Interdetto per 2 mesi il capo dell'ufficio tecnico comunale
E' coinvolto nell'inchiesta sul pue di Pozzopiano. Affatato è accusato di concorso in abuso d'ufficio
mercoledì 23 maggio 2012
10.18
E' stato interdetto per due mesi dall'esercizio della professione il capo dell'ufficio tecnico del Comune di Trani, Giuseppe Affatato, coinvolto nell'inchiesta sul pue (piano urbanistico esecutivo) di Pozzopiano, quello che prevede la realizzazione di un grattacielo di 12 piani (incluso il pianterreno) di fronte all'ottocentesco giardino Telesio.
Il provvedimento del gip Francesco Zecchillo è stato notificato all'indomani del ballottaggio che ha decretato comunque la fine del suo mandato dirigenziale legato a quello dell'ormai ex sindaco, Giuseppe Tarantini. Affatato, che rimane comunque funzionario in pianta stabile, non potrà esercitare nessun incarico per due mesi. E' accusato di concorso in abuso d'ufficio e di aver indotto in errore il Consiglio comunale in merito alla legittimità del pue, insieme ai proprietari dell'area, Giuseppe e Francesca Bove, e al progettista Francesco Paolo Arbore. In particolare, avrebbe consentito loro «un ingiusto vantaggio patrimoniale», grazie al suo parere che ha portato il Consiglio comunale ad approvare il pue. L'area era stata già sequestrata il 2 febbraio scorso. Ma il pm Giuseppe Maralfa aveva chiesto l'interdizione per il dirigente, dopo il provvedimento del tribunale del riesame di Trani, che confermò il sequestro dell'area e riconosciuto valida la perizia del consulente della procura, Ruggero Carcano.
Secondo quest'ultimo il nuovo palazzo, che sarebbe realizzato tra edifici non più alti di cinque piani, è previsto per un'altezza di 38,20 metri, ma per calcolare la distanza da quello più vicino si è tenuto conto di un'altezza di 32,20 metri (cioè senza attico e superattico). Sarebbe inoltre irregolare la larghezza della strada su cui si affaccerebbe il palazzo, che sarebbe di soli sette metri nel tratto tra questo e il giardino Telesio (intoccabile per un allargamento poiché sottoposto a vincolo). Inoltre il Pue non sarebbe stato preceduto dall'approvazione della vas (la valutazione ambientale strategica).
Il provvedimento del gip Francesco Zecchillo è stato notificato all'indomani del ballottaggio che ha decretato comunque la fine del suo mandato dirigenziale legato a quello dell'ormai ex sindaco, Giuseppe Tarantini. Affatato, che rimane comunque funzionario in pianta stabile, non potrà esercitare nessun incarico per due mesi. E' accusato di concorso in abuso d'ufficio e di aver indotto in errore il Consiglio comunale in merito alla legittimità del pue, insieme ai proprietari dell'area, Giuseppe e Francesca Bove, e al progettista Francesco Paolo Arbore. In particolare, avrebbe consentito loro «un ingiusto vantaggio patrimoniale», grazie al suo parere che ha portato il Consiglio comunale ad approvare il pue. L'area era stata già sequestrata il 2 febbraio scorso. Ma il pm Giuseppe Maralfa aveva chiesto l'interdizione per il dirigente, dopo il provvedimento del tribunale del riesame di Trani, che confermò il sequestro dell'area e riconosciuto valida la perizia del consulente della procura, Ruggero Carcano.
Secondo quest'ultimo il nuovo palazzo, che sarebbe realizzato tra edifici non più alti di cinque piani, è previsto per un'altezza di 38,20 metri, ma per calcolare la distanza da quello più vicino si è tenuto conto di un'altezza di 32,20 metri (cioè senza attico e superattico). Sarebbe inoltre irregolare la larghezza della strada su cui si affaccerebbe il palazzo, che sarebbe di soli sette metri nel tratto tra questo e il giardino Telesio (intoccabile per un allargamento poiché sottoposto a vincolo). Inoltre il Pue non sarebbe stato preceduto dall'approvazione della vas (la valutazione ambientale strategica).