalla Presidente Caputo diventerà una profezia che si auto avvera? Le elezioni si avvicinano inesorabilmente ed Il primo Cittadino ha deciso di arrivarci senza indossare maschere.