Marco Galiano - Vito Branà. <span>Foto Tonino Lacalamita</span>
Marco Galiano - Vito Branà. Foto Tonino Lacalamita
Politica

Scusate il disturbo | Trani Amministrative 2026: Il "Campo Largo" tra l’etica di Vito Branà e l’azzardo di Marco Galiano

Trasparenza o realpolitik? Il dilemma morale che agita il centrosinistra

C'è un fantasma che si aggira per le strade di Trani, ed è il vecchio vizio delle politiche locali: il trasformismo. A sollevarne il velo è stato Vito Branà, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Comunale, che nei giorni scorsi non ha usato giri di parole: o si firma un Codice Etico, che sbarri la strada ai saltatori di quaglia, o il patto con il candidato Sindaco Marco Galiano rischia di sgretolarsi prima ancora di nascere, una richiesta, quella di Vito Branà, che in verità andrebbe mutuata da ogni schieramento politico e civico impegnato per le Amministrative di maggio 2026 perchè, evidentemente, il trasformismo, o come lo si voglia chiamare, non ha una sola casa.

La dottrina di Marco Galiano
La replica di Galiano non si è fatta attendere, mostra personalità, è un capolavoro di diplomazia, ma nasconde un'insidia profonda. Definire l'approdo di esponenti dello schieramento opposto come una "prova di credibilità" del proprio progetto riteniamo sia un azzardo politico notevole. Galiano scommette sulla sua figura di Dirigente Scolastico e Garante Civico, convinto che la sua leadership possa "purificare" qualsiasi provenienza politica sotto l'egida del programma che al momento ha forma verbale ma non scritta. Tuttavia, la storia recente di Trani insegna che le coalizioni "ammucchiata", nate per vincere facile al primo turno, sono spesso le stesse che faticano a governare il giorno dopo: il rischio è che il "Campo Largo" diventi un "Campo Neutro", dove le differenze ideologiche sbiadiscono a favore di una gestione del potere fine a se stessa.

Il dilemma di Vito Branà
Dall'altra parte, Vito Branà ed il suo gruppo si trovano in una posizione scomoda ma necessaria. Chiedendo il Codice Etico, il M5S cerca di evitare di diventare la "foglia di fico" di un'operazione di riciclaggio politico. Branà sa bene che, se accettasse senza colpo ferire, perderebbe istantaneamente la sua base elettorale più pura e la fin qui acquisita reputazione politica. La sua non è solo una "polemica", come l'ha definita Galiano. Il candidato sindaco del centrosinistra non cita nella sua nota stampa Vito Branà ma è chiaro che il pentastellato è convitato di pietra in una questione di sopravvivenza identitaria. Il M5S a Trani vuole governare, è vero, ma non a patto di confondersi con il "vecchio" che avanza sotto nuove spoglie civiche.

Le prospettive: chi cederà per primo?
La situazione rischia di impantanare il percorso della coalizione di centrosinistra ed una soluzione va trovata ed anche abbastanza velocemente. Possono pensare ad un compromesso tecnico dove Marco Galiano sia disposto ad accettare una versione "soft" del Codice Etico, magari con un impegno pubblico alla fedeltà di mandato, salvando la faccia al Movimento5Stelle e mantenendo le liste civiche aperte. Altre soluzioni? Si potrebbe ipotizzare una rottura controllata con il M5S che esce dalla coalizione ufficiale ma resta in un'area di appoggio esterno o corre da solo con un polo civico di sinistra, spaccando il fronte progressista e riaprendo i giochi per il centrodestra. Altra ipotesi, che ci sia un assorbimento silenzioso con il M5S che abbozza per non favorire la destra, ma entra in campagna elettorale con il freno a mano tirato, lasciando spazio a un possibile travaso di voti verso liste più radicali o verso l'astensione.

Conclusione
Il "modello Decaro" che Galiano ed il centrosinistra tentano di replicare a Trani si doveva basare su una leadership fortissima capace di tenere insieme anime diverse, ma Antonio Decaro aveva dalla sua dieci anni e più di amministrazione consolidata, mentre Marco Galiano, al suo debutto su un palcoscenico importante come la candidatura a Sindaco di una città co-capoluogo di provincia , deve ancora dimostrare di avere il polso per gestire le ambizioni dei "migranti" della politica senza farsi scavalcare dai suoi stessi alleati. Il centrosinistra a Trani vuole assolutamente vincere, se così non fosse sarebbe imbarazzante andare, dopo le elezioni, in prima pagina nazionale da sconfitti: in quella parola assolutamente riteniamo ci sia la chiave di lettura della situazione. In questo scenario, la richiesta di Vito Branà non è un disturbo, ma un test di stress fondamentale: se la coalizione non regge alla firma di un semplice codice di coerenza oggi, come reggerà alle tempeste del governo cittadino domani?
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