Criminalità, a Trani «forte influenza» dei clan baresi: la relazione della Dia al Parlamento

E' quanto emerso a seguito delle indagini sul gruppo Corda-Colangelo e "Chiavi della Città"

lunedì 10 febbraio 2020 12.40
I clan baresi ed in particolare dei Capriati hanno una "forte influenza" anche nelle città di Trani e Bisceglie, secondo la DIA di Bari che nella relazione al Parlamento relativa al primo semestre 2019 scrive: «A Trani, alla luce delle vicissitudini investigative e giudiziarie che hanno colpito i gruppi Corda-Colangelo, si sono creati dei vuoti operativi, potenziali fonti di fibrillazione criminale. A Bisceglie, nell'ambito dell'operazione "Educazione Criminale", le indagini, avviate a seguito di atti intimidatori in danno di un pregiudicato sorvegliato speciale, hanno ricostruito una rete di soggetti dediti al rifornimento ed allo spaccio degli stupefacenti, gestita attraverso l'efficace connubio tra figure criminali storiche e nuove leve "arruolate" con funzioni di pusher. Il sodalizio si approvvigionava anche fuori del territorio di competenza, presso i gruppi di Andria e Castellana Grotte (BA)».

Ed ancora: «A dimostrazione dell'elevata specializzazione acquisita dalle cosche locali nelle attività di riciclaggio nell'ambito dell'operazione tranese "Chiavi della Città" è stata ricostruita l'attività di un sodalizio, i cui componenti sono stati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio, bancarotta, falso, appropriazione indebita, peculato e abuso d'ufficio. Tra i cinque arrestati, un ruolo di rilievo era rivestito da un imprenditore barese, già coinvolto in una precedente indagine per bancarotta fraudolenta. L'indagine ha riguardato cospicue somme di denaro destinate al pagamento delle spese di gestione di un'associazione sportiva dilettantistica di Trani, in cambio di favori per le società dell'imprenditore nelle procedure per l'affidamento di appalti indetti dal Comune».