Centrosinistra, Morollo coordinatore dei Giovani Democratici

Centrodestra, Giovane Italia vuole fuori dalla coalizione i traditori. Trani 2012, grande partecipazione dei movimenti giovanili

lunedì 5 marzo 2012 16.07
I movimenti giovanili vivono con grande partecipazione gli eventi che si stanno susseguendo in vista delle amministrative. Nel centrosinistra, si è tenuto domenica il primo congresso cittadino dei Giovani Democratici. All'unanimità è stato riconfermato alla guida del movimento Luca Morollo, portavoce del gruppo già da un paio di anni. Morollo è stato premiato per l'impegno e la costanza con la quale ha lavorato finora. Morollo, nel commentare la nomina ha fatto dei riferimenti allo scenario politico che sta maturando nel centrosinistra e nel Pd: «La situazione del partito – spiega - mi aveva portato ad essere dubbioso in merito alla celebrazione di questo congresso, ma il gruppo mi ha chiesto di proseguire. Mi sono assunto l'impegno di continuare a portare avanti le nostre battaglie anche con gli altri ragazzi del centrosinistra, perché ritengo sia l'unico modo per essere davvero coesi. Cercherò di mantenere il gruppo compatto per continuare ad essere il braccio armato e l'anima critica del partito. Indipendenti, combatteremo contro chi vuole asservire la politica giovanile ai propri scopi personali, continueremo a scendere per strada per gridare i nostri valori».

In casa del centrodestra, si commentano ancora i risultati delle primarie tra Riserbato e Di Marzio, vinte dal primo con uno scarto di 300 voti. La Giovane Italia Trani (movimento giovanile del Pdl) che ha affiancato e sostenuto con fermezza Giuseppe Di Marzio, candidato sindaco del Popolo della Libertà, prende atto del risultato definito «pessimo». «Il responso delle urne è stato impietoso poiché, rispetto alle consultazioni elettorali amministrative svoltesi nel 2007, il Pdl ha dilapidato un consistente patrimonio di voti. Infatti, si è passati dagli 11.409 voti ottenuti nel 2007 (rispettivamente 6.938 da Forza Italia e 4.871 da Alleanza Nazionale) ai 4.228 voti ottenuti lo scorso 26 febbraio. Le ragioni di questa bruciante sconfitta sono da ricondurre all'evidente spaccatura venutasi a creare all'interno del partito. Nonostante la candidatura di Di Marzio fosse unitaria ed avallata dai vertici del partito vi è stato qualcuno che ha preferito seguire una linea diversa da quella dettata dal Pdl. Pertanto, il movimento della Giovane Italia auspica che tutti coloro che non hanno rispettato le direttive provenienti dal partito siano disposti ad assumersi le proprie responsabilità, prendendo definitivamente le distanze dal Pdl».