Incarichi legali, denuncia alla Corte dei Conti

L'avvocato del Comune chiama in causa l'organo contabile. «Inutili ed onerosi incarichi ad avvocati esterni»

giovedì 29 dicembre 2011 0.22
Il responsabile dell'ufficio legale del Comune di Trani, Michele Capurso, ha inviato una nota alla procura regionale della Corte dei conti per denunciare l'anomalo conferimento di incarichi di patrocinio legale ad avvocati esterni al Comune di Trani. Nel mirino di Capurso finisce il dirigente e segretario generale in carica, Luca Russo.

La querelle si è aperta ufficialmente ad agosto scorso quando il segretario generale (quale dirigente al contenzioso del Comune) attraverso una nota aveva comunicato al responsabile dell'ufficio legale (ed unico avvocato in servizio presso l'Ente) la decisione di non conferirgli più incarichi di patrocinio per la difesa dell'Ente davanti all'autorità giudiziaria. Tutto questo perché l'avvocatura comunale aveva scelto di avvalersi di un sostituto processuale per 337 volte nel corso di un anno (dall'8 aprile del 2010 al 16 maggio del 2011) «senza alcuna autorizzazione da parte del dirigente». Per questo motivo, Russo si era rifiutato di pagare le competenze dell'avvocato indicato da Capurso (circa 13mila euro) ed aveva preannunciato allo stesso che non avrebbe più ottenuto mandati «per permettergli - si legge nella nota - di terminare quelli attribuiti in precedenza». Questa decisione è stata contestata da Capurso come «arbitraria, illegittima, ingiustificata ed aberrante». Il responsabile dell'ufficio legale ha risposto per iscritto alle contestazioni mosse dal dirigente spiegando dettagliatamente le ragioni che avevano, nel corso degli anni, determinato la necessità di ricorrere alle sostituzioni in udienza man mano che aumentava il numero di cause patrocinate e chiedendo l'immediato intervento del sindaco «per definire la illegittima situazione che si andava a concretizzare, situazione che avrebbe arrecato ingenti danni alle finanze comunali poiché il dirigente avrebbe certamente conferito gli incarichi ad avvocati del libero foro con notevole ed ingiustificato sperpero di danaro pubblico».

La nota di Capurso (del 6 settembre) non ha prodotto risposte. Da quel giorno, però, il dirigente ha conferito (con sua determinazione dirigenziale) un incarico di consulenza per la redazione di un parere pro veritate all'avvocato Arigliani del foro di Benevento (per la singolare vicenda della stabilizzazione dei dirigenti) più almeno altri 3 incarichi di patrocinio in giudizio ad avvocati esterni, di cui due per contenziosi promossi da dipendenti comunali ed un terzo per resistere ad un ricorso al Tar Puglia in materia di abusivismo edilizio. Sempre nella denuncia di Capurso alla Corte dei Conti emerge che, in altre cause, il Comune non si sarebbe affatto costituito in giudizio nonostante l'avvocatura comunale avesse sottoposto alla firma del dirigente la determina di incarico nella quale si dichiarava disponibile ad assumere il patrocinio dell'Ente.

Inoltre l'avvocato del Comune spiega nella denuncia alla Corte dei Conti che proprio l'incarico conferito dal dirigente ad un avvocato esterno per resistere nel ricorso al Tar Puglia in materia di abusivismo edilizio, evidenzia la fondatezza delle ragioni che giustificano le sostituzioni in udienza. L'avvocato incaricato per quel ricorso al Tar ha presentato una parcella, per la sola fase cautelare, di oltre 16mila euro, ossia un importo ben superiore all'importo complessivo di tutte le sostituzioni in udienza espletate dal sostituto dell'avvocatura comunale in oltre un anno di attività processuale. E' facile, quindi, intuire il risparmio di risorse finanziarie assicurato dall'utilizzo dell'avvocatura interna, opportunamente supportata dai sostituti nella sola presenza in udienza.

Capurso nella denuncia spiega: «Mi sono adoperato in ogni possibile modo per scongiurare conseguenze dannose per le finanze comunali, evitando che il segretario generale in qualità di dirigente del contenzioso conferisse inutili ed onerosi incarichi ad avvocati esterni, e ciò, lo si ripete ancora una volta, all'unico scopo di garantire la preservazione del danaro pubblico e nell'esclusivo interesse della collettività tranese».