«Corrado, delirante. Non sa cos'è la lealtà»
Lite nel Pdl, Di Marzio risponde al consigliere che lo aveva attaccato. La replica punto su punto
martedì 6 marzo 2012
16.30
Un intervento «delirante». Giuseppe Di Marzio non se la tiene e replica punto su punto all'attacco subito dal consigliere comunale e provinciale del suo stesso partito, Giuseppe Corrado. «La prima immagine che mi è venuta in mente leggendo il suo delirante sfogo - scrive Di Marzio - è quella di quei fuggitivi che, ormai braccati dalle forze dell'ordine, decidono di consegnarsi fingendo che la scelta sia autonoma per non ammettere di non avere più via d'uscita. E' così che deve essersi sentito Corrado quando da più parti, analizzando il voto delle primarie del centrodestra tranese, era balzato agli occhi il giochino posto in essere da alcuni soggetti istituzionali del locale Pdl che, anziché fare squadra intorno alla mia persona, quale espressione del partito, hanno appoggiato la candidatura di Riserbato, deviando verso quest'ultimo voti del proprio elettorato. Ecco perchè ben conscio che, nonostante il mio silenzio sui nomi degli scissionisti, questi fossero ormai noti alla cittadinanza tranese, Corrado ha pensato bene di venire allo scoperto, ammettendo chiaramente di aver dapprima osteggiato ed ostacolato la mia candidatura, per ragioni che è facile intuire, per poi abdicare in favore dell'avversario di turno».
«Il livore e l'astio dimostrato senza veli da Corrado nei miei confronti - prosegue Di Marzio - evidentemente è il frutto della decisione assunta dai vertici del Pdl, e non certo da me imposta, di indicarmi quale candidato del partito alle primarie per la carica di sindaco della città, a discapito tra gli altri dello stesso Corrado, che aveva dato la sua disponibilità. Innanzitutto Corrado dovrebbe spiegare per quale recondita e ignota ragione la scelta ricaduta sulla mia persona deve ritenersi imposta mentre se fosse caduta su di lui sarebbe stata il frutto di scelte libere e democratiche? Ma quello che più mi lascia basito è pensare che il tuttologo Corrado continui a farsi paladino degli interessi del partito e della cittadinanza, cosa che davvero mal si concilia con i suoi comportamenti. Dando la propria disponibilità a candidarsi per le primarie del Pdl, Corrado ha direttamente manifestato la propria intenzione a schierarsi contro Riserbato, avversario politico in quella competizione elettorale. Invece, un istante dopo aver appreso che il prescelto del Pdl non era lui, non ha esitato un attimo a schierarsi accanto allo stesso Riserbato, divenuto tutto d'un tratto il miglior candidato sindaco che Trani potesse auspicarsi. Stando così le cose, e avendo ormai una maturità che non mi consente di credere ancora alle favole mi è davvero difficile pensare che questa ennesima esternazione del novello picconatore sia dettata da interessi di salvaguardia del partito e della città, apparendo al contrario come la ripicca di chi non ha ottenuto ciò che desiderava».
«Non mi ha meravigliato - dice Di Marzio - quanto scritto nella sua nota rispetto alla lealtà, né può meravigliarmi il fatto che non condivida la mia posizione sul punto: la lealtà non è merce che si può barattare, né tanto meno acquistare in un qualsiasi mercatino dell'usato, è uno di quei valori fondanti dell'animo umano che o si possiedono naturalmente o non faranno mai parte del patrimonio di un uomo. Ho dato la mia disponibilità al partito, nel pieno rispetto dei tempi dettati dallo stesso, sicuro di poter contare sull'appoggio di quanti si vantano di farne parte, mettendoci la faccia e operando una scelta secca, o di qua o di là, scelta che rifarei anche domani: non accetto lezioni di morale da chi, al contrario, ha preferito vestire contemporaneamente entrambe le maglie, certo così di vincere qualunque fosse stato l'esito delle primarie. Del resto se non ci fosse stato nulla di male ad appoggiare un candidato di altro partito mi chiedo per quale ragione il consigliere Corrado ha deciso di non manifestare apertamente e pubblicamente il suo pensiero, preferendo invece comunicarmi falsamente che si sarebbe attenuto alla volontà del partito?».
Quanto alle scelte provinciali, Di Marzio spiega: «Corrado ha la memoria corta. Il ruolo di assessore provinciale che ricopro è frutto della mia elezione a consigliere provinciale quale maggior suffragato della città di Trani. Nella mia vita politica, a differenza di altri amici di Corrado, io sono stato sempre eletto e mai nominato. In tanti anni di militanza politica non ho mai effettuato attacchi personali e di certo non mi farò trascinare in un campo che evidentemente è più congeniale al mio oppositore. L'unica cosa che mi sento di dire è che, fortunatamente, i nostri concittadini conoscono bene chi è e come vive il sottoscritto così come sanno benissimo chi è Beppe Corrado».
«Il livore e l'astio dimostrato senza veli da Corrado nei miei confronti - prosegue Di Marzio - evidentemente è il frutto della decisione assunta dai vertici del Pdl, e non certo da me imposta, di indicarmi quale candidato del partito alle primarie per la carica di sindaco della città, a discapito tra gli altri dello stesso Corrado, che aveva dato la sua disponibilità. Innanzitutto Corrado dovrebbe spiegare per quale recondita e ignota ragione la scelta ricaduta sulla mia persona deve ritenersi imposta mentre se fosse caduta su di lui sarebbe stata il frutto di scelte libere e democratiche? Ma quello che più mi lascia basito è pensare che il tuttologo Corrado continui a farsi paladino degli interessi del partito e della cittadinanza, cosa che davvero mal si concilia con i suoi comportamenti. Dando la propria disponibilità a candidarsi per le primarie del Pdl, Corrado ha direttamente manifestato la propria intenzione a schierarsi contro Riserbato, avversario politico in quella competizione elettorale. Invece, un istante dopo aver appreso che il prescelto del Pdl non era lui, non ha esitato un attimo a schierarsi accanto allo stesso Riserbato, divenuto tutto d'un tratto il miglior candidato sindaco che Trani potesse auspicarsi. Stando così le cose, e avendo ormai una maturità che non mi consente di credere ancora alle favole mi è davvero difficile pensare che questa ennesima esternazione del novello picconatore sia dettata da interessi di salvaguardia del partito e della città, apparendo al contrario come la ripicca di chi non ha ottenuto ciò che desiderava».
«Non mi ha meravigliato - dice Di Marzio - quanto scritto nella sua nota rispetto alla lealtà, né può meravigliarmi il fatto che non condivida la mia posizione sul punto: la lealtà non è merce che si può barattare, né tanto meno acquistare in un qualsiasi mercatino dell'usato, è uno di quei valori fondanti dell'animo umano che o si possiedono naturalmente o non faranno mai parte del patrimonio di un uomo. Ho dato la mia disponibilità al partito, nel pieno rispetto dei tempi dettati dallo stesso, sicuro di poter contare sull'appoggio di quanti si vantano di farne parte, mettendoci la faccia e operando una scelta secca, o di qua o di là, scelta che rifarei anche domani: non accetto lezioni di morale da chi, al contrario, ha preferito vestire contemporaneamente entrambe le maglie, certo così di vincere qualunque fosse stato l'esito delle primarie. Del resto se non ci fosse stato nulla di male ad appoggiare un candidato di altro partito mi chiedo per quale ragione il consigliere Corrado ha deciso di non manifestare apertamente e pubblicamente il suo pensiero, preferendo invece comunicarmi falsamente che si sarebbe attenuto alla volontà del partito?».
Quanto alle scelte provinciali, Di Marzio spiega: «Corrado ha la memoria corta. Il ruolo di assessore provinciale che ricopro è frutto della mia elezione a consigliere provinciale quale maggior suffragato della città di Trani. Nella mia vita politica, a differenza di altri amici di Corrado, io sono stato sempre eletto e mai nominato. In tanti anni di militanza politica non ho mai effettuato attacchi personali e di certo non mi farò trascinare in un campo che evidentemente è più congeniale al mio oppositore. L'unica cosa che mi sento di dire è che, fortunatamente, i nostri concittadini conoscono bene chi è e come vive il sottoscritto così come sanno benissimo chi è Beppe Corrado».