Amministrative 2015, si voterà oppure no?
Le elezioni, date per certe, devono affrontare uno scoglio fondamentale
martedì 24 febbraio 2015
6.38
Il fine settimana ha portato in dono ben due candidati alla poltrona di sindaco di Trani (Antonella Papagni del Movimento 5 Stelle e Carlo Laurora), ma, inaspettatamente, potrebbe essere impossibile votarli. Loro come gli altri. A deciderlo, l'arrivo del decreto di scioglimento del Consiglio Comunale. Il documento è necessario per ufficializzare la posizione del commissario Iaculli e per confermare le votazioni nella prossima primavera.
Per partecipare all'Election Day 2015, previsto probabilmente per domenica 17 maggio 2015, con una piccola eventualità di posticipo per la settimana seguente (quella del 24 maggio), manca molto poco: già in giornata sarebbe previsto l'arrivo dell'atteso documento, in mancanza del quale la città andrebbe verso un commissariamento più corposo, con la possibilità di acclarare anche qualche situazione sospetta obiettivo dell'indagini a oggi.
Sull'argomento si aspettano chiarimenti proprio dagli enti locali, che dovrebbero essere il tramite verso il Ministero dell'Interno, responsabile principale di quel decreto. Trani, ormai già inoltratasi in campagna elettorale, potrebbe subire un brusco risveglio. Come quello di candidati che, nello spendere il proprio nome, hanno già investito qualche soldino nelle campagne di comunicazione.
Per partecipare all'Election Day 2015, previsto probabilmente per domenica 17 maggio 2015, con una piccola eventualità di posticipo per la settimana seguente (quella del 24 maggio), manca molto poco: già in giornata sarebbe previsto l'arrivo dell'atteso documento, in mancanza del quale la città andrebbe verso un commissariamento più corposo, con la possibilità di acclarare anche qualche situazione sospetta obiettivo dell'indagini a oggi.
Sull'argomento si aspettano chiarimenti proprio dagli enti locali, che dovrebbero essere il tramite verso il Ministero dell'Interno, responsabile principale di quel decreto. Trani, ormai già inoltratasi in campagna elettorale, potrebbe subire un brusco risveglio. Come quello di candidati che, nello spendere il proprio nome, hanno già investito qualche soldino nelle campagne di comunicazione.