Fratture in maggioranza: il centro sinistra si divide sull' "identità di genere"

L'emendamento della discordia svela vecchi e nuovi attriti

venerdì 17 dicembre 2021
Fratture, neanche molto composte, in maggioranza. Che evidentemente coglie al balzo la famosa goccia, e soffiando sul fuoco che covava sotto la cenere si divide platealmente sull'"identità di genere", da un lato lamentando l'assenza di condivisione di idee e documenti, dall'altro sostenendo lo scarso interesse e partecipazione, mentre un'assessore a sua volta divide le sue deleghe a metà, condividendo in diretta la sua decisione di mantenerne comunque una.

E l'opposizione più o meno sta a guardare, come le stelle di Cronin, fatti salvi alcuni doverosi interventi non di scarso interesse fra microfoni e social, che però poco scalfiscono l'andazzo di questa politica tranese ripiegata un po' su se stessa, e senza intaccare il cronoprogramma di un'amministrazione cementata che marcia a ritmo di annunci di progetti e finanziamenti, generalmente in arrivo.

Ma anche nel cemento la goccia (sempre quella famosa) si infiltra e le crepe si fanno strada. E così fa specie vedere approvato in consiglio comunale un emendamento presentato da una parte della maggioranza di centro sinistra nei confronti di un provvedimento presentato da un'assessore della stessa coalizione governativa, emendamento sul quale il sindaco stesso aveva dato invece il suo parere negativo: la maggioranza emenda se stessa, e dai microfoni partono accuse, neanche celate. Correnti fredde all'interno di gruppi e gruppuscoli, che prendono nomi e colori diversi fra regione, provincia e comune, e il pubblico "volemose bene" sembra non stare più in piedi. Neanche su Amiu e Amet. E così sia.