Angela Mercorio "Trani 2035", il civismo alza la voce
Presentata in Biblioteca la candidatura a Sindaco: «La bellezza va governata per far esplodere la città»
domenica 22 febbraio 2026
18.33
Mentre i partiti tradizionali, a destra come a sinistra, sono ancora impegnati in tavoli di confronto senza un nome condiviso per la corsa a Palazzo di Città, a Trani il civismo compie un passo deciso in avanti. Nella serata del 20 febbraio, alla Biblioteca comunale, Angela Mercorio ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco sostenuta dal movimento RispettiAMO Trani e da una rete di liste civiche tematiche presentando alla città un progetto politico strutturato e già delineato nei dettagli. Non un semplice annuncio, ma una dichiarazione programmatica chiara: il civismo si propone come alternativa concreta alle logiche di partito, rivendicando libertà, competenza e visione strategica.
Mercorio ha aperto l'incontro con un ringraziamento alla squadra di professionisti che ha contribuito alla stesura del programma. «Non vi chiedo una fiducia cieca, ma una fiducia consapevole», ha detto, sottolineando il lavoro collettivo e la volontà di costruire un percorso decennale per la città. Il piano si chiama "Trani 2035" e nasce da un'idea chiave: governare la bellezza. «La bellezza, se non è governata, non crea futuro. Se invece è amministrata con metodo e visione diventa lavoro, reputazione, qualità della vita». Il progetto si sviluppa su due binari: l'ordinario – manutenzione, verde pubblico, sicurezza, illuminazione – e lo straordinario, ossia una strategia di posizionamento nazionale e internazionale.
Al centro della visione c'è l'identità di Trani come città del diritto e del Mediterraneo. Mercorio ha proposto la creazione di una Cittadella Mediterranea del Diritto, un polo permanente dedicato al diritto del mare, commerciale ed europeo, in collaborazione con università e centri di ricerca. Scuole estive, master brevi e stage dovrebbero portare in città 150-200 presenze settimanali fuori stagione, con ricadute dirette sull'economia locale. Accanto al diritto, cultura e cucina diventano asset economici. Annunciato il primo Festival della Cucina e dei Prodotti Locali: non una sagra, ma un'esperienza sensoriale strutturata, con chef pugliesi e ospiti internazionali, filiera corta e workshop tematici.
Ampio spazio al tema della mobilità intelligente: potenziamento del trasporto pubblico locale, navette elettriche, pensiline moderne e un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile con obiettivi misurabili di riduzione del traffico. Tra le proposte più ambiziose, la realizzazione di parcheggi interrati pubblici strategici. «Quando dicono che non si può fare, si nascondono dietro la burocrazia», ha affermato, rivendicando studi preliminari e possibili finanziamenti europei e partenariati pubblico-privati.
Definita la "punta di diamante" del programma, la Cittadella dell'istruzione dovrebbe integrare scuole, polo universitario, strutture sportive e servizi in un unico campus in area periferica. A questo si affiancherebbe una scuola internazionale di alta formazione turistica e un bando annuale "Vivi Trani" per attrarre digital nomadi, ricercatori e creativi, chiamati a diventare ambasciatori della città. L'obiettivo dichiarato è fermare l'emorragia di giovani talenti: «Deve essere una scelta restare, non un obbligo andare via».
Forte l'attenzione alle periferie: «Non possono esistere quartieri di serie A e di serie B». Previsti nuovi poli culturali, una seconda biblioteca comunale, infrastrutture sportive e un rafforzamento del dialogo con ARCA per l'emergenza abitativa. Sul fronte sanitario, Mercorio ha escluso promesse irrealistiche sul ritorno dell'ospedale, ma ha parlato di alternative concrete, come la possibilità di attrarre un polo oncologico di livello internazionale, lamentando la mancanza di progettualità negli anni passati.
Il piano stima, entro 3-5 anni, un aumento del 20-30% della permanenza media turistica e la creazione di 300-500 posti di lavoro diretti e indiretti. «Numeri prudenziali, basati su modelli reali», ha precisato. Sul tema delle risorse, la candidata ha citato fondi europei, nazionali e regionali, oltre al project financing. «Non è vero che non si può fare. È che spesso non si vuole fare».
Il messaggio finale è stato netto: no al turismo "usa e getta", no agli eventi senza visione, no alle promesse vuote. Sì a cultura come lavoro, sì a bellezza governata, sì a una cittadinanza attiva. «Io ho scelto di restare a Trani quando avrei potuto andare altrove. È la mia dichiarazione d'amore alla città», ha concluso tra gli applausi. «La bellezza non basta. Va governata. E deve creare lavoro, dignità e futuro». Con "Trani 2035", il civismo prova così a rompere gli equilibri di una campagna elettorale ancora in cerca di candidati ufficiali nei partiti tradizionali. La sfida è lanciata.
Mercorio ha aperto l'incontro con un ringraziamento alla squadra di professionisti che ha contribuito alla stesura del programma. «Non vi chiedo una fiducia cieca, ma una fiducia consapevole», ha detto, sottolineando il lavoro collettivo e la volontà di costruire un percorso decennale per la città. Il piano si chiama "Trani 2035" e nasce da un'idea chiave: governare la bellezza. «La bellezza, se non è governata, non crea futuro. Se invece è amministrata con metodo e visione diventa lavoro, reputazione, qualità della vita». Il progetto si sviluppa su due binari: l'ordinario – manutenzione, verde pubblico, sicurezza, illuminazione – e lo straordinario, ossia una strategia di posizionamento nazionale e internazionale.
Al centro della visione c'è l'identità di Trani come città del diritto e del Mediterraneo. Mercorio ha proposto la creazione di una Cittadella Mediterranea del Diritto, un polo permanente dedicato al diritto del mare, commerciale ed europeo, in collaborazione con università e centri di ricerca. Scuole estive, master brevi e stage dovrebbero portare in città 150-200 presenze settimanali fuori stagione, con ricadute dirette sull'economia locale. Accanto al diritto, cultura e cucina diventano asset economici. Annunciato il primo Festival della Cucina e dei Prodotti Locali: non una sagra, ma un'esperienza sensoriale strutturata, con chef pugliesi e ospiti internazionali, filiera corta e workshop tematici.
Ampio spazio al tema della mobilità intelligente: potenziamento del trasporto pubblico locale, navette elettriche, pensiline moderne e un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile con obiettivi misurabili di riduzione del traffico. Tra le proposte più ambiziose, la realizzazione di parcheggi interrati pubblici strategici. «Quando dicono che non si può fare, si nascondono dietro la burocrazia», ha affermato, rivendicando studi preliminari e possibili finanziamenti europei e partenariati pubblico-privati.
Definita la "punta di diamante" del programma, la Cittadella dell'istruzione dovrebbe integrare scuole, polo universitario, strutture sportive e servizi in un unico campus in area periferica. A questo si affiancherebbe una scuola internazionale di alta formazione turistica e un bando annuale "Vivi Trani" per attrarre digital nomadi, ricercatori e creativi, chiamati a diventare ambasciatori della città. L'obiettivo dichiarato è fermare l'emorragia di giovani talenti: «Deve essere una scelta restare, non un obbligo andare via».
Forte l'attenzione alle periferie: «Non possono esistere quartieri di serie A e di serie B». Previsti nuovi poli culturali, una seconda biblioteca comunale, infrastrutture sportive e un rafforzamento del dialogo con ARCA per l'emergenza abitativa. Sul fronte sanitario, Mercorio ha escluso promesse irrealistiche sul ritorno dell'ospedale, ma ha parlato di alternative concrete, come la possibilità di attrarre un polo oncologico di livello internazionale, lamentando la mancanza di progettualità negli anni passati.
Il piano stima, entro 3-5 anni, un aumento del 20-30% della permanenza media turistica e la creazione di 300-500 posti di lavoro diretti e indiretti. «Numeri prudenziali, basati su modelli reali», ha precisato. Sul tema delle risorse, la candidata ha citato fondi europei, nazionali e regionali, oltre al project financing. «Non è vero che non si può fare. È che spesso non si vuole fare».
Il messaggio finale è stato netto: no al turismo "usa e getta", no agli eventi senza visione, no alle promesse vuote. Sì a cultura come lavoro, sì a bellezza governata, sì a una cittadinanza attiva. «Io ho scelto di restare a Trani quando avrei potuto andare altrove. È la mia dichiarazione d'amore alla città», ha concluso tra gli applausi. «La bellezza non basta. Va governata. E deve creare lavoro, dignità e futuro». Con "Trani 2035", il civismo prova così a rompere gli equilibri di una campagna elettorale ancora in cerca di candidati ufficiali nei partiti tradizionali. La sfida è lanciata.