Applausi al Mimesis per Arcangelo Pastore: quando il cabaret si fa percorso umano

L'omaggio autentico a Massimo Troisi conquista tutti

martedì 31 marzo 2026
A cura di Tonino Lacalamita
Ci sono percorsi artistici che non seguono una linea retta, ma somigliano a un cerchio che attende solo il momento giusto per chiudersi. Quello di Arcangelo Pastore è uno di questi: un cammino fatto di grandi traguardi, come la vittoria al Premio Massimo Troisi, ma anche di brusche frenate e silenzi prolungati.

Dopo una parentesi di distacco dal palcoscenico, causata dalle disillusioni del mondo televisivo che lo avevano allontanato dal suo "primo amore" — la scrittura — è stato un incontro del tutto casuale in terra toscana a riaccendere la miccia. Un incrocio di destini con un cittadino tranese che, quasi per gioco o per destino, ha riportato l'attore verso la Puglia e verso la sua dimensione più autentica: quella del teatro.

Le due serate al Teatro Mimesis non sono state, dunque, una semplice replica, ma il coronamento di una rinascita umana e professionale. Con il monologo "Un po'… sto al sole (si no ci appicciammo)", Pastore non ha solo portato in scena un testo premiato, ma ha condiviso con il pubblico la propria vulnerabilità, trasformando la memoria personale in un'esperienza collettiva di rara intensità.

Arcangelo Pastore ha costruito un racconto che alterna confessione, comicità e memoria, intrecciando la sua storia personale con quella di una Napoli lontana dagli stereotipi. Una Napoli fatta di famiglie imperfette, sentimenti fragili, dipendenze che segnano e trasformano. Il tutto filtrato attraverso la lente della maschera troisiana: quella capacità unica di far ridere mentre si scava, con delicatezza, nelle pieghe più intime dell'esistenza. Il tributo a Massimo Troisi non si è limitato a richiami o imitazioni superficiali. Pastore ha compiuto un vero e proprio atto di metamorfosi scenica: nell'aspetto, nella voce, nell'inflessione, nel ritmo del pensiero. Per lunghi tratti, il pubblico ha avuto la sensazione di ritrovare Massimo come presenza viva, reinterpretata con rispetto e intelligenza, facendo emergere la forza poetica e comica di un linguaggio che appartiene a Troisi, sì, ma che Pastore sa far risuonare con autenticità propria.

l successo di questi appuntamenti non è un caso isolato, ma la conferma della straordinaria poliedricità che caratterizza la proposta del Teatro Mimesis che non è solo un palco, ma un'officina artistica dove convivono il cinema, la narrazione civile, la memoria storica e la risata d'autore. Questa capacità di spaziare tra generi diversi, mantenendo sempre un filo conduttore di autenticità e ricerca, rende il teatro un punto di riferimento unico nel panorama locale. In un'epoca di intrattenimento spesso standardizzato, il Mimesis sceglie di scommettere sulla varietà e sullo spessore, offrendo al suo pubblico non semplici spettacoli, ma vere e proprie esperienze umane e culturali.
Teatro Mimesis e Arcanelo Pastore © Beppe Farano
Teatro Mimesis e Arcanelo Pastore © Beppe Farano
Teatro Mimesis e Arcanelo Pastore © Beppe Farano
Teatro Mimesis e Arcanelo Pastore © Beppe Farano
Teatro Mimesis e Arcanelo Pastore © Beppe Farano
Teatro Mimesis e Arcanelo Pastore © Beppe Farano
Teatro Mimesis e Arcanelo Pastore © Beppe Farano
Teatro Mimesis e Arcanelo Pastore © Beppe Farano