Angelo Guarriello e Marco Galiano. <span>Foto Immagine eleborata con I.A.</span>
Angelo Guarriello e Marco Galiano. Foto Immagine eleborata con I.A.
Politica

A Trani il Sindaco lo ha deciso il paradosso della Beltrani: prima di vincere Galiano, ha perso Guarriello caduto nella sua roccaforte

I numeri non mentono: l'analisi del dato aggregato e il falso mito del recupero prodigioso

Le amministrative di Trani si chiudono con un verdetto che definire "sul filo di lana" è quasi un eufemismo. Marco Galiano, candidato del centrosinistra, si riconferma Sindaco prevalendo su Angelo Guarriello, alfiere del centrodestra, per una manciata di voti: appena 569 preferenze separano i due contendenti. Un risultato che, letto superficialmente, parrebbe narrare di un Guarriello autore di una rimonta prodigiosa e di un Galiano che ha tremato fino all'ultimo scrutinio.

Ma i numeri, se sovrapposti con rigore analitico tra il primo turno del 24/25 maggio e il ballottaggio del 07/08 giugno, raccontano una storia assai diversa e molto più spietata per il centrodestra. Al primo turno, Galiano partiva forte di un consenso largo, attestandosi al 40,69% (12.799 voti), contro il 30,32% (9.537 voti) di Guarriello. Uno scarto sostanzioso di 3.262 voti che, pur non lasciando del tutto tranquilla la coalizione di centrosinistra – complice un'affluenza crollata poco sopra il 50% al secondo turno – costituiva un argine solido.

Il "Voto di Coscienza" di Marinaro: un travaso incompiuto
Il dato che balza agli occhi è il recupero di Guarriello, che ha ridotto lo svantaggio a soli 569 voti, recuperandone ben 2.693 rispetto allo scarto iniziale. Da dove arrivano queste preferenze? L'apparentamento ufficiale saltato tra Giacomo Marinaro e il centrodestra, seguito dalla dichiarazione dell'ex Presidente del Consiglio di lasciare "libero arbitrio" ai propri elettori di votare "in coscienza", ha indubbiamente pesato. È evidente che una buona parte dei consensi di Marinaro sia confluita su Guarriello. Ma, e qui sta il nodo politico e numerico, questo travaso è stato insufficiente. Non si è trattato di una "folgorazione sulla via di Palazzo Palmieri" per l'elettorato di Marinaro, quanto piuttosto di un posizionamento tattico che non ha però coperto l'intero gap.

Dove si è giocata la partita: la tenuta di Galiano e Il crollo di Guarriello "In Casa"
La vera chiave di volta della vittoria di Galiano risiede nella straordinaria tenuta complessiva del centrosinistra. I 12.799 voti del primo turno sono stati pressoché confermati: i 12.745 consensi ottenuti al ballottaggio (appena 54 in meno) hanno permesso a Galiano di blindare la vittoria, che non è stata una marcia trionfale in ogni plesso. Il Sindaco ha registrato flessioni significative in alcune sedi storiche: -37 alla Calcutta, -68 voti alla Cezza, -81 alla Petronelli, dove pur perdendo consensi rispetto al primo turno, ha comunque prevalso su Guarriello di ben 156 voti. Questi arretramenti sono stati però neutralizzati dai surplus di voti incassati alla Bovio e, soprattutto, alla Baldassarre, vera roccaforte del centrosinistra, che non solo ha tenuto ma ha garantito a Galiano 85 voti in più rispetto al primo turno.

Guarriello: recupero diffuso, ma una Waterloo nel plesso "amico della Beltrani"
Per Angelo Guarriello il ragionamento è opposto. Ha recuperato voti quasi ovunque, ma ha prevalso nettamente su Galiano solo al plesso della Dell'Olio (+25 voti). È uscito perdente in plessi dove la sua figura medica e sociale avrebbe dovuto fare la differenza, come la Petronelli. Ma il caso più eclatante, la vera Waterloo politica e personale di Guarriello, si è consumata nel plesso che, sulla carta, doveva essere la sua roccaforte inattaccabile: la Beltrani.

​Il Paradosso della Beltrani: quattro indizi fanno una sconfitta
Analizziamo i fatti oggettivi che legano Angelo Guarriello al quartiere Beltrani:
  1. È la zona dove insiste la sede storica dell'Associazione Orizzonti, da sempre braccio operativo e riferimento sociale di Guarriello.
  2. Vi si trova il Poliambulatorio "Moscati", fondato dallo stesso Guarriello presso la Parrocchia dello Spirito Santo.
  3. È il quartiere dove risiede la famiglia di Guarriello.
  4. Nel plesso scolastico Beltrani lavora come docente la moglie del candidato, la Sig.ra Katia Tolomeo.
A fronte di questi quattro elementi di radicamento territoriale, il risultato è sconcertante. Al ballottaggio, Guarriello registra alla Beltrani un distacco abissale nei confronti di Galiano: -173 voti. Questo dato conferma la debacle del primo turno, dove lo scarto a favore di Galiano era stato addirittura di 730 voti.

La Matematica non è Fanta-politica
È qui, alla Beltrani, che si è giocata la partita. E non si tratta di fanta-politica, ma di matematica applicata alla realtà. Se a numeri invertiti – scenario non impossibile data la natura del plesso – Guarriello avesse incassato 730 voti e Galiano 173, i 557 voti di differenza a favore del centrodestra lo avrebbero portato alla vittoria o quantomeno al pareggio. Basti pensare che il margine finale di Galiano (569 voti) sarebbe stato ridotto a 484 sottraendo gli 85 voti di surplus della Baldassarre. I 557 voti "mancanti" della pseudo-roccaforte Beltrani avrebbero agevolmente ribaltato il risultato.

​Riflessioni finali per Il Centrodestra: quando Il consenso sociale non diventa voto politico
Il centrodestra non può esimersi da una profonda riflessione. Perdere "in casa" sia all'andata che al ritorno, in un quartiere dove il candidato ha radici così profonde e ramificate, richiede un'esegesi politica seria. Il risultato finale è dipeso da altre variabili? Un possibile scarso impegno dei candidati già sicuri di un seggio a Palazzo Palmieri? È un'ipotesi plausibile, ma la stessa dinamica vigeva specularmente nel campo avverso, quindi su questo fronte la partita si chiude in un pareggio. La sconfitta di Guarriello alla Beltrani suggerisce una frattura tra il riconoscimento del valore sociale e professionale della persona e la fiducia nel suo progetto politico. Il "modello medico-sociale", pur vincente in termini di immagine, non è riuscito a tradursi in un consenso politico solido e organizzato laddove avrebbe dovuto essere automatico. Il centrosinistra di Galiano ha vinto alla Baldassarre, il centrodestra ha perso la sfida della Beltrani, e con essa, la possibilità di governare Trani. I numeri dicono questo.
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