Aggressione in piazza Nassiriya, Lima denuncia i presunti responsabili
E assicura: «Sono stato scaraventato per terra e preso a calci»
martedì 9 febbraio 2016
9.30
Nel pomeriggio ha sporto denuncia in commissariato contro i componenti della famiglia Bruno, che lo hanno aggredito. Perché Raimondo Lima non ha alcuna remora nel denunciare ciò che è accaduto ieri mattina, in piazza Nassiryia, subito dopo essersi fatto fotografare con un cartello che denunciava la presunta parentopoli (del sindaco Amedeo Botaro) nella gestione dei buoni pasto offerti agli indigenti per Natale.
«Ero davanti al negozio di bici poco più in là di piazza Nassiriya - dice - e stavo parlando con Stefano Di Modugno e Antonio Loconte. All'improvviso ho visto arrivare delle persone, che poi ho saputo essere il suocero e i due cognati di Bottaro. Nemmeno il tempo di rendermi conto, mi hanno scaraventato contro il muro e sono caduto a terra e mi hanno preso a calci. Non ho reagito innanzitutto perché non rientra nel mio modo di comportarmi e, poi, per via del mio ruolo. Per fortuna c'erano Antonio Loconte e Stefano Di Modugno che mi hanno aiutato».
Lima nega di aver in qualche modo toccato Francesco Bruno, suocero settantenne di Amedeo Bottaro. O di aver istigato qualcuno. Al momento dell'aggressione lui era piuttosto lontano dal supermercato, aveva fatto la sua dimostrazione con il cartello facendosi fotografare e ormai stava dall'altra parte della piazza. Ciò che indigna di più Lima è stato il fatto che «anziché chiedere scusa dicano il falso. Il sindaco non si è degnato di dire nulla».
«Ero davanti al negozio di bici poco più in là di piazza Nassiriya - dice - e stavo parlando con Stefano Di Modugno e Antonio Loconte. All'improvviso ho visto arrivare delle persone, che poi ho saputo essere il suocero e i due cognati di Bottaro. Nemmeno il tempo di rendermi conto, mi hanno scaraventato contro il muro e sono caduto a terra e mi hanno preso a calci. Non ho reagito innanzitutto perché non rientra nel mio modo di comportarmi e, poi, per via del mio ruolo. Per fortuna c'erano Antonio Loconte e Stefano Di Modugno che mi hanno aiutato».
Lima nega di aver in qualche modo toccato Francesco Bruno, suocero settantenne di Amedeo Bottaro. O di aver istigato qualcuno. Al momento dell'aggressione lui era piuttosto lontano dal supermercato, aveva fatto la sua dimostrazione con il cartello facendosi fotografare e ormai stava dall'altra parte della piazza. Ciò che indigna di più Lima è stato il fatto che «anziché chiedere scusa dicano il falso. Il sindaco non si è degnato di dire nulla».