Amministrative 2026, Fabrizio Ferrante: “Il PD deve guidare la coalizione. Io candidato? Deciderà il partito”

Il Vice Sindaco rompe il silenzio: unità interna, responsabilità politica e rapporto con la città al centro della sfida verso il 24 maggio

venerdì 20 febbraio 2026 16.25
A cura di Tonino Lacalamita
A poco più di novanta giorni dalle elezioni amministrative del 24 maggio 2026, il centrosinistra tranese è chiamato a sciogliere il nodo più delicato: la scelta del candidato sindaco. In questo scenario si inserisce l'intervista esclusiva rilasciata dall'avvocato Fabrizio Ferrante, Vice Sindaco della Città di Trani, che affronta senza reticenze i temi caldi del momento: il ruolo del Partito Democratico, il clima interno e la sua possibile candidatura a Primo Cittadino. Ferrante non si sottrae al confronto, ma mantiene una linea prudente. "C'è un tavolo aperto tra i partiti del centrosinistra – spiega – e come iscritto al Partito Democratico mi rimetto alle valutazioni che verranno fatte negli organismi di partito". Nessuna investitura ufficiale, dunque, ma neppure un passo indietro.

Il PD, la responsabilità della guida, il clima interno e il rischio divisioni
Il punto politico più netto riguarda il ruolo del Partito Democratico. Per Ferrante non è solo una questione di primogenitura, ma di responsabilità. "Tutti riconoscono al PD il diritto e il dovere di guidare la coalizione, non solo dal punto di vista politico ma anche nei numeri, con una lista forte e competitiva. Le coalizioni di centrosinistra che hanno vinto negli ultimi anni lo hanno fatto con un Partito Democratico forte, primo partito della coalizione". Il messaggio è chiaro: la leadership del centrosinistra deve partire da un PD solido e coeso. Senza questa condizione, qualsiasi candidatura rischia di nascere fragile. Sulle tensioni interne, invece, Ferrante evita allarmismi ma non nega le difficoltà. "Quando si lavora in un clima sereno e concorde, il Partito Democratico è forte e raggiunge risultati che magari il giorno prima sembravano impossibili. Le difficoltà arrivano quando manca unità di intenti". Il riferimento alle esperienze passate è esplicito: le divisioni hanno prodotto sconfitte. Per questo, sottolinea, l'impegno deve essere quello di evitare fratture e "fughe in avanti" che possano compromettere la compattezza del partito.

La candidatura: disponibilità senza forzature ed il rapporto con la città
Ferrante non formalizza la propria corsa. "In questo momento sarebbe ingiusto parlare di nomi. Le decisioni spettano agli organismi di partito". Tuttavia, il suo profilo resta tra quelli considerati in pole position. L'esperienza amministrativa, il ruolo istituzionale e il radicamento nel partito lo rendono uno dei nomi più accreditati nel dibattito interno. Sul piano personale, il Vice Sindaco rivendica un impegno totale nell'attività amministrativa. "Ho praticamente annullato la mia vita professionale. Amministrare significa mettersi a disposizione ogni giorno, con senso di responsabilità, sacrificando anche aspetti familiari". Ferrante riconosce le difficoltà legate alla gestione della macchina comunale: bisogni crescenti, risorse limitate, complessità normative. "Non sempre puoi fare tutto quello che vorresti, anche se lo desideri con il cuore e con la testa". Cita anche alcuni sondaggi commissionati da testate giornalistiche che lo indicano come il candidato più apprezzato nell'area di centrosinistra, pur precisando che si tratta solo di indicazioni. "La percezione della gente è di conoscenza e fiducia. Questo mi dà soddisfazione".

"Sono un uomo di partito". La sfida dei prossimi mesi
Ferrante ricorda di aver già rinunciato in passato a candidature importanti – regionali e nazionali – per garantire equilibrio interno. "Sono un uomo di partito. L'ho dimostrato tante volte". Una dichiarazione che pesa nell'attuale fase politica: la sua eventuale candidatura, lascia intendere, non sarebbe una scelta personale ma una decisione maturata nel rispetto delle dinamiche collettive. L'intervista restituisce l'immagine di un dirigente che punta sull'unità come condizione imprescindibile per la vittoria. La partita non si gioca soltanto sul nome del candidato, ma sulla capacità del Partito Democratico di presentarsi compatto e trainante. Il conto alla rovescia verso il 24 maggio 2026 è iniziato. Il centrosinistra dovrà decidere in tempi brevi. A poco più di novanta giorni dalle elezioni amministrative del 24 maggio 2026, il centrosinistra tranese è chiamato a sciogliere il nodo più delicato: la scelta del candidato sindaco. In questo scenario si inserisce l'intervista esclusiva rilasciata dall'avvocato Fabrizio Ferrante, Vice Sindaco della Città di Trani, che affronta senza reticenze i temi caldi del momento: il ruolo del Partito Democratico, il clima interno e la sua possibile candidatura a Primo Cittadino. Ferrante non si sottrae al confronto, ma mantiene una linea prudente. "C'è un tavolo aperto tra i partiti del centrosinistra – spiega – e come iscritto al Partito Democratico mi rimetto alle valutazioni che verranno fatte negli organismi di partito". Nessuna investitura ufficiale, dunque, ma neppure un passo indietro.

Le prossime settimane saranno decisive. Il centrosinistra è chiamato a trasformare il confronto interno in una sintesi politica capace di parlare alla città con chiarezza e credibilità. La scelta del candidato non sarà solo una questione di nomi, ma di visione, metodo e capacità di tenere insieme una coalizione che ambisce a governare ancora. Fabrizio Ferrante si muove su una linea di equilibrio, senza fughe in avanti da parte di alcuno e rivendicazione del ruolo centrale del Partito Democratico, con richiamo costante all'unità. La sua posizione è chiara: senza un PD forte e coeso non può esserci una coalizione vincente. Ora la parola passa al partito e al tavolo del centrosinistra. Il tempo stringe, il 24 maggio si avvicina, e Trani attende di conoscere chi guiderà la prossima sfida elettorale.