Cattedrale, campanile bicolore dopo i lavori di restauro
Don Nicola chiarisce: «Avevamo un budget limitato»
lunedì 18 settembre 2017
10.05
Dopo mesi di attese e "ingabbiamento", il campanile della cattedrale di Trani torna a splendere. La struttura è ora quasi completamente libera dall'impalcatura. Terminati i lavori di restauro, però balza subito agli occhi un particolare: il campanile non ha una colorazione uninforme. Impossibile non notare uno strano bicolore che ha subito scatenato il dibattito in città.
C'è chi ha sostenuto che il campanile sia sempre stato così e che i lavori abbiano reso questa caratteristica più evidente. Ma non è così. A chiarire ogni dubbio è stato don Nicola Napolitano, rettore della cattedrale. «Cari amici - ha spiegato - desidero informarvi, prima che le fantasie prendano il sopravvento, che il progetto di restauro del Campanile, curato interamente dalla Soprintendenza e non dalla Curia (Ufficio beni culturali), non prevedeva il restauro totale della torre. Questo perché il budget stanziato dal Ministero non riusciva a coprire le spese da sostenere per il completo restauro. Per questo lavoro sono stati interessati solo i prospetti anteriore (facciata) e settentrionale (lato tetto, più difficile da raggiungere). È completo il restauro del tamburo ottagonale e dell'ultimo livello di finestre (pentafora). Le altre restanti facciate, che guardano su piazza Addazi - ha continuato - sono state pulite per metà».
«Il bicolore orrendo che vedete (sono d'accordo) sarà eliminato - ha assicurato - prossimamente. La Soprintendenza ha già inoltrato richiesta al Ministero per richiedere fondi per il completamento in tempi brevi di tutto il restauro. Sono tempi duri per tutti e se in un tempo passato i fondi per il recupero dei beni monumentali cadevano a pioggia, ora dobbiamo accontentarci di quello che si può fare. Il bicolore è dato dal contrasto tra l'effetto pulito e quello sporco».
Il parroco ha chiarito anche che la ringhiera sulla sommità è provvisoria e presto sarà sostituita da una più adeguata.
C'è chi ha sostenuto che il campanile sia sempre stato così e che i lavori abbiano reso questa caratteristica più evidente. Ma non è così. A chiarire ogni dubbio è stato don Nicola Napolitano, rettore della cattedrale. «Cari amici - ha spiegato - desidero informarvi, prima che le fantasie prendano il sopravvento, che il progetto di restauro del Campanile, curato interamente dalla Soprintendenza e non dalla Curia (Ufficio beni culturali), non prevedeva il restauro totale della torre. Questo perché il budget stanziato dal Ministero non riusciva a coprire le spese da sostenere per il completo restauro. Per questo lavoro sono stati interessati solo i prospetti anteriore (facciata) e settentrionale (lato tetto, più difficile da raggiungere). È completo il restauro del tamburo ottagonale e dell'ultimo livello di finestre (pentafora). Le altre restanti facciate, che guardano su piazza Addazi - ha continuato - sono state pulite per metà».
«Il bicolore orrendo che vedete (sono d'accordo) sarà eliminato - ha assicurato - prossimamente. La Soprintendenza ha già inoltrato richiesta al Ministero per richiedere fondi per il completamento in tempi brevi di tutto il restauro. Sono tempi duri per tutti e se in un tempo passato i fondi per il recupero dei beni monumentali cadevano a pioggia, ora dobbiamo accontentarci di quello che si può fare. Il bicolore è dato dal contrasto tra l'effetto pulito e quello sporco».
Il parroco ha chiarito anche che la ringhiera sulla sommità è provvisoria e presto sarà sostituita da una più adeguata.