«Casa del Parto», locali pronti ma mancano indicazioni dalla Regione
Il progetto, annunciato nel 2012, resta ancora fermo prima di partire
venerdì 24 ottobre 2014
7.21
I locali ci sono, la Asl è pronta ma la Regione non rilanscia il via libera. E così la «Casa del Parto» a Trani resta un'idea interessante ma ancora incompiuta. Sono passati più di due anni dall'annuncio del progetto che permetterebbe parti in maniera naturale, primo caso in Puglia, ma al momento nulla di concreto.
Eppure sono già a disposizione i locali, ambienti "confortevoli come appartamenti" secondo le parole usate in un'intervista dal direttore della Asl, Giovanni Gorgoni. Peccato siano vuoti. Nessun personale medico né tantomeno mamme e bambini. E c'è anche la Asl Bat - come ci confermano telefonicamente - pronta per dare avvio al servizio e far sì che ci possano essere parti in maniera biologica assistiti da ostetriche specializzate. Ma a fermarli c'è la Regione da cui Asl Bat attende indicazioni sul futuro del progetto.
Insomma, una fase di stallo che prosegue in un clima di preoccupante silenzio sulla questione. Dalle opposizioni locali sono giunte, negli ultimi mesi, sollecitazioni e richieste di chiarimenti, nelle ultime ore si è aggiunto il consigliere regionale, Filippo Caracciolo. Intervenuto a proposito della proposta di riordino giornaliero, ha tirato in ballo, in una nota rivolta al governo Vendola, anche la Casa del Parto tranese. Il cui protoccolo fu avviato a giugno del 2012 prima di subire una brusca frenata. Ripreso circa un anno dopo, grazie all'allora assessore regionale alla Sanità, Elena Gentile, sembrava potesse sbloccare l'inizio del progetto. Poi un altro stop. Che continua tuttora. E non si sa quando terminerà. Forse sta all'assessorato regionale spiegarlo.
Eppure sono già a disposizione i locali, ambienti "confortevoli come appartamenti" secondo le parole usate in un'intervista dal direttore della Asl, Giovanni Gorgoni. Peccato siano vuoti. Nessun personale medico né tantomeno mamme e bambini. E c'è anche la Asl Bat - come ci confermano telefonicamente - pronta per dare avvio al servizio e far sì che ci possano essere parti in maniera biologica assistiti da ostetriche specializzate. Ma a fermarli c'è la Regione da cui Asl Bat attende indicazioni sul futuro del progetto.
Insomma, una fase di stallo che prosegue in un clima di preoccupante silenzio sulla questione. Dalle opposizioni locali sono giunte, negli ultimi mesi, sollecitazioni e richieste di chiarimenti, nelle ultime ore si è aggiunto il consigliere regionale, Filippo Caracciolo. Intervenuto a proposito della proposta di riordino giornaliero, ha tirato in ballo, in una nota rivolta al governo Vendola, anche la Casa del Parto tranese. Il cui protoccolo fu avviato a giugno del 2012 prima di subire una brusca frenata. Ripreso circa un anno dopo, grazie all'allora assessore regionale alla Sanità, Elena Gentile, sembrava potesse sbloccare l'inizio del progetto. Poi un altro stop. Che continua tuttora. E non si sa quando terminerà. Forse sta all'assessorato regionale spiegarlo.