Comune assediato da inoccupati, Santorsola va giù pesante

«Colpa di chi ha elargito promesse in cambio di consensi elettorali». Durissimo giudizio su Riserbato: Lui porta la fascia ma comandano gli altri»

domenica 14 aprile 2013 19.12
In attesa dei bandi per l'aggiudicazione delle gare destinate alle cooperative sociali, a palazzo di città si registra quotidianamente la presenza di disoccupati ed ex impiegati delle coop. Un presidio costante, una sorta di occupazione permanente del municipio tranese su cui interviene il consigliere di Sinistra e libertà, Mimmo Santorsola: «La colpa di questa assurda situazione va attribuita a quei candidati che spinti dalle necessità elettorali avevano elargito promesse in cambio di consensi ad e quella amministrazione che, a tali promesse elettorali, intendeva dare luogo senza rendersi conto che questo mantenere fede ai patti, lungi dall'essere considerato una manifestazione di coerenza e di lealtà, non avrebbe rappresentato altro che l'inizio di una presenza costante ed incombente finalizzata all'ottenimento di benefici che non vanno nella direzione del bene comune».

Secondo Santorsola forse solo ora il sindaco se ne sta rendendo conto. «Dopo aver emanato decreti sulla decenza dell'abbigliamento ed aver chiamato a raccolta la polizia urbana rafforzata dai sorveglianti della cooperativa tranese – scrive Santorsola – Riserbato propone una intensificazione dei sistemi di sorveglianza interni al fine di dissuadere chiunque dal soggiornare in comune. Se questo è il vero obiettivo, e sinceramente non ne sono proprio sicuro, non può trattarsi che di una pia illusione. L'aggiunta di uno o più guardie giurate non sarà altro che un ulteriore sovraccarico economico a danno dei contribuenti. Solo un cambio di mentalità potrebbe essere utile e, badate bene, uso il condizionale perché, a fronte di tanta debolezza, chi ha dato il primo morso non lascerà facilmente la presa».

«Questo cambio di mentalità - prosegue l'esponente di Sinistra e Libertà - non sembra appartenere ad una amministrazione che ha fatto del particolarismo la sua bandiera e che in un anno di attività amministrativa non ha prodotto un solo atto davvero utile alla città o alla promozione dello sviluppo turistico o commerciale o dell'artigianato locale salvo ripararsi periodicamente ed inutilmente dietro la protesta verso le autorità regionali per un ritardo nella riconversione promessa dell'ospedale riportando frasi avulse da contesti realistici e, forse, malamente suggerite, capaci solo di apportare ulteriore discredito sulla capacità assistenziale delle nostre strutture. Per questa amministrazione nella quale la fascia la porta il sindaco ma comandano gli altri incomincio a pensare che ci possa essere una sola soluzione: dimissioni».