«Il voto non si compra col denaro ma amando Trani»
Comizio del primo maggio, intervento di Rino Negrogno. Federazione della Sinistra invita i tranesi al cambiamento
mercoledì 2 maggio 2012
11.20
Sul palco di piazza Libertà, per il comizio del primo maggio (foto Raffaella Scaringi), Rino Negrogno, candidato della Federazione della Sinistra, ha invitato i tranesi al cambiamento: «Come voi, anche io sono stanco dei politici che hanno devastato la nostra città, ecco perché ho deciso di occuparmi direttamente della faccenda. Anch'io prima pensavo che non andare più a votare fosse la scelta migliore, ma da quando ho un figlio ho cambiato idea, mi sono reso conto che così facendo si fa il loro gioco, il gioco dei professionisti della politica, perché i politici hanno sempre un esercito pronto a sostenerli. Quindi se noi non andiamo a votare, per i loro eserciti, sarà ancora più facile far vincere sempre gli stessi. Scegliamo con attenzione da chi vogliamo essere governati, non scegliamo persone diverse da noi, diverse dal popolo. Cosa sapranno di noi quelli diversi da noi? Cosa capiranno dei nostri bisogni, della città di cui noi abbiamo bisogno?».
«Tra i candidati delle destre – prosegue Negrogno - molti hanno già avuto più di una possibilità per dimostrare la loro capacità a risolvere i problemi della nostra città, ma con scarso o nessun successo. Vogliamo lasciare la città ancora una volta nelle loro mani? O nelle mani di chi si ricicla e si nasconde dietro nomi altisonanti? Vogliamo lasciare la città a persone che offrono soldi in cambio di voti? Non con i soldi si compra il nostro voto ma con l'amore per la città».
Per ciò che riguarda la proposta politica per la guida della città, Negrogno ha sottolineato le priorità inserite nel programma di Fabrizio Ferrante: «In primis il lavoro, ma non quello che si promette durante la campagna elettorale, quello che si da a qualcuno in cambio di voti. Noi dobbiamo fermare lo sterminio a cui assistiamo da troppo tempo. La mancanza del lavoro è diventata un'istigazione al suicidio e vi posso assicurare, per il lavoro che faccio, che di gente disperata che tenta o meno il suicidio, ce n'è tanta. Quindi l'impegno di chi amministra è creare le condizioni per favorire le opportunità di lavoro continuamente, ogni giorno e non in campagna elettorale». Emergenza casa: «Servono case popolari alla portata di tutti, non ville e palazzoni eleganti per le solite poche persone». Assistenza: «Trani deve essere una città sana, a portata dei disabili perché una città sana a portata dei disabili è una città migliore per tutti. Non dimentichiamoci neanche dell'assistenza alle persone meno fortunate come i malati cronici o i malati terminali, non può essere lasciata al buon cuore dei volontari. Quando va bene c'è il volontario ma più spesso diventa occasione di lavoro nero e vero e proprio dissanguamento per le famiglie». Infine Negrogno parla di spazi («Quelli per i nostri bambini, completamente inesistenti») e della difesa del blasone cittadino: «Non possiamo più tollerare angherie delle città vicine e dei politici forestieri ed interessati. Ricordiamoci di quello che sta accadendo al nostro martoriato ospedale».
«Tra i candidati delle destre – prosegue Negrogno - molti hanno già avuto più di una possibilità per dimostrare la loro capacità a risolvere i problemi della nostra città, ma con scarso o nessun successo. Vogliamo lasciare la città ancora una volta nelle loro mani? O nelle mani di chi si ricicla e si nasconde dietro nomi altisonanti? Vogliamo lasciare la città a persone che offrono soldi in cambio di voti? Non con i soldi si compra il nostro voto ma con l'amore per la città».
Per ciò che riguarda la proposta politica per la guida della città, Negrogno ha sottolineato le priorità inserite nel programma di Fabrizio Ferrante: «In primis il lavoro, ma non quello che si promette durante la campagna elettorale, quello che si da a qualcuno in cambio di voti. Noi dobbiamo fermare lo sterminio a cui assistiamo da troppo tempo. La mancanza del lavoro è diventata un'istigazione al suicidio e vi posso assicurare, per il lavoro che faccio, che di gente disperata che tenta o meno il suicidio, ce n'è tanta. Quindi l'impegno di chi amministra è creare le condizioni per favorire le opportunità di lavoro continuamente, ogni giorno e non in campagna elettorale». Emergenza casa: «Servono case popolari alla portata di tutti, non ville e palazzoni eleganti per le solite poche persone». Assistenza: «Trani deve essere una città sana, a portata dei disabili perché una città sana a portata dei disabili è una città migliore per tutti. Non dimentichiamoci neanche dell'assistenza alle persone meno fortunate come i malati cronici o i malati terminali, non può essere lasciata al buon cuore dei volontari. Quando va bene c'è il volontario ma più spesso diventa occasione di lavoro nero e vero e proprio dissanguamento per le famiglie». Infine Negrogno parla di spazi («Quelli per i nostri bambini, completamente inesistenti») e della difesa del blasone cittadino: «Non possiamo più tollerare angherie delle città vicine e dei politici forestieri ed interessati. Ricordiamoci di quello che sta accadendo al nostro martoriato ospedale».