Il postino della neve al Sestriere è il tranese Mirko Covelli : "Qui siamo felici!"
Quasi ispirato dal Quo vado di Checco Zalone, la scoperta di una dimensione fatta di autenticità e serenità
martedì 17 marzo 2026
11.03
Sembra davvero una piccola favola, una storia lontana da questi tempi frenetici che magari potrebbe anche fare da ispirazione alla sceneggiatura di uno di quei film che fanno tanto bene al cuore.
E di richiami a film recenti in realtà, in questa bella storia, ce ne sono più d'uno: da un "Benvenuti al Sud" al contrario al "Quo vado" di Checco Zalone, che pare abbia proprio ispirato Mirko Covelli a fare una domanda per un posto di portalettere in val di Susa (proprio una delle tante destinazioni cui viene "condannato" Checco e nelle quali si trova d'incanto). Un ossimoro il nomignolo che il trentatreenne di Trani si è visto ricamare addosso non solo dalla gente del posto - in un'area che va da Cesana torinese ai 2035 metri di Sestriere - ma anche dai media nazionali: e essere diventato in poco tempo "il postino della neve" per chi è nato e cresciuto sul mare, appare davvero non solo una contraddizione in termini ma anche e soprattutto una scelta di ripiego là dove non si sia riuscito a trovare di meglio. E invece le cose stanno assai diversamente.
In un momento in cui anche al Sud — anche in città come Trani, dove tradizionalmente ci si saluta per strada e ci si conosce in tanti — il senso di comunità sembra essersi un po' allentato, tra social, abitudini cambiate tra la fretta e il lavoro e anche una crescente litigiosità (dobbiamo ricordarlo che l'Italia è un paese in Europa con il numero più alto di cause tra condomini??), questa storia ha preso una direzione diversa.
È vero , l'impatto iniziale di Mirko con la Val di Susa è stato tutt'altro che semplice: territorio dalla natura affascinante ma complesso da attraversare, frazioni sparse, numeri civici difficili da trovare. Ma già quella cartina disegnata a mano dai colleghi, tramandata nel tempo tra portalettere, con i riferimenti giusti che nessun navigatore riesce a dare, aveva dato a quel giovane arrivato dalla Puglia il segno di una umanità autentica e solidale. E Mirko è entrato piano piano nella quotidianità del posto, attraverso le consegne, che sono tante — migliaia ogni anno, aumentate con l'e-commerce — e si sono trasformare in rapporti con le persone, in accoglienza e sorrisi che, c'è da crederci, con la solarità e il sorriso di chi viene dal mare hanno preso a rendere meno amaro la consegna di una bolletta o una multa e l'arrivo di un pacco come un dono di Natale, lí, tra le nevi.
E la scena, verso il finale di questo bel film, è nella storia che Mirko ha raccontato più volte, ambientata proprio nel suo primo Natale tra le montagne e come gli happy end classici sanno fare: era lì da poco, non conosceva nessuno e una famiglia del posto lo ha invitato a casa sapendolo solo, offrendogli quel calore che lontano da casa, proprio sotto le feste, è il regalo più bello che ciascuno possa ricevere . Niente cartellate ma forse una bella fonduta e la consapevolezza di aver trovato "un mondo a parte " (ecco, un altro film che sembra fare parte di questa storia) dove vivere in serenità.
Ed eccolo, il finale vero: Mirko si è sposato lo scorso settembre con Paola che ha trovato lavoro lí a Bussoleno come educatrice; e insieme hanno dato vita a un'altra famiglia di questa comunità sparsa tra i monti, di questa dimensione che tra il verde delle alture e il silenzio della neve ha la voce di una umanità che nessuna intelligenza artificiale potrà mai sostituire . "Ma vi manca il mare?" , gli abbiamo chiesto: "Ti dirò, talvolta sì: ma siamo a poca distanza da Genova e quindi quella nostalgia è facilmente compensabile. Ma, ci aggiunge, in tutta sincerità sta diventando sempre più forte la nostalgia delle montagne - sia avvolte dal verde della natura che dal silenzio delle nevi quando scendiamo giù nella nostra Trani. Ma quella nostalgia poi è compensata dall'amore delle nostre famiglie e dei nostri amici e dal fatto che la nostra casa, in quella comunità che ci ha accolto con affetto, ci aspetta".
E di richiami a film recenti in realtà, in questa bella storia, ce ne sono più d'uno: da un "Benvenuti al Sud" al contrario al "Quo vado" di Checco Zalone, che pare abbia proprio ispirato Mirko Covelli a fare una domanda per un posto di portalettere in val di Susa (proprio una delle tante destinazioni cui viene "condannato" Checco e nelle quali si trova d'incanto). Un ossimoro il nomignolo che il trentatreenne di Trani si è visto ricamare addosso non solo dalla gente del posto - in un'area che va da Cesana torinese ai 2035 metri di Sestriere - ma anche dai media nazionali: e essere diventato in poco tempo "il postino della neve" per chi è nato e cresciuto sul mare, appare davvero non solo una contraddizione in termini ma anche e soprattutto una scelta di ripiego là dove non si sia riuscito a trovare di meglio. E invece le cose stanno assai diversamente.
In un momento in cui anche al Sud — anche in città come Trani, dove tradizionalmente ci si saluta per strada e ci si conosce in tanti — il senso di comunità sembra essersi un po' allentato, tra social, abitudini cambiate tra la fretta e il lavoro e anche una crescente litigiosità (dobbiamo ricordarlo che l'Italia è un paese in Europa con il numero più alto di cause tra condomini??), questa storia ha preso una direzione diversa.
È vero , l'impatto iniziale di Mirko con la Val di Susa è stato tutt'altro che semplice: territorio dalla natura affascinante ma complesso da attraversare, frazioni sparse, numeri civici difficili da trovare. Ma già quella cartina disegnata a mano dai colleghi, tramandata nel tempo tra portalettere, con i riferimenti giusti che nessun navigatore riesce a dare, aveva dato a quel giovane arrivato dalla Puglia il segno di una umanità autentica e solidale. E Mirko è entrato piano piano nella quotidianità del posto, attraverso le consegne, che sono tante — migliaia ogni anno, aumentate con l'e-commerce — e si sono trasformare in rapporti con le persone, in accoglienza e sorrisi che, c'è da crederci, con la solarità e il sorriso di chi viene dal mare hanno preso a rendere meno amaro la consegna di una bolletta o una multa e l'arrivo di un pacco come un dono di Natale, lí, tra le nevi.
E la scena, verso il finale di questo bel film, è nella storia che Mirko ha raccontato più volte, ambientata proprio nel suo primo Natale tra le montagne e come gli happy end classici sanno fare: era lì da poco, non conosceva nessuno e una famiglia del posto lo ha invitato a casa sapendolo solo, offrendogli quel calore che lontano da casa, proprio sotto le feste, è il regalo più bello che ciascuno possa ricevere . Niente cartellate ma forse una bella fonduta e la consapevolezza di aver trovato "un mondo a parte " (ecco, un altro film che sembra fare parte di questa storia) dove vivere in serenità.
Ed eccolo, il finale vero: Mirko si è sposato lo scorso settembre con Paola che ha trovato lavoro lí a Bussoleno come educatrice; e insieme hanno dato vita a un'altra famiglia di questa comunità sparsa tra i monti, di questa dimensione che tra il verde delle alture e il silenzio della neve ha la voce di una umanità che nessuna intelligenza artificiale potrà mai sostituire . "Ma vi manca il mare?" , gli abbiamo chiesto: "Ti dirò, talvolta sì: ma siamo a poca distanza da Genova e quindi quella nostalgia è facilmente compensabile. Ma, ci aggiunge, in tutta sincerità sta diventando sempre più forte la nostalgia delle montagne - sia avvolte dal verde della natura che dal silenzio delle nevi quando scendiamo giù nella nostra Trani. Ma quella nostalgia poi è compensata dall'amore delle nostre famiglie e dei nostri amici e dal fatto che la nostra casa, in quella comunità che ci ha accolto con affetto, ci aspetta".