«Dimensionamento scolastico, il Comune riveda le strategie»
La Cgil formula le sue proposte: in primis la moratoria. Per ridurre i danni che la legge 111 rischia di apportare al sistema scolastico
sabato 17 dicembre 2011
12.07
Dimensionamento scolastico: dopo l'assemblea cittadina tenuta qualche giorno fa presso il museo Diocesano, la Camera del lavoro Cgil di Trani e la Flc Cgil ne parlano ancora e formulano delle proposte «per ridurre i danni che la legge 111 rischia di apportare al sistema scolastico tranese ma, soprattutto, per instaurare un meccanismo di concertazione tra i vari interlocutori che orbitano intorno al pianeta scuola e per distribuire informazione e responsabilità».
Le sigle sindacali chiedono al Comune di Trani (giunta e Consiglio comunale) di dichiararsi pubblicamente in favore di una moratoria del dimensionamento (almeno per un anno, meglio su un triennio, così come ipotizzato dalla regione Puglia) sfruttando le opportunità proposte dalla recente nota del Miur, di esprimersi in favore dell'utilizzo del parametro dei 1.000 alunni come indicazione media regionale, di esprimersi in favore di un intervento legislativo che modifichi la norma dell'articolo 19 della legge 111 del 2011, e di cancellare di conseguenza il piano presentato.
La Cgil chiede al Comune di Trani quali siano i dati e le proiezioni sulle iscrizioni per i prossimi cinque anni allo scopo di attuare una più attenta programmazione su base comunale, di stabilire come principi inderogabili il rispetto dei bisogni delle famiglie, la tutela dei posti di lavoro del personale della scuola, la salvaguardia della dignità di tutti gli istituti scolastici, presenti e futuri, e di convocare nelle scuole delle assemblee con genitori, personale Ata e Collegi dei docenti allo scopo di raccogliere richieste di chiarimenti, proposte, dubbi, osservazioni sul futuro piano di dimensionamento. Viene ritenuto opportuno anche chiedere alle direzioni scolastiche che fungano da collettore informativo delle iniziative che si terranno sui temi di politica scolastica sul territorio di Trani e di promuovere un tavolo di concertazione che preveda il coinvolgimento delle parti sociali (sindacati, associazioni di categoria e delle imprese), delle rappresentanze dei genitori (rappresentanti di classe, consigli di circolo e di istituto, associazioni, coordinamenti), del personale della scuola (cominciando dalle sigle sindacali) e di indire una conferenza cittadina sulla scuola di Trani che proceda alla definizione pubblica di regole condivise per l'attuazione progressiva del nuovo dimensionamento che tengano conto delle proiezioni delle iscrizioni nei vari contesti cittadini, delle problematiche specifiche dei plessi e degli attuali istituti scolastici.
«Non crediamo - spiega Marco Galiano della Cgil - che queste proposte esauriscano il conto delle possibili vie d'uscita da questa difficile situazione. Il nostro auspicio, crediamo sia evidente, è quello di veder sussuguirsi momenti tesi alla costruzione di una democrazia partecipativa tesa non solo a contestare ma a costruire, dal basso, soluzioni concrete a problemi reali. Ci auguriamo soltanto che i prossimi appuntamenti non siano, ancora una volta, frutto solo della nostra iniziativa sindacale».
Le sigle sindacali chiedono al Comune di Trani (giunta e Consiglio comunale) di dichiararsi pubblicamente in favore di una moratoria del dimensionamento (almeno per un anno, meglio su un triennio, così come ipotizzato dalla regione Puglia) sfruttando le opportunità proposte dalla recente nota del Miur, di esprimersi in favore dell'utilizzo del parametro dei 1.000 alunni come indicazione media regionale, di esprimersi in favore di un intervento legislativo che modifichi la norma dell'articolo 19 della legge 111 del 2011, e di cancellare di conseguenza il piano presentato.
La Cgil chiede al Comune di Trani quali siano i dati e le proiezioni sulle iscrizioni per i prossimi cinque anni allo scopo di attuare una più attenta programmazione su base comunale, di stabilire come principi inderogabili il rispetto dei bisogni delle famiglie, la tutela dei posti di lavoro del personale della scuola, la salvaguardia della dignità di tutti gli istituti scolastici, presenti e futuri, e di convocare nelle scuole delle assemblee con genitori, personale Ata e Collegi dei docenti allo scopo di raccogliere richieste di chiarimenti, proposte, dubbi, osservazioni sul futuro piano di dimensionamento. Viene ritenuto opportuno anche chiedere alle direzioni scolastiche che fungano da collettore informativo delle iniziative che si terranno sui temi di politica scolastica sul territorio di Trani e di promuovere un tavolo di concertazione che preveda il coinvolgimento delle parti sociali (sindacati, associazioni di categoria e delle imprese), delle rappresentanze dei genitori (rappresentanti di classe, consigli di circolo e di istituto, associazioni, coordinamenti), del personale della scuola (cominciando dalle sigle sindacali) e di indire una conferenza cittadina sulla scuola di Trani che proceda alla definizione pubblica di regole condivise per l'attuazione progressiva del nuovo dimensionamento che tengano conto delle proiezioni delle iscrizioni nei vari contesti cittadini, delle problematiche specifiche dei plessi e degli attuali istituti scolastici.
«Non crediamo - spiega Marco Galiano della Cgil - che queste proposte esauriscano il conto delle possibili vie d'uscita da questa difficile situazione. Il nostro auspicio, crediamo sia evidente, è quello di veder sussuguirsi momenti tesi alla costruzione di una democrazia partecipativa tesa non solo a contestare ma a costruire, dal basso, soluzioni concrete a problemi reali. Ci auguriamo soltanto che i prossimi appuntamenti non siano, ancora una volta, frutto solo della nostra iniziativa sindacale».